© FIORENZO GALBIATI

Chirichella: "A Conegliano si vince con le persone"

Dopo l'addio al Novara, la centrale conquista anche lo scudetto: "Nessuna rivincita, solo tanta soddisfazione"
Pasquale Di Santillo
Pasquale Di Santillo

6 min

Pubblicato il 24.04.2025, 10:02

CONEGLIANO - Tutto torna, (quasi) sempre. Avversaria e spesso perdente; compagna vincente al primo tentativo. La storia di Cristina Chirichella è una bella storia, se non fosse vagamente paradossale. La favola della principessa, come la chiamavano tempo fa. Per dieci lunghi anni la centrale napoletana dei Colli Aminei ha lottato per intaccare lo strapotere di Conegliano che cominciava a raccogliere trofei, mentre a lei bandiera di Novara restavano le briciole. Poi, questa estate l’inatteso (?) divorzio col club piemontese e l’approdo nella corazzata veneta. Morale già quattro trofei in tasca tra Supercoppa, Mondiale per Club, Coppa Italia fino allo Scudetto conquistato martedì sera e con una Champions ancora da assegnare. Ci parliamo mentre Tichi, il suo pit bull, si tuffa nel fiume alla ricerca della pietra che lei gli ha appena lanciato. 

  

Chirichella, è uno scudetto che sa di rivincita? 

«No, piuttosto una grandissima soddisfazione. Ho vissuto questa stagione dando tutto, anche se so di poter fare ancora meglio. Da questa squadra ho imparato tanto. Per il resto penso ben poco a quello che dice la gente. La realtà è che sto metabolizzando tutto quello che è successo e mi rendo conto meglio della bellezza di quello che abbiamo fatto. Me la voglio godere fino in fondo, cioè fino a venerdì (domani ndr) quando torneremo in palestra per lavorare alla Champions».  

 

Con Milano in finale se l’aspettava così, oppure più facile, più dura? 

«Non vi fate confondere dai risultati. Sono state partite importanti da tutti i punti di vista, tecnico e mentale. La realtà è che siamo riuscite a mettere in difficoltà Milano, non le abbiamo fatte esprimere come sanno. E se non avessimo avuto l’atteggiamento che abbiamo avuto, chissà come sarebbe andata a finire. La sconfitta in semifinale con Novara in gara 2 in questo senso ci ha fatto capire tante cose, di non essere invulnerabili, che si può perdere se non sei perfetto. E quindi siamo state costrette ad alzare l’asticella. Ma non c’è stato mai un momento in cui ho, abbiamo pensato di non farcela». 

 

C’è una ragione precisa per cui è finita con Novara? 

«Semplicemente dopo tanti anni avevamo interessi e obiettivi diversi. E le nostre strade si dovevano dividere, ma non nascondo che gran parte del mio cuore è ancora legata a Novara. Per certi versi, per quanto mi riguarda, la semifinale è stata più dura della finale...».  

 

È arrivata a Conegliano come terza centrale dietro a Fahr e Lubian, ora è titolare anche a causa di qualche problema fisico di Marina. Viene naturale pensare alla Nazionale? 

«In questo momento sinceramente mi voglio godere lo scudetto. Il mio percorso con la Nazionale è.. stato, visto che ho cominciato il mio percorso con il Club Italia. Non aggiungo altro. Una cartolina a Velasco? Non ne mando. Se arriva la convocazione? Non rispondo, alla domanda...».  

 

Vista da dentro, Conegliano cos’ha di più rispetto alla concorrenza, al di là degli indiscutibili valori tecnici

«Questa squadra è qualcosa di unico. Viene costruita non guardando solo alla qualità tecnica, ma pensando prima alle persone. E in campo si vede, ci si aiuta costantemente, tutte insieme in ogni momento. Ma questo soprattutto nelle difficoltà ha un valore enorme» 

 

E coach Santarelli cosa dà di più o di diverso? 

«Tanto, perché ha la capacità di farti sentire importante e utile anche se stai in panchina. Ognuna nel proprio ruolo e con la propria consapevolezza. Mi ha dato sempre grande fiducia e di questo posso solo ringraziarlo». 

 

Vogliamo parlare di Moki De Gennaro e di Gabi? 

«Moki è una leggenda. Ci giocai insieme a 19 anni quando debuttai in serie A e ora me la sono ritrovata in squadra 12 anni dopo. Una persona fantastica, esattamente come Gabi. Lei me la aspettavo esattamente com’è. Perché non si diventa fenomeni se non si ha qualcosa di speciale dentro. La bravura non ti cade dal cielo, puoi anche non saper sfruttare il talento ma quando vinci così tanto...»

 

Chirichella scudettata con Conegliano, Caterina Bosetti con il Vakifbank Istanbul: le due ex Novara vincenti, c’è una morale?  

«Ancora stiamo ridendo, ci siamo sentite subito dopo la partita con Milano. Sono felicissima per lei, è una delle persone più importanti della mia vita, se lo merita. E tutto questo non può essere una coincidenza». 

 

E ora la Champions dove in semifinale c’è di nuovo Milano..

«Un incubo. Ormai ci conosciamo troppo bene. Sarà ancora più difficile mettere a terra un pallone. Ma sarà tutta un’altra storia». 

 

Cosa c’è nel futuro di Chirichella? 

«Cercherò di far fruttare la mia laurea in scienze motorie e dello sport e in questo penso di poter sfruttare la mia seconda estate senza impegni facendo riposare testa e corpo». 

Già, tutto torna, (quasi) sempre. 

Abbonati per continuare a leggere

Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.

  • Basic

    € 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%

    9,99al mese
  • 5 contenuti al mese
  • Più scelto

    Plus

    € 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%

    19,99al mese
  • 10 contenuti plus al mese
  • Nessuna pubblicità
  • Best value

    Pro

    € 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%

    39,99al mese
  • Contenuti illimitati
  • Supporto prioritario