"Er giro de peppe" non è un detto romano, ma un gioco da tavolo

Lo scopo sarà trovare parcheggio: un modo divertente per ironizzare sui disagi della viabilità nella Città Eterna
"Er giro de peppe" non è un detto romano, ma un gioco da tavolo
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TagsgiocotavoloGiro de Peppe

"Pe trovà parcheggio ho fatto er giro de Peppe". Nessuna frase romana più di questa rende maggiormente idea di quanto sia complicato trovare un parcheggio nella Capitale. Il cosiddetto "giro de Peppe" è infatto un modo di dire per identificare un tragitto esageratamente lungo, ma non solo: da oggi infatti è anche diventato un gioco da tavolo!

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Dalla Roma di ieri a quella di oggi

Ma qualcuno conosce il vero significato di "giro de Peppe"? Chi sarà mai questo famigerato Peppe? Si tratta nientemeno che di Giuseppe Garibaldi che, il 9 gennaio del 1878 si unì al corteo funebre intorno alla piazza del Pantheon per la morte di Vittorio Emanuele II di Savoia. Il Generale fece quindi due giri della piazza, ignaro che sarebbe potuto restare insieme alle altre autorità davanti all'entrata. Da qui, "giro di Peppe". Anche oggi i romani continuano a girare e rigirare per la città, ma non per seguire cortei, quanto per cercare parcheggio. 

Proprio la ricerca del parcheggio è l'obiettivo principale del gioco da tavolo inventato dai creatori della pagina Istagram "Rome is More". Ovviamente per rendere il tutto più reale il gioco comprende traffico, buche, semafori rossi e imprevisti, insomma tutto quello che subiscono ogni giorno i cittadini capitolini. Mancano solo... i cinghiali!

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