
Ferrari, il nuovo flop è a un passo. E l'effetto da copertina di Hamilton è quasi svanito
La mega presentazione di Lewis Hamilton, i primi giri a Fiorano tra l’entusiasmo di un popolo rosso che ha una voglia pazzesca di riscatto e il bagno di folla nel roadshow milanese al Castello Sforzesco del 6 marzo scorso. Sembra passata una vita, sono trascorse poche settimane. Quelle in cui la gioia e la speranza di una Ferrari finalmente vincente si stanno tramutando in rinnovata delusione, quasi in rassegnazione. Anzi siamo già a un buon punto. Il sabato di qualifiche ha portato, infatti, nuove amarezze a Maranello: Charles Leclerc ha chiuso col 4° tempo a 0”335 da Verstappen. Solo ottavo Lewis Hamilton a 0"627.Il Gp del Giappone è già in salita, come lo è stato tutto questo avvio di stagione in casa Ferrari. L'inglese, sette volte campione del mondo, è nono già a -35 da Norris che comanda la classifica dei piloti. Ancora più evidente la distanza in quella costruttori che vede la Ferrari a un siderale -61 dalla McLaren. Zero podi, zero vittorie e poche illusioni che questo numero possa cambiare domani a Suzuka.
Hamilton come Cristiano Ronaldo? I tifosi tornano scettici
E iniziano a fiorire dubbi e perplessità sulle strategie. Perché chi vedeva nella mossa Hamilton un tentativo alla “Cristiano Ronaldo” inizia a chiamare gli amici per dire: “Hai visto? Che ti avevo detto?”. Il pilota inglese sembra demotivato, forse sazio dai tanti successi. Ma più che altro è sembrata la mossa da copertina per nascondere i tanti problemi organizzativi e tecnici in casa Ferrari. Dopo l’inizio di campionato da incubo delle rosse il sette volte iridato sta affrontando la pressione mediatica che hanno già dovuto fronteggiare prima di lui Fernando Alonso e Sebastian Vettel. E negli ultimi giorni è sbottato: “Qualcuno si sta chiedendo se sto perdendo o no la fiducia nella squadra, ma è spazzatura – ha affermato Hamilton – ho una fiducia assoluta al 100% in questa squadra. Penso che all’inizio dell’anno ci sia stato un enorme clamore e non so se qualcuno si aspettava che avremmo vinto fin dalla prima gara e che avremmo vinto un campionato al nostro primo anno. Non era quello che mi aspettavo. So che sto entrando in una nuova cultura, in una nuova squadra e che ci vorrà del tempo”. Solo questione di tempo quindi? Può darsi, ma la pazienza del popolo di Maranello ha già subito colpi duri negli ultimi anni. Non è il caso di esagerare.
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