Ufficiale, Malagò è il nuovo presidente della Figc: la votazione e tutte le reazioni
Oggi la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha eletto con l'Assemblea Elettiva, i suoi nuovi consiglieri e il suo nuovo presidente dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, consegnate a seguito della mancata qualificazione dell'Italia al Mondiale 2026. A Roma, in seconda convocazione, i 274 delegati delle diverse componenti federali hanno scelto Giovanni Malagò, ex presidente del CONI e presidente della "Fondazione Milano Cortina 2026", come nuovo presidente federale con il 68,58% delle preferenze. Esce sconfitto Giancarlo Abete, oggi presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che si era ricandidato dopo l'esperienza alla guida della Figc dal 2007 al 2014 ma ha ottenuto solo il 29,17% dei voti. Malagò sarà operativo dal 1 luglio. Rivivi la giornata delle elezioni dei consiglieri e del nuovo presidente della Federcalcio con Il Corriere dello Sport-Stadio.
17:40
Il successo dell'elezione di Malagò
"Ho sempre detto che tutto quello che era sopra il 61 o 62% sarebbe stato particolarmente importante. Solo un presuntuoso poteva pensare che non ci sarebbe stato nessun astenuto. Sulla Lega dilettanti mi sembra ci sia stata un’incidenza di circa un terzo. Non si può non essere contenti. È un risultato elettorale molto importante", ha concluso il nuovo numero 1 della Figc
17:30
Malagò: "Modelli stranieri? Farebbe piacere ma..."
"Un modello di riferimento per attivare il calcio Italiano? Ci farebbe piacere assimilare molto il sistema tedesco, soprattutto a sistema di club. Hanno ricreato un percorso, Con chiunque parli con il mondo del calcio ti dicono che i nostri centri federali non funzionano e non stanno in piedi. Bisogna cucinare il piatto conoscendo la nostra realtà", ha detto Malagò
17:15
Malagò: "Incontrerò Abodi venerdì"
"Dopo l'elezione, la seconda telefonata che ho ricevuto è stata quella di Abodi e ci siamo dati appuntamento a venerdì per vederci. Arbitri? Fin quando gli arbitri sono autonomi, sono molto felice, in questo senso si dovrà andare avanti. Poi che ci sia un macro problema che riguarda l'Aia, questo è sotto gli occhi di tutti", ha detto il nuovo presidente della Figc, annunciando il prossimo incontro con il ministro per lo Sport e i giovani
17:03
Malagò e l'allarme sui giovani calciatori nati all'estero o di seconda generazione
"Non ho mai detto una parola sullo Ius Soli, che fa parte della politica, ma io sostengo il principio di sussidiarietà sportiva. Negli altri sport puoi prendere tempo e traccheggiare, nel calcio no: se non dai la cittadinanza, dopo un secondo arriva un altro Paese, dà il passaporto al ragazzo e tu l'hai perso. Questo è inaccettabile. La politica è felice di vincere nell'atletica o nel volley grazie a questi atleti. Nel calcio dobbiamo muoverci, o subiremo i danni. Sono rimasto scioccato nel leggere che il 40% di chi gioca il Mondiale non è nato nel paese per cui gioca. Ci sta l'incidenza alta nel Curaçao o nel Marocco, ma ci sono anche paesi come la Francia, la Svezia, il Belgio, la Germania e altre nazioni che hanno usato questo serbatoio", ha detto sui giovani calciatori nati all'estero o di seconda generazione
16:55
Malagò: "Non sono timoroso ma coraggioso"
"Se la mia storia di vincente aumenta le aspettative? Non sono un timoroso ma un coraggioso, sono riflessivo sulle responsabilità", ha precisato il presidente federale
16:42
Malagò e la nuova sfida per Euro 2032
"La mia scelta è un fatto di amore e di follia lucida, non è stata una mia idea e sono stato coinvolto. L’allenatore a prescindere dal suo identikit deve abbracciare questa avventura in tutto e per tutto. Se dopo un anno il presidente eletto con il 98% si dimette vuol dire che la situazione oggettivamente è ingessata. Se non si cambia, qualcuno ci metterà in posizione di cambiare. Il ragionamento è molto semplice. Non succede in nessun altro settore che tu hai un mandato praticamente all'unanimità e di fatto non riesci a fare nulla delle cose che hai proposto nel tuo programma. Difenderò tutta la vita l'autonomia dello sport. Euro 2032? È una sfida nella sfida, ho parlato con Ceferin nei giorni scorsi, ho ricevuto già messaggi da Infantino. Michele Uva è il nostro responsabile organizzativo per la Uefa, dobbiamo individuare questi 5 stadi. Non possiamo fare butta figura. Dobbiamo individuare cinque stadi il prima possibile e dobbiamo far lavorare le persone preposte. Ci sono degli aspetti che sono tecnici e non possiamo permetterci di fare confusione", ha continuato Malagò
16:35
Le tre stelle polari di Malagò e sul nuovo ct...
