Il ponte a fumetti è tutta un'altra storia

Il graphic novel di Bonaccorso sulla mastodontica opera sullo Stretto di Messina è un'inchiesta che svela quello che non tutti sanno e molti non vogliono sapere 
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Valeria Ancione
Valeria Ancione

6 min

Pubblicato il 15.10.2026, 23:21

Un fumetto coraggioso quello di Lelio Bonaccorso, autore di testo e disegni, "Il ponte - diario dallo Stretto di Messina" (Feltrinelli, comics). Perché ci vuole coraggio a essere contro, e sostenerne i motivi, su un tema come quello della costruzione di un'opera mastodontica, estremamente costosa per le tasche degli italiani, e assolutamente in contrasto con le criticità che riguardono il ponte sospeso più lungo del mondo, con le infrastrutture dell'Isola, di strade, autostrade e ferrovie ma anche con la realtà di un dissesto idrogeologico di una terra che implora il rispetto della natura come salvezza. Questo libro è un'inchiesta a fumetti, che scava, scopre, informa e fa il punto sulla situazione "ponte sullo Stretto": ieri, oggi e domani.

Bonaccorso è un artista impegnato, abituato a metterci la faccia e non solo i disegni, quando c'è da denunciare, allertare, coinvolgere. Lo ha fatto la scorsa estate, quando ha chiamato a raccolta i messinesi affinché unito si manifestassero parte lesa quando al risveglio si sono scoperti impoveriti dal furto dei dipinti di Antonello da Messina dal Museo della città, dei quali non si sa ancora niente: i più ottimisti dicono che niente si saprà, i pessimisti che le opere sono già andate distrutte. Bonaccorso esce da un'estate bollente, con tre pubblicazioni: appassionato di calcio, ha disegnato un bellissimo graphic novel, "Una storia popolare del calcio" (qui la sua intervista quando è uscito il libro https://www.corrieredellosport.it/news/libreria/2026/06/09-149093542/il_calcio_fa_la_storia_e_la_racconta_a_fumetti) uscito in Italia a giugno; mentre in "Un diavolo muto - storie di Gaza", ha disegnato uno dei racconti, "Zanana"; e ora eccolo ancora in libreria con "Il ponte". Insomma, una stagione caldissima per il messinese, instancabile e possibilista. Possibilista, già... nel senso che crede possibile un mondo migliore, basta guardare in faccia la realtà, proporre un'alternativa e non girarsi dall'altra parte.

Tra un'uscita di libro e una marcia contro il ponte sullo Stretto di Messina, a settembre è arrivato il suo graphic novel sull'opera-ponte che presenta pericolose falle. Con questo libro Bonaccorso prova a sensibilizzare tutti gli italiani, a maggior ragione quelli che lontano dalla Sicilia (soprattutto da Messina e dintorni, le zone che nel caso di inizio lavori sarebbero realmente colpite da un nuovo "terremoto" umano stavolta), non sono in grado di valutare i danni complessivi e reali di tale opera. Che di là dalla magnificenza e dall'illusoria promessa di ricchezza per il territorio, nasconde mille insidie.

"Il ponte" di Bonaccorso è il diario di un uomo che ci vuole vedere chiaro e non essere "contro" per partito preso ma con cognizione di causa. Trasformando un'inchiesta approfondita in fumetto, attraverso interviste a professionisti quali geologi, ingegneri, ecologi, giuristi, amministratori oltre a cittadini coinvolti in prima persona (quelli per esempio che perderebbero la casa), ne esce un quadro deprimente e inquietante. L'interrogativo infatti non è se sia un'opera bella o meno, nesessaria o meno, ma quanto ci costa e non solo in termini economici, anche in termini di danni su vasta scala. Bonaccorso sollecita tutti, sia i pro sia i contro, a interrogarsi sui rischi, da quelli sismici, a quelli di ricadute sociali, a quelli di devastazione di ecosistemi unici al mondo (perché "il rispetto della natura non è opzione"). Per concludere amaramente che "questo ponte è assolutamente l'opposto dello sviluppo". Tuttavia, per dargli ragione o torto val la pena leggere il suo libro.

In queste pagine e nei disegni dominanti di azzurro, Bonaccorso scrive pagine di un diario personale: per ogni dubbio, conflitto interiore e domanda l'artista ha cercato risposte, intervistando gli esperti. Lui e il suo diario, uno scrive (o forse disegna) l'altro registra i pensieri e parla pure (è un diario parlante), ci prendono per mano e con loro cresce in noi il bisogno di sapere, scavare e non fermarsi alle apparenze. Bonaccorso è uno che sam conosce, e con questo fumetto vorrebbe che tutti sapessero che una terra violata più volte dai terremoti, una terra fragile, non può permettersi altre violenze, perché questo triangolo di Sicilia che è il punto più prossimo alla Calabria, capo Peloro, non è solo dei messinesi, è di un pianeta che soffre per gli abusi che subisce da sempre dall'uomo, è di uccelli e pesci che attraversano lo Stretto e che no, non possono cambiare rotta, l'alternativa semmai è l'estinzione. 

Scrive Bonaccorso: "Nemmeno gli dei volevano che si toccasse lo Stretto. Omero racconta nell'Odissea che Nettuno pose Scilla e Cariddi a controllare questo braccio di mare. In pratica anche loro erano no ponte"... - e ancora - "L'aver dimenticato la bellezza e la poesia ha lasciato spazio alla paura del futuro. Questo ci ha fatto abbassare le difese, permettendo a certi uomini di distruggere tutto in cambio di false promesse".

Stupendo il disegno di Nettuno, in tutta la sua grandezza e potenza, che emerge col tridente e lo sguardo severo di chi è chiamato a difendere un luogo di cui è divinità protettrice: per riscattarsi, forse, di una difesa mancata, quella del 1908 quando terremoto e maremoto fecero crollare Messina, lui il dio del mare era di spalle allo Stretto. Ora invece lo guarda e lo tiene a bada proteggendo la città.

IL PONTE - Diario dallo Stretto di Messina, Lelio Bonaccorso, Feltrinelli comics, 20 euro