Antonelli, il piccolo Kimi già all'università: in Giappone esame difficile© Getty Images

Antonelli, il piccolo Kimi già all'università: in Giappone esame difficile

Il giovane talento fa il suo esordio a Suzuka, su uno dei circuiti più impegnativi della Formula Uno
Fulvio Solms
4 min

Si arriva presto all’università, in questo corso di studi: la gara di Suzuka già al 6 di aprile, con il ciliegio in fiore, non s’era mai vista. E con due soli gran premi disputati prima. Il quoziente di difficoltà denunciato dalla Pirelli per lo stress sulle gomme - cinque su cinque - è già molto eloquente ma se lo si incrocia con quello indicato dalla Brembo per i freni - solo un punto di difficoltà su cinque - si capisce quanto la pista policar giapponese, unico disegno a otto su cui corre la Formula 1, sia significativa come test globale sulla bontà dei progetti. Sappiamo quanto sia importante per la Ferrari che ha fatto cilecca in Australia e Cina, nell’ultima occasione illudendosi per la pole e la vittoria di Lewis Hamilton nella Sprint del sabato, e possiamo immaginare quanta concentrazione l’appuntamento richieda ad Andrea Kimi Antonelli.

Antonelli, l’esordio a Suzuka

Il diciottenne bolognese della Mercedes dovrà confrontarsi, già al suo terzo GP di Formula 1, con fortissime accelerazioni laterali che prima ha potuto solo immaginare: non certo al simulatore che non le riproduce, né nelle categorie di accesso alla Formula 1, rapidamente bruciate quando non saltate di netto (solo tre anni fa il ragazzo correva nella Formula 4 italiana, con motori da soli 150 cavalli). 

«Sarà la prima volta a Suzuka per Kimi - ha detto Toto Wolff, che prima di essere capo e un po’ un papà per lui, sotto il profilo sportivo - e lui stesso non vede l’ora di scoprire questa nuova sfida. Finora ha gestito bene tutto ciò che gli è capitato e vogliamo vederlo crescere ancora»

Mercedes, tra l’altro, si sta faticosamente ritrovando dopo la crisi seguita al varo della W13: la monoposto splendida e senza pance varata per il Mondiale 2022 mandò in tilt gli uffici tecnici di Brackley, che solo ora se ne stanno tirando fuori. I primi due GP hanno mostrato un miglioramento delle prestazioni rispetto allo scorso anno mentre, al buio mediatico che ancora avvolge il 2026, Mercedes prepara una riscossa, nella convinzione non dichiarata di avere la miglior power unit della prossima era.

Mercedes, le parole di Wolff

«Arrivano tre gare consecutive ed impegnative nelle quali punteremo a consolidare il nostro forte inizio di stagione - ha anche osservato Wolff - finora la W16 si è dimostrata stabile e costante: si tratta di una macchina con cui i nostri piloti si sentono sicuri. Questo ha portato a buone prestazioni in Australia e in Cina e al nostro miglior inizio di stagione dal 2021. Dobbiamo però trovare ancora un po’ di prestazione per confermarci al vertice. Ci sentiamo a un paio di decimi dalla McLaren e lo sviluppo non è un lavoro da poco. Le gare in Giappone, Bahrain e Arabia Saudita nei prossimi tre weekend serviranno quindi a massimizzare ciò che abbiamo in questo momento e sono certo che i nostri rivali rialzeranno la testa. Suzuka, con le sue curve veloci e le variazioni altimetriche, rappresenta un test attendibile sia per il pilota che per la vettura».

Suzuka, tutti contro la McLaren

La Mercedes è in diretta concorrenza con Ferrari e Red Bull per un salto che le consenta di avvicinare la leader McLaren. E Wolff ha avuto parole positive anche per George Russell, che mai aveva affrontato un inizio stagione con una macchina così qualitativa (trattenuto dalla Williams, era arrivato in Mercedes solo nell’annus horribilis 2022): «George non aveva mai iniziato così bene un campionato - ha osservato Wolff - ha dimostrato maturità, coerenza e velocità. Si sta comportando esattamente come sapevamo che avrebbe fatto da capitano vero e in Giappone proverà a confermarsi su questi livelli»


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