"Le mie tre stelle polari? Per prima cosa si deve compattare la squadra che, si è visto, ha delle 'discrete' personalità. Poi c'è il progetto tecnico. E infine dobbiamo riallacciare un rapporto con la politica, o meglio con una parte della politica. Il futuro ct della Nazionale? Non ho parlato con nessuno. Ci cominciamo a mettere la testa. Facciamo un po' di ragionamenti. Bisognerà parlarne, vedere i bilanci. L'identikit del futuro Ct? Ho fatto un atto d'amore, di follia lucida, non ci pensavo e non è stata una mia idea ma sono stato coinvolto. L'allenatore a prescindere dal suo curriculum deve abbracciare il discorso in tutto e per tutto, non si può dire armatevi e partite. In un altro momento storico avrei sposato l'idea di un allenatore dalla filiera, un po' come è stato il percorso da Valcareggi, Bearzot e Vicini ma ora come fai con questa pressione di opinione pubblica a ragionare in questo modo, di seminare e poi raccogliere il raccolto? Non ci siamo, magari può avere nel medio termine questa opportunità e va preso in considerazione. Gli allenatori di club hanno un loro mercato, le dinamiche sono analoghe, bisogna tener conto della realtà. Non puoi professare poi sostenibilità", ha aggiungo Malagò
16:29
Malagó, prima di tutto i giovani
GUARDA IL COMMENTO DEL DIRETTORE DEL CORRIERE DELLO SPORT-STADIO
16:18
Malagò: "Prime cose da fare? Dare risposte ai problemi..."
Inizia la conferenza stampa del nuovo presidente della Federcalcio: "Le prime cose da fare? Compattare la squadra, ripristinare un rapporto con un pezzo della politica. Con qualche persona di questo mondo bisogna ripristinare un discorso. Tra le cose da fare sicuramente provare a dare risposte ai problemi strutturali che il mondo del calcio ha evidenziato. Se vogliono (il Governo, ndr) dimostrare di voler veramente fare qualcosa per il calcio, di voler bene al calcio, hanno ancora meno tempo di noi. La legislatura scade a fine settembre del 2027, noi ci siamo fino a febbraio del 2029. Ci sono due anni di differenza, non è proprio banalissimo"
16:10
La lista del nuovo presidente della Figc
Giovanni Malagò come prima cosa dovrà nominare un nuovo Commissario Tecnico della Nazionale, il favorito è Roberto Mancini. Poi dovrà scegliere un Direttore Tecnico
15:58
Giovanni Malagò in conferenza
Tra poco il neo eletto presidente della Figc risponderà alle domande
15:43
Marotta: "Malagò rappresenta esperienza"
"Rappresenta esperienza, è un vincente", queste le parole di stima espresse dal presidente dell'Inter (confermato consigliere federale), poco prima che venisse reso noto l'esito della votazione che ha sancito Giovanni Malagò come nuovo presidente Figc
15:32
Malagò eletto presidente Figc, una vittoria di sistema
Un trionfo politico, una vittoria di sistema. Il calcio italiano ha affidato il suo futuro a Giovanni Malagò, appena eletto alla guida della Federcalcio con il 68,58% dei voti contro il 29,17% delle preferenze espresse dall’assemblea federale, tenutasi stamattina a Roma, per Abete, lo sfidante che partiva senza i favori del pronostico. È stato un successo ottenuto con oltre i due terzi delle preferenze, l’asticella che lo stesso ex presidente del Coni si era posto per delineare il confine tra un successo straordinario e una vittoria più contenuta. A conti fatti, il blocco che ha deciso di puntare fin dall’inizio su Malagò è rimasto compatto: Serie A, Serie B, Assocalciatori, Assoallenatori e a questo punto anche la quasi totalità dei club di C, l’unica categoria rimasta neutrale fino alla fine..
