Mazda MX-5 2019, l'equilibrio dell'emozione
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Mazda MX-5 2019, l'equilibrio dell'emozione

Abbiamo provato l'ultima edizione della sportiva giapponese sulla splendida Transfagarasan in Romania, una delle strade più emozionanti del mondo. Più allungo e reattività dal nuovo motore 2.0 Skyactiv-G da 184 cv.

Non ha bisogno di cambiare, ma trova il modo di esaltartarsi ed esaltare. Trazione posteriore con differenziale autobloccante meccanico, un cambio manuale a sei rapporti con una frizione solida, innesti corti e secchi da manuale. Tutto questo in circa 1.100 kg di peso, con una distribuzione delle masse proverbiale.

Questa quarta generazione della Mazda MX-5 è un invito molto esplicito al piacere di guida. Dopo il debutto nel 2015 con il modello soft top, alla fine del 2016 alla gamma è stata aggiunta la MX-5 RF, variante con hardtop retrattile elettrico, che in Italia ormai ha guadagnato la metà delle preferenze con una usabilità che la avvicina al coupé. Nella forma, con la sessa emozione nella sostanza.

Con la generazione 2019 i cambiamenti estetici sono minimi, legati soprattutto alla bombatura più pronunciata del paraurti posteriore, dovuto all'arrivo della telecamera posteriore, parte del pacchetto i-ACTIVSENSE. Una evoluzione necessaria nella direzione dei dispositivi di assistenza alla guida, che includono tra gli altri anche l' avvertimento uscita dalla carreggiata e il monitoraggio punti ciechi. MX-5 si allineano in questo al resto della gamma Mazda, come del resto nella presenza del resto nella presenza del sistema di infotainment Mazda MZD Connect con schermo touch-screen a colori da 7” e compatibile con Apple Car Play e Android Auto, dunque con interfaccia per smartphone Apple o Google. Un livello che sale nei dettagli senza intaccare l caratteristica classica, diciamo quasi plastica della MX-5, ovvero una posizione di guida perfetta nell'allineamento della pedaliera con il volante, finalmente regolabile ora anche in profondità, oltre che in altezza. La casa giapponese tiene a sottolineare come questa mancanza fosse considerata uno dei due difetti della vettura.

Sul secondo, Mazda è intervenuta in modo molto più radicale. MX-5 con motore 2.0 litri aveva 160 cv ma era considerata “cauta “nell'allungo, con regime impossible da portare oltre i 6.500 giri. Ora si cambia drasticamente con il nuovo propulsore 2.0 Skyactiv-G, aspirato a benzina capace di rientrare pienamente nei limiti anti inquinamento Euro 6D-Temp ma anche di trasformarsi nella personalità. Nuove valvole di scarico maggiorate, pistoni e bielle alleggeriti, profilo delle camme più spinto e nuovi sistemi di aspirazione e quello di scarico. Un motore più leggero nelle masse e capace di reagire con più corpo ai medi regimi, con una coppia massima di 205 Nm a 4.000 giri/min, ma anche di portare la rotazione fino a 7500 giri con un nuovo totale di 184 Cv.

Vicinissimi alla soglia psicologica dei 200, con un sound che perde la tonalità metallica precedente e ne acquista un nettamente più piena, mai rauca in basso, vicina a propulsori bialbero di grande tradizione Alfa Romeo agli alti. C'è ancora oggi qualcosa di molto diverso dalla media nella MX-5. L'allungo ora è piacevolissimo, esaltato dalla rapportatura del cambio. La seconda e la terza marcia sono il palcoscenico in salita, con la leggerezza della vettura che consente anche puntate in quarta amministrando la spinta e senza affossare il motore. Freni solidi, ingresso in curva molto progressivo, uscita con un filo di sovrasterzo, mai eccessivo neppure su un fondo bagnato. L'equilibrio è una grande dote per questa vettura, senza andare a caccia della accelerazione assoluta. Inutile, quando il piacere di guida è in tutto il resto.

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