
Lotito, ecco adesso cosa rischia
Al centro della vicenda c'è la sfida fra Catania e Avellino. Il dirigente rischia grosso
ROMA - C'è la giustizia ordinaria e c'è quella sportiva. Ciò che può non essere penalmente rilevante può esserlo invece (e anche pesantemente) sul piano disciplinare. Con tutti i rischi del caso: chi in questi anni di calcioscommesse ha pagato un prezzo speso salatissimo si è reso conto che i margini di difesa una volta che si è stati deferiti sono assai ridotti, certamente più ristretti rispetto ad un processo ordinario. Il non essere indagati a Catania, per andare al sodo, non esclude nessuno dal rischio dell'apertura di un fascicolo a proprio carico da parte della procura della Federcalcio. Lo sa bene chi, società e dirigenti (pur ribadendo legittimamente la propria estraneità ai fatti), è stato tirato in ballo nelle intercettazioni dei principali protagonisti dello scandalo siciliano. E certamente se ne rende conto anche Claudio Lotito che, a differenza degli altri, ha un ruolo politico di primissimo piano e sa bene che la politica (anche quella sportiva) è essenzialmente percezione: vedere il proprio nome tirato in ballo dai dirigenti del Catania, a proposito della partita contro l'Avellino e di un suo presunto "intervento", può avere ripercussioni pesantissime sul piano dell'immagine, della credibilità, delle alleanze e delle pressioni esterne.
CATANIA-AVELLINO - E questo a prescindere dall'apertura o meno di un fascicolo da parte di Palazzi. Che chiederà di avere accesso alle intercettazioni effettuate dalla magistratura siciliana ma non incluse nell'ordinanza del Gip. Il Giudice per le indagini preliminari rileva numerosi contatti di Pulvirenti e Cosentino (presidente e ad del Catania) con Lotito, prima e dopo la partita in questione, vinta dai siciliani per 1-0 su rigore tra mille contestazione, ma sottolinea che gli inquirenti non trovano alcuna conferma di questo presunto intervento. Sono semmai gli indagati ad attribuirne il merito al dirigente biancoceleste. Catania-Avellino resta comunque un fronte aperto per la magistratura ordinaria: in attesa di eventuali nuovi sviluppi, Palazzi chiederà comunque accesso alle carte finora in possesso della Procura di Catania.
NUOVI FASCICOLI - Certo, non sarebbe il primo da un anno a questa parte a carico del presidente bianconceleste, consigliere federale in quota Lega Serie A, una volta in possesso della delega alle riforme, il cui ruolo politico è fondamentale sia per tenere in piedi la maggioranza all'interno dei 20 club di A, sia per tenere insieme la grande coalizione che ha visto le quattro leghe (dalla A alla Lnd) convergere insieme sullo stesso candidato e sullo stesso programma elettorale alle presidenziali Figc. Se per alcuni casi (il più eclatante le offese a Marotta, ad della Juve, episodio che i bianconeri non hanno mai digerito per alcune disparità di trattamento) Lotito se l'è cavata con un'ammenda, per lo scandalo Lega Pro, nato dalle telefonate registrate e diffuse da Pino Iodice, ex dg dell'Ischia, lo scenario è più preoccupante. Dopo aver usufruito di più proroghe, Palazzi non può più prendere tempo, anche perché la super procura del Coni è in pressing: deve decidere se archiviare il fascicolo oppure deferire Lotito. L'accusa mossa da Iodice è grave: aver esercitato pressioni sui club di Lega Pro per convincerli a sostenere Mario Macalli dopo la mancata approvazione del bilancio della Lega di Firenze. Sul caso indaga anche la magistratura ordinaria: la procura di Napoli ha iscritto Lotito nel registro degli indagati con l'ipotesi di tentata estorsione.
IL CONTATORE - Lo scandalo Lega Pro, di per sé, sarebbe già sufficiente a far saltare il banco. Figuriamoci se dalle carte di Catania per la procura di Palazzi emergessero nuovi profili di responsabilità, con una gamma di ipotesi che potrebbe spaziare dalla violazione dell'articolo 1bis (lealtà, probità e correttezza) alle condotte più gravi nell'ordinamento sportivo (illeciti e omessa denuncia). C'è un calcolo ben preciso che in Federcalcio conoscono tutti: negli ultimi dieci anni, Lotito ha già accumulato squalifiche definitive per oltre 7 mesi (7 mesi e mezzo). Se accumulasse poco più di quattro mesi di inibizione, per qualunque motivo, per lui scatterebbe la decadenza da ogni carica elettiva una volta che quel contatore sarà arrivato a 1 anno e 1 giorno. Significherebbe decadere da consigliere federale e da consigliere di Lega Serie A. Un terremoto sul piano politico.
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