LEGGI IL COMMENTO DI GIORGIO MAROTA
15:24
Malagò è il nuovo presidente della Figc: "Da solo non posso fare nulla, con voi posso fare tutto"
"È veramente molto profondo ed emozionante questo senso di reposanbilità. Da solo non posso fare nulla, ma con voi posso fare tutto", così il nuovo presidente della Figc Giovanni Malagò subito dopo la sua elezione alla Federcalcio, rivolgendosi all'assemblea che lo ha appena eletto
15:17
Abete sconfitto
Giancarlo Abete ottiene il 29,17% delle preferenze con 145,936 voti, mentre le schede bianche sono il 2,25%. I voti complessivi sono stati dunque 502,946
15:16
**Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Figc**
Con 343,0848 voti Giovanni Malagò vince le elezioni della presidenza della Figc con il 68,58% delle preferenze
14:36
Inizia la votazione
Chiusi gli interventi, si passa alla votazione per l'elezione del nuovo presidente della Figc.
Ecco i numeri definitivi dei votanti:

14:31
Abete: "Abbiamo un grande problema con la politica oggi"
"Dodici anni dopo la mia ultima candidatura, che cosa è cambiato? Di sicuro il rapporto tra sport, il calcio e politica, a prescindere dalla natura del governo, è cambiato perché è cambiato il CONI. Io ho massimo rispetto della politica, l’ho fatta e so che oggi c’è un problema che dobbiamo risolvere, visto che ha dato uno schiaffo al calcio rispetto alla centralità. Ma bisogna farlo mantenendo la schiena dritta e migliorando la nostra reputazione. Il CONI prima era il soggetto che gestiva tutto lo sport in Italia. Oggi non è più così, non ha più gestione rapporti con le federazioni, la dimensione del rapporto tra politica e sport è cambiata. E così anche nel calcio e nei rapporti tra il CONI e la federazione. Abbiamo un grande problema con la politica oggi. Avremo la necessità di interfacciarci con la politica e abbiamo bisogno di migliorare la nostra reputazione e capire come comunicare diversamente i valori del calcio", ha continuato Abete
14:20
Abete: "L'errore è stato non avere un progetto vincente"
"È attraverso stima e consenso che io posso avere questa storia nel mondo del calcio. Grazie a Gravina, siamo insieme dal '90 e abbiamo condiviso tante battaglie e vale per lui quello che è valso per me quando mi dimisi nel 2014. Grazie a Giovanni Malagò che ha dato la sua disponibilità. Con lui amicizia e rispetto delle nostre storie. Diverse ma con tante passioni uguali. Cercheremo di continuare a collaborare per il bene dello sport. Mi hanno insegnato ad essere un costruttore e non un distruttore, quindi Calcagno può stare tranquillo. Gratuite le critiche a Gravina perché lui aveva già deciso di dimettersi. La Federazione è in crisi per i risultati calcistici. Quest’ultima crisi è figlia dei risultati sportivi, figlia di una nuova esclusione della Nazionale, non di altro. L'errore è stato il percorso che ha portato a queste elezioni, il non avere un progetto vincente. Non c'è stata la volontà di affrontare i problemi. Il metodo è stato sbagliato, ma il confronto utile. Di fronte a quest’errore di metodo io ho dato, con grande sacrificio, la mia disponibilità a candidarmi che ha comunque prodotto un confronto. Io non mi sono fatto da parte per coerenza con me stesso, quando si è sereni con sé stessi si ha già vinto. Non ho fatto una telefonata a nessuno, perché la libertà di voto è sacra. I nomi non hanno permesso di parlare dei problemi e dei programmi. È stato sbagliato il metodo. Serviva riflessione diversa, capire perché col 98% dei voti non si sia arrivati ad un progetto, ad un traguardo. Se ci fosse un metodo diverso non ci sarebbe stata neanche una competizione elettorale. Perchè non ti ritiri mi hanno detto. Bisogna essere coerenti con se stessi e sereni con la propria coscienza e se c’è questo si è già vinto. La democrazia è fatta così, è fatta di confronti", ha detto il presidente della Lega Nazionale Dilettanti citando all'inizio del suo discorso anche Vasco Rossi, "il freddo quando arriva poi va via"
