Triumph Thruxton RS 2020 #SottoEsame, i nostri voti

Abbiamo testato tra le strade del Portogallo l’ultima evoluzione della modern-classic britannica. Ecco le nostre valutazioni dopo il primo contatto

Diego D'Andrea

L’opinione diffusa è che le modern-classic siano, soprattutto, moto belle da vedere. Ma ci sono anche modelli come la Triumph Thruxton RS capaci di smuovere le acque, confondere le idee e creare scompiglio. Perché, se posando gli occhi sul faro tondo, sui cerchi a raggi, sugli specchietti, sulla sella o sul serbatoio, la sensazione è quella di trovarsi davanti ad una café racer del secolo scorso, basta soffermarsi sulla forcella, sull’impianto frenante, sul motore, sulle luci al LED, ma ancora di più, sull’elettronica di bordo, per sbarcare all’istante in pieno XXI secolo.

Triumph Thruxton RS 2020, il test FOTO
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Triumph Thruxton RS 2020, il test FOTO

Ed è proprio questa, la forza di una moto nata sicuramente per sedurre lo sguardo, ma soprattutto, per gratificare alla guida con prestazioni ed efficacia molto vicine a quelle di una naked sportiva. Scopriamo con quali voti la nuova versione della Thruxton ha superato questo #SottoEsame. Non perdete, inoltre, la prova completa, con l'analisi nel dettaglio e tutti i dati tecnici, sul prossimo numero di In Moto in edicola.

IL DESIGN 

Bella, sofisticata, con tanti particolari che ne elevano il fascino oltre la soglia di guardia, quella dell’innamoramento al primo sguardo. Un colpo di fulmine, che passa da uno stile senza tempo, dal richiamo agli anni mitici dell’Ace Café, dalla consapevolezza di poter attrarre sguardi ammirati anche fuori dal supermercato, senza bisogno di parcheggiarla per forza davanti all'iingresso dell’ultimo locale alla moda. Inutile, quindi, dilungarsi troppo. VOTO: 9,5

CONTENUTI TECNICI 

Rispetto al modello precedente, la nuova Thruxton RS non si stravolge ma si evolve. E lo fa a partire dal motore 1200cc High Power, che guadagna l’omologazione Euro 5, e una manciata di cavalli in più, utili a raggiungere quota 105. Il picco di coppia, pari a 112Nm, ora arriva 700 giri/min prima, per irrobustire la “castagna” ai medio/bassi. Migliorati anche i riding mode, che in base alla selezione - Rain, Road e Sport - modulano erogazione e intervento dell’elettronica, in particolare dell’efficiente traction control. Nuovi freni Brembo (pinze M50 radiali monoblocco e doppio disco flottante da 320mm), pneumatici Metzeler Racetec RR, forcella regolabile Showa big piston, doppio ammortizzatore Öhlins completamente regolabile, ABS & Traction Control disinseribili, faro anteriore LED con DRL, presa USB sottosella e immobiliser, completano la dotazione. VOTO: 8,5

 

COMFORT ED ERGONOMIA 

La posizione di guida piacerà molto a chi, magari appassionato di sportive, si è fatto sedurre dal mondo “modern classic”, grazie ai semi-manubri e alle pedane un filo arretrate, per una sensazione a bordo piacevolmente “active”. Non aspettatevi certo una comodità da Gran Turismo ma il comfort in ogni caso è accettabile, visto che il peso del corpo non grava eccessivamente sui polsi, grazie ad una impostazione alla fine non troppo estrema. La protezione aerodinamica è praticamente nulla ma... su una café racer va bene così. VOTO: 7,7

EMOZIONI ALLA GUIDA

Un'alchimia che è difficile da spiegare. Equilibrio, rigore, un'erogazione sempre tonica, che diventa gasante impostando il riding-mode su “Sport”. La Thruxton, su un bel percorso guidato, può vedersela alla pari anche con naked dal taglio sportivo. Più le chiedi, più ti dà. Freni - la leva va strizzata con decisione quando si cerca la staccata importante -, la butti giù e dai gas deciso in uscita di curva. Il due cilindri spinge forte già dai bassi con un "calcio" dai 5.000 giri al limitatore che proprio non ti aspetti. Un’erogazione piacevolissima, ben assecondata da un cambio sempre fluido e preciso.

L’agilità è buona - molto buona! - e solo nei cambi di direzione più svelti la Thruxton RS pretende un po’ di “bicipite” per essere timonata con cattiveria. La ciclistica è rocciosa, la moto dove la metti sta! E giocando un po’ con le regolazioni delle sospensioni - per altro davvero efficienti - si possono tirare fuori setting “su misura” per divertirsi su ogni percorso. Anche sul veloce, senza paura di lanciarsi sui curvoni lunghi, in appoggio, a tutta birra. Tanto il feeling e buona la stabilità. Difetti? Gli specchietti bar-end sono stilosi ma con dei limiti in fatto di visuale. E poi c’è qualche vibrazione avvertibile nella zona di raccordo sella/serbatoio. Ma francamente, poca roba. VOTO: 9

 

RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO

Componentistica di alto livello, finiture impeccabili, dotazione completa e di tipo "premium". Tutte cose che fanno crescere i costi, e il listino, giocoforza, ne risente. Occorrono ben 16.900 euro per mettersi quest’inglesina in garage. Globalmente non sono pochi. VOTO: 7,8

CONCLUSIONI 

Una moto capace di far ricredere all’istante tutti coloro che avevano bollato le modern-classic come mezzi da aperitivisti e modalioli, perché ok, questa Triumph bella e alla moda lo è sul serio, ma qui si va ben oltre: prestazioni e sensazioni di guida sono capaci di riscattare, a pieno, l’onore dei bolidi preparati all’inverosimile, che si sfidavano negli anni ‘60 e ‘70 sulle strade inglesi; con un carattere vivace e pepato, che siamo abituati a ritrovare in genere su naked, almeno sulla carta, più affilate e dalla personalità ben più aggressiva. Una moto bella da vedere e... bella da guidare. Brava Triumph!
VOTO FINALE: 8,5

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