Bugatti Centodieci hypecar nel ricordo della EB110

La nuova vettura della casa alsaziana ricorda, anche nel nome, il modello che negli Anni Novanta permise, indirettamente, la rinascita del marchio
Bugatti Centodieci hypecar nel ricordo della EB110
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Un numero fortemente simbolico: 110. Un numero che rappresenta anche gli anni di vita della Bugatti che ha voluto festeggiare la prestigiosa ricorrenza in quel di Peeble Beach presentando, all'universo delle quattroruote, una hypecar in serie limitata: solo dieci esemplari per festeggiare questo storico compleanno.

EB110 fonte d'ispirazione

Centodieci come gli anni, ma anche come la EB110, la Bugatti “italiana” senza la quale la Casa fondata da Ettore Bugatti non sarebbe potuta rinascere, per mano del Gruppo Volkswagen, a Molsheim.
Nel cinema, i remake sono strumenti per far conoscere alle nuove generazioni le storie che hanno appassionato quelle precedenti, mischiando elementi del passato a nuove trame. Qui c’era ben più di una storia da raccontare, ma un sogno, quello di Romano Artioli, di riportare alla luce, agli inizi degli anni ’90, il mitico brand alsaziano, fondato nel 1909 dal milanese Ettore Bugatti, che aveva chiuso i battenti nel 1963.

Il sogno si trasformò ben presto in un incubo, con il fallimento della società di Artioli, la Bugatti Automobili s.p.a., e la chiusura dello stabilimento di Campogalliano. Ma, dopo tutto, lo sforzo non fu vano perché, probabilmente, senza la EB110 uscita da quelle linee di produzione non ci sarebbero state la Veyron, la Chiron, la Divo e la Voiture Noire.

L'unione tra oggi passato e presente

Alla Centodieci, dunque, il compito di raccontare quella storia. E lo ha fatto portandosi dietro alcuni tratti distintivi di quella vettura all’avanguardia per l’epoca, come la calandra e i cinque elementi circolari incisi sulle prese d’aria laterali.

Le caratteristiche spiccatamente più moderne sono state riservati al posteriore. Il fascione luminoso a Led, che sulla Chiron è un elemento unico, qui è stato scomposto in piccole sezioni tridimensionali che fuoriescono dalla carrozzeria (quasi come l’Aston Martin Vulcan) e dall’enorme diffusore spuntano, quasi fossero canne di fucile, due coppie di scarichi sovrapposti in verticale.

Un cuore targato W16

Derivando dalla Chiron, sotto al cofano troviamo lo stesso cuore: il W16 da 8 litri che permette all’auto di coprire lo 0-100 km/h in 2,4 secondi e arrivare a 300 km/h in appena 13. La velocità massima è stata limitata elettronicamente e si ferma “solo” a 380 km/h.

Tutte acquistate

Dicevamo serie limitata. Bugatti produrrà solo 10 esemplari di Centodieci, già tutti venduti al prezzo di 8 milioni di euro ciascuno… escluse le personalizzazioni, si intende!


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