Berrettini, l'erba voglio di Matteo

Berrettini, l'erba voglio di Matteo© Getty Images
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Massimo Grilli

Alzi la mano chi due settimane fa avrebbe potuto immaginare il doppio trionfo di Matteo Berrettini sull’erba di Stoccarda e del Queen’s Club, dopo quasi tre mesi di assenza dai campi. Giusto sottolineare come nel percorso quasi netto di Londra - un solo set perso - l’azzurro non abbia dovuto affrontare avversari classificati più su del 29º posto dell’olandese Van de Zandschulp, ma resta intatto il valore dell’impresa. La doppietta appena completata non vale la conferma nella Top 10 - oggi Berrettini si ritroverà 11º, fuori dagli eletti dopo quasi tre anni - ma sancisce il suo valore assoluto sui campi verdi, dove sta per scattare quello che resta il torneo più importante del mondo, malgrado l’incongrua decisione dell’Atp di non assegnare punti, e soprattutto di cancellare quelli guadagnati nel 2021 (e così Matteo anche vincendo si ritroverà attorno alla quindicesima posizione, mentre il campione uscente Djokovic dovrebbe scivolare al settimo posto). In questi giorni il servizio ha funzionato sempre, soprattutto nei momenti più delicati, il rovescio tagliato è un’arma su cui fare pieno affidamento, la smorzata una variazione spesso decisiva, e soprattutto è tanta la voglia di recuperare i giorni e i tornei perduti. Insomma, in questa anomala edizione di Wimbledon Berrettini si presenterà tra i favoriti, forse dietro solo a Djokovic - che a Church Road ha vinto sei volte - ma da protagonista indiscusso sull’erba, con 4 tornei in bacheca e 31 vittorie e 3 sconfitte dal 2019. L’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del Re, abbiamo imparato da bambini. Per il Re (dei prati) Matteo è il momento di riscrivere le favole.

Berrettini, si conferma campione del Queen's: le immagini del trionfo
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Berrettini, si conferma campione del Queen's: le immagini del trionfo

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