Insulti alla Roma e Mourinho, battute a Gattuso, Dimarco e Chivu: i retroscena tra Italia e Norvegia. E quell'articolo in America...
Che succede tra l'Italia e la Norvegia? Niente. Forse. Perché quella che sembrava una rivalità "normale" negli ultimi anni è diventata qualcosa in più. Mourinho - e il suo preparatore dei portieri, Nuno Santos - che litigano con mezzo Bodo e preparano un ambiente di fuoco al ritorno all'Olimpico. La Norvegia che strapazza l'Italia di Spalletti e vince il girone Mondiale condannando gli Azzurri allo spareggio, con tanto di cronista che provoca a San Siro Gattuso e Dimarco chiedendo se fosse possibile vincere 9-0. E poi: le frecciate a Bastoni, definito "truffatore". E, oggi, la risata davanti a Chivu su una domanda su una possibile vergogna dopo la sconfitta dell'Inter in Norvegia. Nessun insulto, sia chiaro. Niente di esplicito. Ma battutine e polemiche velate che non mancano mai. Il tutto mentre all'Olimpiade di Milano-Cortina la Norvegia è stata protagonista assoluta, tanto da meritarsi un articolo del New York Times che dice: "La Norvegia è stata descritta negativamente in questi ultimi tempi e i risultati olimpici rappresentano qualcosa di positivo". Non solo le Olimpiadi, quindi, ma in assoluto lo sport norvegese che, guidato da campioni come Haaland o Klaevbo, sta scrivendo pagine importanti di storia sportiva.
Scandali e sport: cosa succede in Norvegia
Scrive ancora il quotidiano statunitense: "Giorni prima delle Olimpiadi invernali, il Paese è stato travolto da scandali che hanno sollevato dubbi sul fatto che i norvegesi all'estero avessero tradito i propri valori nazionali. I documenti del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti hanno rivelato quanto la futura regina di Norvegia, la principessa ereditaria Mette-Marit, fosse in buoni rapporti con il condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein. Allo stesso tempo, suo figlio adulto è stato processato per stupro. L'imbarazzo si è esteso oltre la famiglia reale quando la polizia ha accusato l'ex primo ministro ed ex presidente del comitato per il Nobel, Thorbjorn Jagland, di "grave corruzione" per la sua relazione con Epstein". Indipendentemente da risvolti che nulla hanno a che fare con lo sci o il calcio, è chiaro che anche nel pallone la Norvegia vuole porsi come eccellenza. Klopp ha definito "incredibili" i risultati del Bodo e lo stesso club norvegese è convinto di non meritare la narrazione secondo cui "freddo e campo sintetico ne agevolano le prestazioni". Da lì le domande spesso ficcanti agli allenatori avversari. Chivu non ha gradito, Mourinho non ne parliamo, Gattuso invece ha preferito la strada dell'eleganza: "Fare 9 gol? Difficile, se non impossibile. Nel calcio mai dire mai". Lo pensava lui, figuriamoci se Chivu e l'Inter non hanno il diritto di credere nella rimonta. "I norvegesi sono persone semplici e sobrie, e lo vediamo negli atleti", ha affermato Daniel Roed-Johansen, editorialista che scrive di sport e società per uno dei principali quotidiani norvegesi sempre al New York Times". I progressi economici e sociali hanno cambiato il Paese e il suo sport, ha aggiunto. Un tempo gli atleti tornavano a casa ai loro lavori in segheria dopo i Giochi invernali. Ora tornano a casa e trovano importanti accordi di sponsorizzazione. "I Giochi di Milano-Cortina hanno anche evidenziato come la Norvegia abbia utilizzato la sua ricchezza per garantire un ampio accesso allo sport come parte della vita quotidiana, un modello che sta cambiando con l'aumento della professionalità degli atleti. Proprio come le rivelazioni sui dossier Epstein hanno mostrato crepe nella società norvegese basata su un elevato livello di fiducia, un recente scandalo di imbrogli ai danni della squadra norvegese di salto con gli sci ha dimostrato che anche lo sport nazionale è vulnerabile alla corruzione", ha spiegato Roed-Johansen" Insomma: in Norvegia lo sport, qualunque esso sia, sta diventando semre più importante nella società. E questo, a volte, porta a qualche parola di troppo in conferenza o negli spogliatoi. Questione, forse, d'abitudine.
