
Grazie Dinamo, orgoglio della Sardegna
E' impossibile spiegare cosa voglia dire per un sardo vincere uno scudetto
ROMA - Non racconto ai lettori come ho vissuto queste due ore di sport, di entusiasmo. Di rabbia, di esaltazione, di sconforto e di irrefrenabile felicità. Confesso che i colleghi in redazione mi hanno sostenuto in questo tifo da Roma per una squadra straordinaria. Ma neanche loro possono capire cosa vuol dire, per un sardo, vincere uno scudetto. Immagino la festa a Sassari: fratelli miei, sto con voi con il cuore. Immagino la festa di tutti i tifosi in ogni angolo di Sardegna: sono orgoglioso con voi. Ma chi lontano dall’Isola ha vissuto questi incredibili playoff, giocando sempre la lista decisiva con la quarta in casa altrui, si è sentito come un apripista, come un incursore, una vedetta in avanscoperta, esposto ai rischi della solitudine. Grande Meo, grande Lawall, grandi tutti. Si può anche evitare di sprecare parole per le scene fuori posto. Ora bisogna soltanto dire a tutti i sardi: noi ci siamo. E possiamo vincere. Grande Dinamo, grazie Dinamo. Grazie per averci fatto sentire felici e orgogliosi, in un modo speciale, di essere sardi.
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