Sinner, Wada da spazzare via: continua a chiedere la squalifica quando mancano due mesi al Tas© LAPRESSE

Sinner, Wada da spazzare via: continua a chiedere la squalifica quando mancano due mesi al Tas

La Wada non conosce vergogna. Cinque giorni fa, l'ipocrisia del presidente che ha dimenticato lo scandalo  dei cinesi e non ha fatto ricorso per la connazionale Swiatek. Oggi un altro attacco del portavoce Fitzgerald: evidente il tentativo di condizionare il verdetto di Losanna
Xavier Jacobelli

Ogni volta che un rappresentante della Wada apre bocca per chiedere assurdamente la squalifica di Jannik Sinner, conferma ciò che ha detto l'immensa Martina Navratilova a proposito dell'agenzia mondiale antidoping:  "Sinner non ha barato. Il sistema antidoping è marcio. Bisogna farlo saltare in aria e ricominciare da zero". Cinque giorni fa, l'ineffabile presidente polacco Witold Banka aveva affermato: "Non mettiamo in dubbio che Sinner non abbia assunto deliberatamente sostanze dopanti, ma richiamiamo l’attenzione sulla responsabilità dell’atleta per le azioni dei suoi collaboratori. Un atleta professionista è responsabile anche delle azioni del suo staff e questa è la quintessenza dell’antidoping".

E i casi dei nuotatori cinesi?

Naturalmente, Banka aveva sorvolato sul caso della connazionale Iga Swiatek, N.2 al mondo, squalificata per un mese dalla Itia, l'agenzia antidoping del tennis, ma graziata dalla Wada che ha deciso di non ricorrere al Tas. E ancora più in alto Banka aveva volato per non parlare delle 28 positività accertate su 23 nuotatori cinesi nel gennaio 2021, sei mesi prima dei Giochi di Tokyo,  sei mesi dopo regolarmente in vasca in Giappone dove due di essi hanno pure vinto l'oro e un altro se l'è preso alle Olimpiadi parigine nella staffetta mista. Oggi tocca sentire il signor James Fitzgerald, portavoce di Banka che nell'intervista alla Stampa ha dichiarato: "Riteniamo come la conclusione di "nessuna colpa o negligenza" non fosse corretta secondo le norme correnti e chiediamo un periodo di sospensione compreso tra uno e due anni. La Wada non chiede la cancellazione di alcun risultato, salvo quelli già imposti in primo grado". E ci mancava pure.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Sinner

Wada, un'ipocrisia senza fine

Quanto grande sia l'ipocrisia di questa organizzazione, lo conferma il passaggio successivo di Fitzgerald: "Sono stati gli atleti a spingere per sanzioni più severe contro i trasgressori, con il risultato che il periodo di sospensione (per sostanze non specificate) è stato allungato da due a quattro anni". Che cosa c'entra questo riferimento agli atleti richiedenti sanzioni più severe contro i trasgressori? inner  non ha trasgredito un bel niente, come Fitzgerald sa benissimo e fa finta  di non sapere con il suo predicozzo. E com'è che la Wada stiaa rivedendo adesso, soltanto adesso, le norme sulla possibile contaminazione involontaria? Il portavoce assicura: "Posso confermare che nell'ambito della revisione in corso del Codice mondiale antidoping si stanno esaminando le norme relative a questo aspetto".  Non potevate farlo prima del caso Clostebol che l 10 marzo compirà un anno e da un anno Sinner è costretto a vivere in una situazione che schianterebbe chiunque non fosse Sinner? All'appuntamento con il Tas (16-17 aprile) mancano ancora due mesi e tre giorni. La Wada dovrebbe avere la buona creanza di stare zitta e aspettare il pronunciamento di Losanna.  Invece, parla, parla nell'evidente tentativo di condizionare il verdetto svizzero. Rafforzando la convinzione che il sistema antidoping sia  da spazzare via, per rifarne uno totalmente nuovo. Come dice Martina e come pensano gli americani che hanno tagliato i fondi all'organizzazione con sede a Montreal, per rappresaglia contro la clemenza mostrata dai professionisti dell'antidoping nell'illuminante vicenda cinese.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Sinner

Ogni volta che un rappresentante della Wada apre bocca per chiedere assurdamente la squalifica di Jannik Sinner, conferma ciò che ha detto l'immensa Martina Navratilova a proposito dell'agenzia mondiale antidoping:  "Sinner non ha barato. Il sistema antidoping è marcio. Bisogna farlo saltare in aria e ricominciare da zero". Cinque giorni fa, l'ineffabile presidente polacco Witold Banka aveva affermato: "Non mettiamo in dubbio che Sinner non abbia assunto deliberatamente sostanze dopanti, ma richiamiamo l’attenzione sulla responsabilità dell’atleta per le azioni dei suoi collaboratori. Un atleta professionista è responsabile anche delle azioni del suo staff e questa è la quintessenza dell’antidoping".

E i casi dei nuotatori cinesi?

Naturalmente, Banka aveva sorvolato sul caso della connazionale Iga Swiatek, N.2 al mondo, squalificata per un mese dalla Itia, l'agenzia antidoping del tennis, ma graziata dalla Wada che ha deciso di non ricorrere al Tas. E ancora più in alto Banka aveva volato per non parlare delle 28 positività accertate su 23 nuotatori cinesi nel gennaio 2021, sei mesi prima dei Giochi di Tokyo,  sei mesi dopo regolarmente in vasca in Giappone dove due di essi hanno pure vinto l'oro e un altro se l'è preso alle Olimpiadi parigine nella staffetta mista. Oggi tocca sentire il signor James Fitzgerald, portavoce di Banka che nell'intervista alla Stampa ha dichiarato: "Riteniamo come la conclusione di "nessuna colpa o negligenza" non fosse corretta secondo le norme correnti e chiediamo un periodo di sospensione compreso tra uno e due anni. La Wada non chiede la cancellazione di alcun risultato, salvo quelli già imposti in primo grado". E ci mancava pure.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Sinner
1
Sinner, Wada da spazzare via: continua a chiedere la squalifica quando mancano due mesi al Tas
2
Wada, un'ipocrisia senza fine