L'anno di Bielsa a Marsiglia e la solitudine del pugile

El Loco a Marsiglia, una stagione di vittorie, cadute e di straordinario feeling con i tifosi. E poi quaranta storie di pugilato, di umanità e di solitudine
L'anno di Bielsa a Marsiglia e la solitudine del pugile
Massimo Grilli

«Il successo è un’eccezione. Gli esseri umani qualche volta trionfano, ma di solito progrediscono, combattono, lottano e, di tanto in tanto, vincono. Ma solamente di tanto in tanto». La grandezza di Marcelo Bielsa è quella, a nostro parere, di aver regolarmente costruito nelle squadre che ha allenato un’atmosfera di entusiasmo e di passione, anche se magari i risultati non sono arrivati. Non ha vinto poco - tre campionati argentini, la medaglia d’oro olimpica sulla panchina dell’Argentina - ma non sono mancati i fallimenti, come nel Mondiale del 2002, sempre alla guida della nazionale albiceleste. Evidentemente, la sua educazione, la sua mancanza di ipocrisia, il suo gioco offensivo («conta la quantità degli attacchi, non il possesso palla») continuano a fare breccia tra le tifoserie - sta accadendo la stessa cosa a Leeds - lasciando sempre un bel ricordo in chi ha lavorato con lui. Ne è perfetto esempio la sua stagione sulla panchina del Marsiglia - parliamo del campionato 2014/15 - che qui viene raccontata con affetto e competenza da Fabio Fava. Bielsa arriva in Francia in uno dei momenti peggiori della storia recente del club, in grave crisi economica, esclusa anche dalle coppe europee. Eppure, malgrado una squadra non certo fortissima, il suo Marsiglia resta in lotta a lungo per il titolo della Ligue1, per poi cedere nel finale ma chiudendo comunque al quarto posto, a poca distanza dalla zona Champions. Le partite di campionato si alternano a flashback sulla sua carriera (quando saliva sugli alberi per controllare meglio gli allenamenti, gli appunti presi su foglietti volanti…), fino all’inevitabile finale, sancito da una lettera di dimissioni alla società marsigliese, colpevole di avere disatteso gli impegni presi. A chiudere, interviste su quella stagione e sull’effetto-Bielsa a giornalisti e addetti ai lavori francesi, e tutti i tabellini del campionato del Marsiglia.
LOCO A MARSIGLIA, storia di un amore tra Bielsa e la città; di Fabio Fava, Edizioni Incontropiede, 130 pagine, 14,50 euro.

«Spalle appoggiate alle corde, sguardo privo di luce, un rivolo di sangue che scende dall’arcata sopracciliare sinistra, gambe stese sul tappeto del ring, Mike Tyson ha gli occhi sbarrati, ma davanti a sè vede solo il buio. E’ in quel momento, guardando quell’immagine, che capisci che nessuno è solo come un pugile sul ring». Ecco il punto di partenza del nuovo libro di Dario Torromeo dedicato allo sport a lui più caro, la boxe. Disciplina particolare, perché ti mette di fronte continuamente alle tue debolezze, alle tue paure. Perché «ogni volta che si scavalcano quelle corde, comincia una nuova vita, sai che devi mettere in gioco tutto te stesso. Sai che c’è una sola persona che può gestire presente e futuro. E quella persona sei tu. E’ forse uno dei libri più personali di Torromeo, che scava nella sua memoria di grande inviato, sorride a chi ha accompagnato la sua vita e non c’è più (Mazzinghi, Ghelfi, Curcetti), racconta istantanee di vita e di pugilato forse dimenticate, come quella tournée di Joe Louis in Puglia, Toscana e Sardegna, durante la seconda guerra mondiale, per tirare su il morale delle truppe americane di stanza all’estero, oppure quel ritratto di Luigi Minchillo, solo nello spogliatoio dopo la sconfitta con Tomas Hearns, le foto dei figli sul petto. E poi Sonny Liston, dalla vita drammaticamente romanzesca, Alan Minter, anche lui una vittima della tragedia di Iacopucci, l’incredibile storia della keniota Christine, mamma a 12 anni, che ha trovato nei guantoni - si è qualificata per le prossime Olimpiadi - un’arma per affermare la propria personalità e rivendicare una speranza per il futuro, l’incontro milanese con Muhammad Ali, alle prese con il match più duro. Quaranta storie di sport e di vita, di solitudine e di umanità. «Ali, ti manca la Boxe?», «Sono io che manco a lei!»
SOLO COME UN PUGILE SUL RING, di Dario Torromeo; Absolutely Free Libri, 350 pagine, 15 euro.

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