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FCA, Manley: "Un milione di mascherine al mese contro Coronavirus"

L'amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, in una lettera ai dipendenti, ufficializza la produzione di mascherine in un impianto del gruppo per combattare l'emergenza COVID-19 in Italia, fino alla fine dell'isolamento

FCA, Manley:

FCA fa un altro passo nella lotta al Coronavirus, perché stare uniti e guardare a un obiettivo comune è l'unico modo per vincere contro questo nemico invisibile. Produzione convertita, dunque, e via alla realizzazione di mascherine: oggi 23 marzo l'ufficialità con un annuncio. Ancora non è stato comunicato l'impianto italiano del Gruppo in cui avverrà la produzione, ma le intenzioni di FCA sono chiare: un milione di mascherine al mese fino alla fine dell'emergenza

La priorità è aiutare la Protezione Civile a reperire i dispositivi di protezione individuale così indispensabili per medici, infermieri e operatori sanitari ma anche per tutti i cittadini "fragili" che ne hanno bisogno.

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INSIEME A FERRARI E SIARE ENGINEERING

L'annuncio di Manley è arrivato in mattinata tramite una nota ai suoi dipendenti, diffusa poi dal sindacato dell'Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici:

"L'obiettivo è di iniziare la produzione nelle prossime settimane e arrivare a produrre oltre un milione di mascherine al mese che saranno donate ai primi soccorritori e agli operatori sanitari.

Tanti di voi sapranno che in Italia i nostri team di engineering e del manufacturing insieme ai colleghi della Ferrari stanno collaborando con Siare Engineering, una delle poche aziende che producono respiratori, per aiutarli a raddoppiare la loro produttività. Poter reindirizzare le nostre risorse a sostegno di chi ne ha più bisogno mi rende orgoglioso di far parte di questa azienda.

Da quando vi ho scritto la scorsa settimana, abbiamo assistito a una rapida escalation dell'impatto del coronavirus sull'economia globale e sulle nostre vite. Benché la diminuzione dei nuovi casi in Cina sia motivo di ottimismo, per molti di noi si prospettano ancora tempi difficili. Le decisioni che un giorno sembrano essere sensate vanno riviste poco dopo alla luce dei cambiamenti imposti dalla pandemia al nostro modo di vivere, lavorare e interagire.

Molti dei nostri dipendenti sono in Italia, per cui già da qualche settimana viviamo in maniera evidente gli effetti della diffusione del virus e vorrei ringraziare tutti voi, ovunque vi troviate, per la vostra straordinaria dedizione, per l'impegno e il duro lavoro nel far fronte a questa situazione".

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