Adriano Panatta esclusivo: "Sinner in difficoltà sulla terra? Ora vincerebbe anche sulla moquette"

L'ex fuoriclasse del tennis azzurro stravede per Jannik: "Il futuro sarà suo e di Alcaraz, vivremo sfide tipo Federer contro Nadal"
Lorenzo Ercoli
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Lorenzo Ercoli

"In Italia abbiamo un fuoriclasse che ci sta abituando anche troppo bene. In Italia adesso sono tutti tennisti, ma questo è positivo per il movimento, anche se a volte vedo troppi fanatismi intorno a Sinner. Non ce n’è bisogno". Jannik Sinner non avrà ancora 58 milioni di fan nella penisola, ma ci si sta avvicinando a passo svelto. Tra questi ormai si può contare da tempo anche Adriano Panatta, grande estimatore del giocatore in grado di riportare l’Italia a vincere un titolo Slam al maschile. In vesti di voce tecnica e opinionista di lusso, Adriano sta raccontando le gesta del fenomeno di Sesto. Ammaliato a 360° con una predilezione particolare per il suo rovescio, Panatta ha evidenziato più volte come adesso anche gli avversari soffrano un complesso al cospetto di Sinner. Miami è stata un'ulteriore conferma.

Cos’altro si può dire di Sinner?

«Domenica ha vinto in maniera così netta che risulta sconcertante. Era talmente solido e tirava così forte da non far giocare Dimitrov, non mi viene in mente qualcosa che il bulgaro potesse fare: il punteggio è regolare. Tra semifinale e finale ha dimostrato di essere di un’altra categoria in questo momento».

È vero che la gioia della vittoria dura meno della delusione per la sconfitta. Nel caso di Jannik si tratta di un lampo.

«Dipende dai soggetti. Lui non sembra uno che possa crearsi dei problemi perché vince troppo, anzi. È talmente equilibrato e maturo che tra qualche giorno, tempo di abituarsi al fuso orario europeo, tornerà ad allenarsi e non penso avrà problemi a Montecarlo».

Proprio la terra è l’unica superficie dove si attende ancora il miglior Sinner. Potrà accadere già quest’anno?

«Logicamente predilige i campi veloci, ma se giocherà come ha fatto in questi mesi per me può vincere anche su moquette, prato, legno: dappertutto. Poi ci sono anche gli avversari».

Lei come lo affronterebbe?

«Ormai non sfido più nessuno, quindi neanche con l’immaginazione penso a come affrontare un giocatore del genere. Grazie a Dio mi godo la vecchiaia».

Degli altri azzurri, qual è il suo preferito?

«Senza sbilanciarmi, ma oltre a Sinner posso dire che la situazione è ottima. L’unico che dobbiamo aspettare che torni al suo massimo potenziale è Berrettini che abbiamo rivisto negli Stati Uniti d’America. Poi a Miami Musetti e Arnaldi hanno fatto un buon torneo. Le cose per il nostro tennis vanno molto bene, anche Luca Nardi ha fatto un bel salto di qualità. Ripeto però che ci sono anche gli avversari».

Questa è una delle cose che nel ruolo di telecronista deve spiegare. Come vive questa avventura?

«Adesso abbiamo un fuoriclasse, è sotto gli occhi di tutti e ci sta anche abituando troppo bene. In Italia adesso sono tutti tennisti e grandi esperti, ma è un bene per il movimento. Io cerco di far capire quello che succede in campo, è il mio compito in telecronaca o quando racconto l’andamento di un torneo a chi segue e a chi si è avvicinato a questo sport. Per il resto mi diverto con tutto quello che faccio e sono soddisfatto della mia vita».

Di fronte a questo entusiasmo ha quasi dell’incredibile come Jannik sia in grado di gestire la sua sfera privata, no?

«Certe cose vanno prese con più leggerezza, a volte vedo troppi fanatismi intorno a lui. Non ce n’è bisogno perché rischia di andare in contrapposizione all’educazione, la maturità e la gestione della pressione di Jannik. Parliamo di un ottimo modello, tanti lo stanno prendendo a esempio e quello che gli sta succedendo non capita tutti i giorni. Poi la sua vita privata non ci riguarda, io non mi sono mai permesso di dare giudizi positivi o negativi sulla vita di qualcuno. Non siamo tutti uguali: ogni giocatore ha la sua anima, il suo carattere e la sua personalità».

Certificato che a Sinner nulla è precluso. Chi sarà il suo più grande antagonista nel 2024?

«Per me Alcaraz».

E Djokovic?

«Nole meno, secondo me, alla lunga emergerà Carlos. Sinner-Alcaraz sarà la coppia regina del circuito nei prossimi anni, ripercorrendo quanto fatto in passato da Federer e Nadal».


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