Una Coppa per Bagnoli

La zona che ha conosciuto tantissime promesse non mantenute potrà contare su un impatto economico che sfiora i 700mila euro
di Luca Cilento
di Luca Cilento

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Pubblicato il 23.09.2026, 17:42

Per capire che cosa può significare l’America’s Cup per Napoli bisogna andare a Bagnoli. Là dove per quasi quarant’anni la città ha guardato un’area industriale immensa senza riuscire a restituirle una funzione, un volto, un futuro. Oggi, per la prima volta dopo decenni, qualcosa si muove davvero. La vecchia area dell’Italsider è un grande cantiere, le opere avanzano, arrivano le infrastrutture che serviranno alla Coppa e prendono forma gli spazi destinati ai team. È una trasformazione che va oltre la regata. La Coppa arriva dunque mentre Bagnoli cambia pelle. Le opere necessarie per la manifestazione, che saranno pronte entro la fine del 2026, si inseriscono nel più ampio programma di risanamento e rigenerazione dell’ex area industriale. Per una zona che per quattro decenni è stata il simbolo delle promesse mancate. Una periferia diventata centro nevralgico della vela mondiale e del futuro della città.

L’IMPATTO

Poi ci sono i numeri. E sono numeri che fanno capire la dimensione della partita, purché vengano letti per quello che sono: previsioni. Il rapporto realizzato dall’Ufficio di statistica del Ministero del Turismo con Luiss Business School stima per l’America’s Cup un impatto economico di circa 690 milioni di euro nel breve periodo e un valore potenziale superiore a 1,2 miliardi nel lungo periodo. La prima onda arriverà con i visitatori. La stima è di 1,5-1,7 milioni di presenze nei due mesi dell’evento. Per loro la città dovrà mettere in campo alberghi, ristoranti, trasporti, commercio e servizi. La sola spesa turistica diretta viene valutata in circa 370 milioni di euro. È la parte più immediata della ricaduta: quella che si vede nelle strade, nei locali, negli alberghi, nei taxi, nei negozi.

FILIERA LUNGA

I team saranno a Napoli per mesi, arriveranno tecnici, velisti, staff, media, organizzatori. Si muoverà una filiera che coinvolge la nautica, la logistica, l’accoglienza e una serie di attività che spesso non finiscono sotto i riflettori. Anche il lavoro è una voce importante della previsione. Lo studio indica circa 11 mila posti di lavoro generati nell’orizzonte complessivo dell’evento, con 1.000-2.000 occupazioni permanenti nei settori del turismo, della nautica e dei servizi. IL PRECEDENTE La vera partita, però, comincia dopo. Il rapporto ipotizza per il periodo successivo alla Coppa una crescita dei flussi turistici tra il 5 e il 10 per cento e una spesa aggiuntiva compresa tra 200 e 400 milioni di euro l’anno nel biennio successivo. Barcellona offre un precedente interessante. L’edizione 2024, secondo lo studio dell’Università di Barcellona e della Fundació Barcelona Capital Nàutica, ha generato 1,740 miliardi di euro di fatturato e una contribuzione al Pil di 1,034 miliardi per Barcellona e Catalogna. Sono state registrate 1,8 milioni di visite nei luoghi dell’evento e 460.819 persone sono arrivate specificamente per assistere alla Coppa.

EREDITÀ

La lezione di Barcellona è soprattutto una: un grande evento vale quanto l’eredità che riesce a lasciare. Per Napoli questa eredità ha un nome preciso, Bagnoli. Per anni l’ex Italsider è stata una frontiera interna della città. Un luogo vicino al mare e contemporaneamente lontanissimo dalla vita quotidiana dei napoletani. Adesso quella distanza comincia a ridursi. La Coppa porta qui le basi dei team, porta tecnologie, lavoro, investimenti, professionisti provenienti da tutto il mondo. Porta soprattutto occhi. Milioni di occhi puntati su un pezzo di Napoli che per troppo tempo era stato raccontato più per quello che non era diventato che per quello che poteva diventare. Se le nuove infrastrutture resteranno utilizzabili, se le competenze acquisite resteranno sul territorio, se le imprese locali riusciranno a entrare nella filiera della nautica e dei servizi, se i visitatori torneranno anche dopo la Coppa, allora il valore dell’evento sarà molto più grande dei numeri prodotti nei due mesi delle regate.

PER TUTTA L’AREA

Una scommessa che non si ferma solo a Bagnoli ma a tutto il comprensorio napoletano con l’Amministrazione che ha ben chiaro come il futuro si giochi nelle periferie. Vedi la riqualificazione di Scampia, quella dell’area est di Ponticelli, le ex raffinerie, la cintura dell’hinterland che insiste sulla città con la delocalizzazione verso altre aree della città di manifestazioni e iniziative. Piazza del Plebiscito e il lungomare sono il salotto buono della città ma rischiano il collasso. Ecco perché la scommessa è quella di creare altre centralità dove la città possa espandersi.