Sinner e Djokovic, nell'alimentazione i segreti del successo: la loro dieta

Il numero uno e il numero quattro al mondo questa sera alle 21 si sfidano a Torino, per le Nitto ATP Finals: ecco i loro segreti
Valerio Minutiello

Sinner e Djokovic è la sfida tra due grandi campioni che curano ogni aspetto in maniera maniacale. Dall’allenamento, all’alimentazione. Vediamo le differenze tra i due.

L’alimentazione di Sinner

Jannik Sinner ha sempre curato la sua alimentazione. Con l’arrivo del supercoach Darren Cahill nel suo team però è diventato un aspetto fondamentale e studiato in ogni dettaglio: per diventare il numero 4 al mondo il tennista altoatesino ha dovuto sgarrare meno con i dolci, di cui è molto goloso. Ad aiutare Jannik c’è il papà cuoco, che gli prepara tutti pasti equilibrati, sani e con prodotti a km zero.

Una peculiarità dell’alimentazione di Sinner sono le carote al cambio campo. Mentre la maggior parte dei tennisti per ricaricarsi mangia una banana, lui preferisce le carote. All’altoatesino piace anche concedersi ogni tanto una pizza o una cena a base di sushi o fish and chips. L’allenamento, con l’arrivo di Cahill, è stato intensificato con l’utilizzo di macchinari, Kettlebell, pesi, elastici per gli esercizi per le spalle e Foam Roller. Lavoro anche a livello aerobico, con corsa in esterna e sessioni indoor tra bike e tapis roulant. Allenamenti che lo hanno portato a migliorare considerevolmente la sua resistenza in partita e ad aumentare la massa di 4 kg nell’ultimo anno.


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L’alimentazione di Djokovic

Djokovic è una macchina perfetta. Il serbo ha 36 anni sulla carta d’identità ma la sua età biologica è nettamente inferiore. La svolta, come racconta lui stesso nel libro autobiografico "Il punto vincente", è arrivata quando ha eliminato il glutine dalla sua alimentazione. La sua carriera è cambiata nel 2010 quando ha incontrato il dottor Igor Cetojevic, nutrizionista e connazionale, che gli ha diagnosticato una sensibilità al glutine e ai latticini. Con la nuova dieta priva di questi due elementi, Djokovic ha dichiarato di essersi sentito subito meglio e carico di energia. Il serbo ha rivelato più volte i segreti della sua alimentazione.

La sua giornata inizia con un bicchiere di acqua tiepida appena alzato, e subito dopo un frullato con alghe varie (tra cui la spirulina), sedano, spinaci, piselli e frutta varia. Una ciotola di muesli biologico con frutta varia e due cucchiai di miele di manuka, di origine neozelandese, di cui va pazzo. A pranzo ci sono anche i carboidrati, riso, patate e quinoa più verdura a volontà. La cena, da consumarsi rigorosamente entro le 19 è composta principalmente da proteine, sempre da fonte vegetale. Dopo aver eliminato glutine e latticini infatti, in un secondo momento Djokovic ha deciso di togliere anche carne e pesce. Quindi le proteine arrivano principalmente da alternative come il tofu. Anche la frutta nella sua dieta non manca mai. Inoltre Djokovic cura molto l'aspetto mentale con tanta meditazione, tai-chi e yoga.


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Sinner e Djokovic è la sfida tra due grandi campioni che curano ogni aspetto in maniera maniacale. Dall’allenamento, all’alimentazione. Vediamo le differenze tra i due.

L’alimentazione di Sinner

Jannik Sinner ha sempre curato la sua alimentazione. Con l’arrivo del supercoach Darren Cahill nel suo team però è diventato un aspetto fondamentale e studiato in ogni dettaglio: per diventare il numero 4 al mondo il tennista altoatesino ha dovuto sgarrare meno con i dolci, di cui è molto goloso. Ad aiutare Jannik c’è il papà cuoco, che gli prepara tutti pasti equilibrati, sani e con prodotti a km zero.

Una peculiarità dell’alimentazione di Sinner sono le carote al cambio campo. Mentre la maggior parte dei tennisti per ricaricarsi mangia una banana, lui preferisce le carote. All’altoatesino piace anche concedersi ogni tanto una pizza o una cena a base di sushi o fish and chips. L’allenamento, con l’arrivo di Cahill, è stato intensificato con l’utilizzo di macchinari, Kettlebell, pesi, elastici per gli esercizi per le spalle e Foam Roller. Lavoro anche a livello aerobico, con corsa in esterna e sessioni indoor tra bike e tapis roulant. Allenamenti che lo hanno portato a migliorare considerevolmente la sua resistenza in partita e ad aumentare la massa di 4 kg nell’ultimo anno.


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