Volandri svela i segreti di Sinner e Berrettini: "Gli parlo in modo diverso"
Il doppio trionfo di fila in Coppa Davis e l'annuncio delle Finals in Italia il prossimo anno. È un periodo d'oro per Filippo Volandri, il capitano della squadra azzurra, che dopo la vittoria a Malaga si sta godendo del meritato riposo. In una recente intervista rilasciata a Chi ha svelato alcuni retroscena, specialmente su Berrettini e Sinner.
Volandri su Sinner e Berrettini: il retroscena
Queste le parole di Volandri sulla sua squadra: "Dare una struttura a tutto non è stato troppo complicato perché questa organizzazione l'abbiamo creata noi, ce la siamo costruita. Poi avere a che fare con il numero uno del mondo è tutta un'altra storia. lo adotto una comunicazione diversa a seconda di ciascun giocatore della squadra. Ad esempio, Sinner ha bisogno di poche indicazioni, ma super precise. Berrettini invece necessita di una comunicazione un po' più ampia. E Musetti ha bisogno di tante, tante parole. Avere iniziato con loro questo lavoro anni fa mi ha facilitato il compito. Li ho visti giocare dall'età di 17 anni, per me non è così strano ritrovarmi in panchina seduto accanto a dei campioni come il numero 1 del mondo, il numero 17, il 35 e così via".
Volandri, le scelte sul doppio e su Musetti
Infine sui coach, sul doppio e su Musetti: "Rispetto a una volta, nel settore tecnico è cambiato il fatto che oggi includiamo gli allenatori dei giocatori. Quando sono arrivato io, abbiamo fatto sì che questi ragazzi non venissero più a vivere a Tirrenia, ma siamo andati noi a casa loro e dai loro allenatori. Stessa cosa in Davis, sono il primo che oltre ai ragazzi, invita anche i loro coach. Il doppio Sinner-Berrettini invece di Bolelli-Vavassori? Sono decisioni che costano, soprattutto a me. Ma so che i miei giocatori le accettano. Una decisione simile l'ha accettata Musetti che, in finale, ha passato il testimone a Berrettini. L'unica pecca del torneo è stata la prestazione di Lorenzo. E pensare che, in allenamento, aveva giocato in modo strepitoso. È stato un peccato per lui, per noi, per tutti. Ma tutto serve per migliorare ancora".