
Trofeo Coni, la prima volta nel Lazio
Il testimone passa dalla Puglia al Lazio. Nel 2027 sarà la regione della Capitale a ospitare, per la prima volta nella sua storia, il Trofeo Coni, la più importante manifestazione multidisciplinare nazionale dedicata agli atleti under 14. Un appuntamento che porterà sul territorio migliaia di giovani e che la Regione intende trasformare anche in una vetrina per le eccellenze sportive, culturali e turistiche laziali. Il passaggio di consegne è avvenuto a Castellaneta, in provincia di Taranto, durante la cerimonia che ha chiuso l’undicesima edizione estiva del Trofeo. A raccogliere simbolicamente il testimone dalla Puglia sono stati l’assessore regionale allo Sport, Turismo e Ambiente Elena Palazzo e il presidente del Coni Lazio Alessandro Cochi. Da quel momento è cominciato il percorso verso la dodicesima edizione, con Regione e Comitato regionale chiamati a costruire una macchina organizzativa capace di coinvolgere le diverse realtà del territorio. «Raccogliere il testimone dalla Puglia è per noi un motivo di grande soddisfazione e una responsabilità importante – ha dichiarato l’assessore Palazzo –. Il Trofeo Coni è una grande festa dei giovani, dell’incontro, della partecipazione e dei valori che lo sport sa trasmettere. Ringrazio la Puglia e il Coni per l’accoglienza che hanno saputo offrire a migliaia di ragazze e ragazzi. Ora tocca a noi, siamo già al lavoro con il presidente del Coni Lazio, Alessandro Cochi, per ospitare per la prima volta nella nostra regione questo bellissimo appuntamento dedicato allo sport giovanile». L’obiettivo è andare oltre la dimensione strettamente agonistica. Il Trofeo dovrà diventare un’occasione per mettere in rete federazioni, società e associazioni, ma anche per accompagnare ragazzi, tecnici e famiglie alla scoperta di un Lazio che non si esaurisce con Roma. Mare e montagne, borghi e parchi, aree interne, cammini, patrimonio storico e tradizioni enogastronomiche potranno affiancare le competizioni, rafforzando il legame tra sport e promozione del territorio. Per il movimento regionale l’appuntamento arriverà inoltre sulla scia di una tradizione importante nella manifestazione. Il Lazio è la regione che, nella storia del Trofeo, ha conquistato più successi, con tre primi posti, ai quali si aggiungono due secondi e tre terzi posti. Alla vigilia della trasferta pugliese la delegazione 2026 contava 221 atleti e 63 tecnici. «Il Trofeo Coni è la più grande festa nazionale dello sport giovanile e per noi non si tratta solo di medaglie o classifiche: parliamo di sogni, impegno e crescita – aveva sottolineato Cochi –. I nostri ragazzi e le nostre ragazze portano il meglio dei valori che il movimento sportivo regionale sa esprimere». A Castellaneta, al momento del passaggio di consegne, il presidente del Coni Lazio ha poi sintetizzato lo spirito con cui comincia il percorso verso il 2027: «Grazie per l’energia che ci avete dato».
L'edizione in Puglia
Il modello dal quale ripartire è quello offerto nei giorni scorsi dalla Puglia. Dal 4 al 7 ottobre la regione ha accolto circa 4.500 tra atleti e tecnici provenienti dai 21 Comitati regionali, oltre alle rappresentative delle comunità italiane di Australia, Brasile, Venezuela, Stati Uniti e Svizzera. Le gare hanno interessato 16 impianti nelle province di Bari, Lecce, Brindisi e Taranto, con 45 organismi sportivi rappresentati e il twirling come disciplina dimostrativa. Per la prima volta hanno preso parte alla manifestazione anche giovani atleti paralimpici.
Fisdir e Fispes
Un passo ulteriore verso un evento nel quale competizione e inclusione procedono sullo stesso binario. Sul campo la Lombardia ha conquistato il Trofeo per il secondo anno consecutivo, chiudendo con 112 punti davanti all’Emilia-Romagna, seconda a quota 108. Il Lazio ha completato il podio con 106 punti, tornando così tra le prime tre regioni dopo essere rimasto fuori dal podio nelle due edizioni precedenti. La chiusura allo stadio Giovanni De Bellis di Castellaneta ha segnato contemporaneamente la fine dell’esperienza pugliese e l’inizio di quella laziale. Nel 2027 toccherà alla Regione raccogliere un’eredità fatta di numeri, partecipazione e inclusione. Palazzo ha già indicato la direzione: coinvolgere l’intero territorio e utilizzare lo sport come strumento per far conoscere le sue eccellenze. Per il Lazio sarà una prima volta, ma anche l’occasione per mettere a frutto una storia che nel Trofeo Coni lo vede già protagonista sul piano dei risultati.
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