Morata shock: "Sotto farmaci alla presentazione con il Milan". Poi esalta Mourinho: "Un fenomeno, vi racconto due aneddoti"

Ospite del podcast "El camino de Mario", l'attaccante del Como ha raccontato il periodo che ha preceduto il suo arrivo in rossonero e ha parlato del suo rapporto con lo Special One
8 min

"Quando arrivai per la presentazione al Milan prendevo dei farmaci. Nella mia testa non riuscivo a realizzare nulla di tutto quello che stava accadendo. Andai via dall'Atletico Madrid quando mi resi conto di aver perso la testa dopo una partita di Champions League contro il Borussia Dortmund. Sono caduto in depressione". Così Alvaro Morata, ospite del podcast "El camino de Mario". L'attaccante del Como ha raccontato il periodo che ha preceduto il suo arrivo in rossonero: "Koke, Iniesta e gli altri mi hanno aiutato, in un mese sono passato dall'essere nella m...a più assoluta come persona a vincere l'Europeo. Che considerazione avrà oggi l'Atletico di me? Non lo so. Mi fa male essere andato via proprio quando credo che finalmente mi avessero capito e apprezzato. Sinceramente, penso di essere partito per un senso di colpa. L'Atletico è sempre tra i migliori club del mondo. Non sapevo che poi sarebbe arrivato Julián Alvarez, ma sarei rimasto comunque. Prima era difficile persino camminare per strada. C'erano tifosi dell'Atletico che mi avevano accolto bene e quelli del Real a cui sembrava avesse dato fastidio il mio trasferimento lì, ma non riescono a capire che questo è un lavoro. Io non provo né odio né rancore verso nessuno"

Morata: "Il calcio è un lavoro, la Juve è il posto migliore in cui ho giocato"

Morata ha poi aggiunto: "Credo che in Spagna non sia normale vedere un giocatore passare dal Real all'Atletico come invece in Italia è più normale vedere qualcuno giocare sia nel Milan sia nell'Inter. È calcio, la gente dovrebbe capirlo. Io faccio sempre l'esempio delle aziende: le persone cambiano lavoro per soldi, motivazioni personali o perché non stanno bene. Noi invece veniamo considerati traditori. La cosa positiva è che, quando incontro i tifosi dell'Atletico, mi salutano con affetto. E per me questo vale tantissimo. Il posto migliore in cui ha giocato è la Juve. Sono stato molto felice a Torino.

Morata e l'aneddoto sull'auto malandata fatta sostiuire da Mourinho

Morata ha parlato anche del suo rapporto con José Mourinho al Real Madrid svelando un retroscena: "Ho comprato la mia prima Golf e mio padre mi disse: 'Non portarla agli allenamenti nei primi giorni perché la graffierai'. Mi consigliò di usare una Seat Ibiza piuttosto vecchia che avevamo, che a volte si spegneva e aveva bisogno di essere spinta. Un giorno, al campo di allenamento, non so quale compagno di squadra mi stesse aiutando, e per caso passò l'allenatore e mi chiese: 'È questa la macchina che hai?' Rimasi in silenzio. Mi disse: 'Qualcuno del club ti chiamerà domani'. Mi chiamarono dal club e mi portarono in una concessionaria Audi così potei scegliere la macchina che volevo. L'allenatore disse che dovevo avere anche una macchina. Pensai: 'Cavolo, se scopre che ho una macchina a casa...' Mi diedero un'Audi A5 perché l'allenatore lo aveva detto. Si prese cura di me in modo incredibile".

Morata: "Mourinho è un fenomeno, ha un equilibrio fantastico, nessuno immagina quanto sia divertente in prtivato"

Spazio anche a un altro aneddoto: "C'è una storia molto bella. Per la finale di Champions League tra Inter e Bayern al Bernabéu, il giorno prima si allenarono a Valdebebas. Ricordo che io e la mia squadra eravamo lì e ci facemmo una foto con Mourinho prima dell'inizio dell'allenamento, e io rimasi a guardare tutta la sessione da solo. Lui mi si avvicinò e mi disse: 'Sei l'unico rimasto. Forse ci vedremo tra un po''. Ero in vacanza con la mia famiglia, ero appena arrivato a Marbella e, subito dopo, Chendo mi chiamò e mi disse: 'Senti, devi andare in America con la prima squadra'. Pensavo fosse uno scherzo, ma era Mourinho, che aveva firmato per il Real Madrid e mi aveva convocato per il ritiro pre-campionato".

"Ho fatto il mio debutto con il Real Madrid, ho iniziato a giocare con loro e lui mi ha dato quell'opportunità, qualcosa che non si dimentica mai. Mourinho è un fenomeno. Nessuno immagina quanto sia divertente in privato, con le persone a lui più vicine. Ogni volta che lo vedo, ci facciamo una bella risata insieme. Ha un equilibrio fantastico tra l'essere un incredibile motivatore e un eccellente manager di gruppo. Ovunque sia stato, ha sempre vinto o è andato vicino a vincere. E al Real Madrid, che ha sempre bisogno di vincere, penso che farà molto bene".


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio