Incubo Kyrgios, scoppia in un pianto inconsolabile dopo il ritiro a Indian Wells ma non si arrende: "Non ho problemi"

Il tennista australiano costretto ad abbandonare la sfida contro Van De Zandschulp per il solito problema al polso quando era sotto 7-6, 3-0. Leggi i dettagli
Valerio Minutiello
6 min

Notte da incubo per Nick Kyrgios, che è stato costretto a ritirarsi per il solito problema al polso nel primo turno a Indian Wells contro l’olandese Van de Zandschulp. L’australiano è crollato emotivamente ed è scoppiato a piangere nella sua panchina a bordo campo, quando era sotto 7-6, 3-0. Mani sul volto, Kyrgios non è riuscito a nascondere la disperazione: da due anni combatte con quel problema al polso destro, che probabilmente gli impedirà di tornare a giocare a tennis a un livello accettabile. Non vince una partita da più di due anni: l’ultima volta risale a ottobre 2022, contro Kamil Majchrzak a Tokyo.

 

 

 

Kyrgios: "Non ho problemi a perdere una partita"

Kyrgios comunque non vuole mollare. Dopo le lacrime e la disperazione, ha affrontato il problema a testa alta con i giornalisti: “Non ho problemi a perdere una partita - ha detto l’australiano -. Ho perso partite nella mia carriera molte volte. Immagino che sia solo la quantità di lavoro che ho fatto e ho ancora così tanto fastidio al polso. Credo sia per questo che mi sono emozionato un po' alla fine, perché è uno dei miei tornei preferiti".

Kyrgios, gli attacchi a Sinner e l'ipotesi ritiro

Ultimamente Kyrgios ha fatto parlare di sé più per i continui attacchi senza senso a Sinner, peraltro sempre senza risposta, sul caso Clostebol che per le gesta sul campo. Una linea estrema che gli ha procurato diversi nemici, soprattutto tra i sostenitori di Jannik. Queste immagini però non possono far piacere a nessuno. La domanda che tutti si fanno adesso è, tornerà in campo? È stata questa la sua ultima partita? Vedremo. A sentire le sue parole sembra che Kyrgios non abbia voglia di ritirarsi. È convinto di poter ancora competere a grandi livelli, anche se il verdetto del campo è sempre diverso. "Non ero così sicuro di poter giocare oggi - ha spiegato Kyrgios in conferenza stampa - a essere onesto. Due giorni fa in allenamento ho dovuto interrompere perché sentivo dolore al polso, ma sentivo che andava. Poi è peggiorato progressivamente: sentivo che stavo giocando un buon tennis, davvero buono, divertente. Avrei potuto anche vincere il primo set. Penso solo di non sapere se avrei potuto fare qualcosa di diverso nella mia preparazione, ma sicuramente due giorni fa sono tornato un po’ indietro. Ci sono spazzi di un buon tennis che posso ancora giocare, questa è stata una delle sfide più grandi che abbia mai affrontato, il processo è stato un po’ estremo. A me non interessa perdere una partita, ma ora dobbiamo capire con il team come muoverci per finire una partita senza dover interromperla per il problema al polso. Non mi interessa se perdo. Ma se non riesco a finire una partita diventa un problema, per quello mi sono emozionato".

Kyrgios: "Tutto ciò è brutale e straziante"

Insomma, Kyrgios sta già pensando al ritorno in campo: arrendersi è una parola che non esiste nel suo vocabolario. Quello che sta vivendo però lo definisce con due parole significative: "brutale" e "straziante". "Non so quando potrò tornare, nessuno ha avuto un infortunio e un’operazione al polso come la mia, quindi è tutto un esperimento, non ci sono precedenti. Mi è stato detto che probabilmente non avrei mai più giocato a tennis, ma io sento di poter competere. Questo ragazzo ha battuto Alcaraz in tre set agli Us Open, ma se non sono in grado di finire le partite tutto questo non importa. Non sono sicuro di niente in questo momento, non sono sicuro nemmeno di come andrà domani. È brutale specialmente perché stavo avendo un anno così buono, ho avuto una stagione incredibile, bussando letteralmente alla porta di uno Slam, e poi viene semplicemente riportare indietro e sai che devi ricominciare. Non ho una classifica al momento. Sono stato fuori per più di un anno e mezzo e sto cercando di tornare ma l’infortunio non è il massimo: è brutale. Tutto quello che sono non sarebbe stato possibile senza il tennis, e questo rapporto di amore-odio, questo fa schifo perché mi diverto tanto e mi fa arrabbiare. Io voglio giocare, continuerò a guardare avanti. Ovviamente Miami non è l’ideale per il poco tempo che manca, e se non sarà Miami continuerò a guardare avanti. Non posso guardare indietro, altrimenti non mi divertirò".

 

 


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