L'incredibile ammissione della Wada sullo scandalo doping dei nuotatori cinesi: "L'opinione pubblica è felice e noi..."

Dopo il patteggiamento con Sinner, il presidente e l'ad dell'agenzia difendono la correttezza del loro operato nel caso esploso ai Giochi di Tokyo 2020: i dettagli

2 min

Pubblicato il 20.02.2025, 20:48 (Aggiornato il 21.02.2025, 11:28)

ROMA - Dopo il 'patteggiamento' con Jannik Sinner, squalificato per tre mesi per il caso Clostebol nonostante l'assoluzione iniziale da parte dell'Itia dopo il ricorso della Wada, in molti hanno criticato l'agenzia mondiale antidoping per la severità mostrata in questo caso a differenza di quanto era accaduto con i nuotatori cinesi che, in occasione e dei Giochi olimpici di Tokoyo 2020, erano risultati positivi alla trimetazidina. Tra i più critici Travis Tygart, amministratore delegato dell'agenzia antidoping degli Stati Uniti (Usada), denunciato così per diffamazione dalla Wada alla quale l'amministrazione statunitense aveva negato un contributo da 3,6 miliardi di dollari.

L'ammissione della Wada sui casi doping dei nuotatori cinesi

Nelle ultime ore però una clamorosa novità perché, come rivelato da 'Honest Sport', Witold Banka e Olivier Niggli, presidente e amministratore delegato della Wada, hanno ritirato la causa contro Tygart. "Abbiamo stabilito che è inutile discutere con qualcuno che non è disposto ad accettare prove chiare e il cui unico obiettivo è danneggiare la Wada e il sistema antidoping globale. Ora ci lasceremo tutto questo alle spalle e andremo avanti in collaborazione con i nostri stakeholder per il bene di tutti gli atleti di tutto il mondo", hanno scritto i due  in una lettera indirizzata  al Comitato Esecutivo dell'Autorità di Regolamentazione Antidoping. Non solo, i due fanno poi una clamorosa ammissione sostenendo che il "tribunale dell'opinione pubblica è felice" perché l'agenzia ha "gestito correttamente" i 23 casi di doping dei nuotatori cinesi, con il mancato ricorso alla decisione di non sanzionarli presa dall'Agenzia cinese antidoping (Chinada), secondo cui si era trattato di una semplice "contaminazione ambientale" nel loro hotel. Parole che sicuramente faranno discutere.