Un legame unico lungo ... 30 anni

Da sempre con il team di Bertelli, Max Sirena racconta le sue America’s Cup da protagonista
di Andrea Falcon
di Andrea Falcon

5 min

Pubblicato il 24.09.2026, 10:20

Era la primavera del 1997 quando Massimiliano Sirena, detto Max, partì all’età di 25 anni dalla sua Rimini per andare al porto di Livorno e prestare le sue braccia alle operazioni di scarico di tre barche della International America’s Cup Class (monoscafi dislocanti lunghi 25 metri e pesanti 24 tonnellate) arrivate con una nave cargo dagli Stati Uniti. Patrizio Bertelli aveva appena lanciato la prima sfi da del team Prada e le aveva acquistate dal sindacato di America3 del miliardario Bill Koch (vincitore nel 1992 contro Il Moro di Venezia nella 28a sfi da di Coppa America a San Diego e sconfi tto nel 1995 nella selezione dei Defender) per portarle a Punta Ala e farle usare all’equipaggio guidato dallo skipper napoletano Francesco de Angelis per la prima fase di allenamenti.

RAGIONE DI VITA

Max Sirena quel viaggio non lo ha ancora concluso, è ancora con Luna Rossa, sin dalla nascita del team: «Rappresenta quasi 30 anni della mia vita, più della metà della mia esistenza», racconta. «C’è un legame morboso tra me e Luna Rossa, ho la sua scritta tatuata sulla mia pelle». Quella di Napoli del prossimo anno sarà la sua nona presenza alla Coppa America. Ha partecipato a tutte le sei sfide di Luna Rossa, prima come uomo di prua (nel 2000, 2003 e 2007), poi come skipper, ma non a bordo (nel 2013, 2021 e 2024), vincendo due volte la selezione degli sfi danti (2000 e 2021). Per ben due volte ha perfi no alzato la Coppa America al cielo. Ma, ironia della sorte, con gli statunitensi di BMW Oracle Racing a Valencia nel 2010 e con Emirates Team New Zealand a Bermuda nel 2017. Nessun tradimento. Semplicemente, in quelle due edizioni della Coppa, il team di Patrizio Bertelli non ha partecipato. Successi che gli hanno regalato molta soddisfazione personale, ma che non hanno spento il suo sogno: «Io voglio riuscire a vincere la Coppa America per i colori italiani, ma soprattutto per Luna Rossa e per Patrizio Bertelli. Quando mi alzo la mattina so che questo è il mio obiettivo».

PROFESSIONISTA

Dal 1997 a oggi, il suo piano sequenza nel fi lm di Luna Rossa è stato: aiuto prodiere, skipper, amministratore delegato. Il ruolo che ricopre in questa sfi da alla 38a America’s Cup lo obbliga spesso a trattare argomenti legati sponsor, promozione della vela giovanile e femminile, riqualifi cazione di Bagnoli e via discorrendo, ma Max Sirena conserva il suo spirito di velista professionista e agonista molto competitivo. Così, a pochi giorni dall’inizio delle regate preliminari di Napoli, è facile parlare con lui (anche) di sport. Luna Rossa si presenterà sulla linea di partenza dopo l’ottimo successo di squadra dello scorso maggio a Cagliari, dove ha ottenuto il primo e terzo posto con i due equipaggi in regata. «In Sardegna abbiamo vinto la fi nale contro i neozelandesi, mentre l’AC40 dell’equipaggio femminile e giovanile, si è classifi cato terzo, primo della sua categoria», racconta Sirena. «A Napoli avremo il diffi cile compito di confermare il risultato. È un momento importante per noi: dopo tanto allenamento abbiamo l’opportunità di regatare e di verifi care se il lavoro di preparazione che stiamo aff rontando per la Coppa America del prossimo anno sta funzionando». Max Sirena, comunque, non si nasconde dietro a dichiarazioni formali e aggiunge: «Siamo a Napoli per vincere. Io non sono particolarmente scaramantico, sarei bugiardo se dicessi che regatiamo per partecipare. Dobbiamo competere al livello che sappiamo, perché ci stiamo preparando da diverso tempo per questo appuntamento. Dovremo dimostrare di essere migliorati ancora rispetto a Cagliari, perché gli altri sicuramente lo saranno, questo è lo sport».

VALORE AGGIUNTO

Luna Rossa che naviga nel mare di Napoli è la cartolina perfetta per tutti gli amanti della Coppa America. «Sarà bello regatare nelle acque di casa, perché noi rappresentiamo un circolo (il Circolo del Remo e della Vela Italia, ndr), ma anche un Paese intero. Abbiamo tanti tifosi, dovremo essere bravi a rispettarli e a dargli un momento di gioia», dichiara Max Sirena. «Napoli sarà il valore aggiunto di questa Coppa America. Si regata in un grande anfi teatro, con la città alle spalle, tra Castel dell’Ovo e le isole. Il palcoscenico con una scenografi a unica al mondo per quello che sarà l’evento sportivo più importante al mondo del 2027».