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Coronavirus F1, Sainz: "La McLaren è stata perfetta"

Il pilota spagnolo, dalla sua casa di Madrid, ha raccontato come il team abbia gestito nel migliore dei modi la situazione in Australia

Coronavirus F1, Sainz:
© Getty Images

MADRID - "Non è stato facile per nessuno del nostro team, ma credo che tutti lo abbiamo gestito in maniera corretta e perfetta". Carlos Sainz, in una video-intervista a SkySport.it, pilota della McLaren, ha così commentato la questione legata alla positività al Coronavirus di un membro del team a Melbourne.

Presa la decisione migliore

Il Mondiale di Formula 1 sarebbe dovuto partire con il Gp d'Australia poi annullato a causa del covid-19. "Dopo la notizia che un nostro meccanico era risultato positivo nessuno ha mai avuto dei dubbi su quello che avremmo dovuto fare, tutti erano d'accordo che la decisione giusta era quella di ritirarsi - spiega lo spagnolo -. Abbiamo avuto una grande leadership in quel momento in Andreas Seidl e Zack Brown. Poi il resto è stato tutto un vortice, ma con una organizzazione perfetta. Il rientro di molti di noi, la quarantena. Ora sono felice che tutti i membri del team, anche quelli che erano rimasti in Australia, stiano bene e siano tornati tutti a casa".

Molta preoccupazione

Con il Circus fermo, Sainz sta trascorrendo questi giorni in famiglia: "Insieme alle mie due sorelle e ai miei genitori, faccio l'allenatore e ho dato loro un piano di allenamento e di alimentazione: è l'occasione per mangiare sano e regolare. Mi sono trasformato nello Zidane di casa Sainz".

Il pilota della McLaren spiega che oltre a godersi la famiglia sta facendo "soprattutto tanto simulatore e allenamento". L’ipotesi è di una pausa molto lunga. "Un'idea che non mi spaventa ma mi preoccupa. Sono spaventato ovviamente dalle immagini e dalle notizie che mi arrivano dal mondo, quelle sì - afferma lo spagnolo -. Mi spaventa il pensiero di mettermi nei panni di tutti i medici e le infermiere che stanno combattendo davvero questa guerra, perché' per loro di una guerra si tratta, ci vanno tutti i giorni. Noi stiamo a casa e siamo preoccupati, ma non possiamo essere spaventati perché non possiamo vedere quello che vedono loro".

Difficile il ritorno in pista

Il pensiero ovviamente sarà anche come ci si ripresenterà in pista: "Sarà molto difficile fisicamente. I test di Barcellona sono importanti perché ci preparano atleticamente alle prime gare della stagione. Facciamo così tanti giri che il nostro corpo si abitua, soprattutto il collo torna a essere sollecitato. Adesso passeremo tanto tempo senza quell'allenamento e non sarà facile il primo venerdì e ancora di più sabato e domenica, lì si vedrà chi è più allenato o no. Mentalmente preferisco non pensarci, non provare a fare ipotesi perché sarebbe ancora più difficile anche se ovviamente sono in contatto quotidiano con la gente del team. Non possiamo sapere quando torneremo a correre quindi è bene non pensarci troppo e vivere giorno per giorno, tenersi il più in forma possibile".

Amici ma anche rivali

Sainz parla anche del suo compagno di team Lando Norris. "In questo momento mi manca come amico, ma quando tornerà a essere un rivale vuol dire che saremo tornati in pista e sarò contento per quello. Quando poi avremo una McLaren che potrà lottare per il podio lo sarà ancora di più. È un rivale come lo sono stati in passato i miei compagni di squadra Kvyat, Hulkenberg, Verstappen. Sappiamo che la rivalità può crescere ma anche adesso vogliamo fortemente batterci a vicenda. È la nostra squadra che è stata brava a creare un bell'ambiente, di rivalità ma sano".

Il numero 55 della McLaren è tra i piloti in scadenza di contratto. "Adesso il mondo sta affrontando cose più difficili e le priorità sono altre. La Formula Uno è ferma, le gare, il futuro, la situazione contrattuale passano in secondo piano ed è giusto che sia così. Dobbiamo aspettare tutti che piano piano la nostra vita torni alla normalità per ricominciare a parlare di quelle cose. Ma io non sono per nulla preoccupato perché' quello che dovevo dimostrare l'ho già dimostrato lo scorso anno. Quello che conta in Formula Uno è sempre l'ultima gara e la mia gara di Abu Dhabi è andata molto bene quindi va bene così" ha concluso il pilota spagnolo.

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