14:15
Ora tocca ad Abete
Si chiude il discorso di Malagò. Ora prenderà la parola il suo sfidante Giancarlo Abete
14:10
Malagò: "Sfida complicatissima. Andiamo verso una nuova epoca del calcio"
"Non sono un Papa nero, sono uno di voi. Sono figlio della Figc, ho cercato solo uno scopo, fare grande l’Italia. Ho sentito tutti gli interventi, faccio fatica a non essere d’accordo più o meno con tutti, ho sentito tante grida di dolore, problematiche di carattere strutturali, ma va detto che se io oggi sono qui è solo perché Gravina ha deciso di dimettersi. Perché le componenti hanno pensato a me? Me lo sono chiesto, all’inizio ero scettico, reduce da un’esperienza molto dura come Milano Cortina. Forse perchè sono stato per 21 anni presidente del Circolo Canottieri Aniene, facendo parte quindi del mondo dilettanti che conosco a memoria, ho cantano e portato la croce. Forse hanno pensato che tutto quello che ho fatto in altri ambienti, si possa ripetere in Figc. Così al Circolo Aniene vincente, così al Coni e a Milano-Cortina dove c’era da rischiare l’osso del collo e abbiamo inventato un modello che è di riferimento. Penso che quando sono venuti da me degli amici, a partire dalla Serie A, hanno pensato a che quello che sono riuscito a fare in contesti apparentemente lontani, ma vicini, si possa ripetere in Figc. Pur non avendo mai avuto l’ansia, avverto ogni minuto che passa uno spaventoso peso della responsabilità, che però vivo da quando sono nato. Mettiamo da parte i personalismi. Tutti e tre (Aniene, Coni, Fondazione Milano-Cortina, ndr) erano torri di Babele e abbiamo raggiunto l’unanimità. Problematiche? Impiantistica, sgravi fiscali, calcio femminile scommesse, decreti crescita e dignità. La parola giovani però è ricorrente. La B ha evidenziato loro indispensabilità. E poi come fai a non abbracciare la riforma Zola? La Figc deve essere fonte di ispirazione e io devo convivere con voi perché vi sentiate ognuno protagonista. Bisogna ottenere ricavi supplementari anche con marketing, commerciale. È una sfida complicatissima. A tenere schiena dritta si ottiene molto di più. Le nostre radici non solo solo nostalgia, bisogna farle diventare stimolo per il futuro. Vi farò sentire orgogliosi di andare verso una nuova epoca del calcio italiano. Se dovessi essere eletto, vi chiedo di mettere da parte i personalismi", ha detto il candidato favorito alla presidenza della FIgc
13:57
Malagò: inizia il suo discorso
L'ex presidente del CONI è il primo a spiegare il suo programma nel suo lungo intervento, che precede quello del "rivale" Giancarlo Abete
13:50
Calcagno: "Un odio mai visto che ha colpito Gravina"
"Sì è generato un odio che finora non avevo mai visto, un odio che ha colpito principalmente Gabriele Gravina. Sostituire alla condivisione e alle idee l’odio significa perdere tutti quanti. Abbiamo dimostrato, come nel periodo pandemico, di poterci unire nelle difficoltà, ora serve una guida forte che noi abbiamo individuato in Malagò, una persona esterna al nostro mondo, una persona vincente, a cui ci affidiamo sapendo di dover fare uno sforzo ulteriore rispetto al passato. Oggi riformare forse non basta più, serve una trasformazione, occorre cambiare alcune regole di convivenza, essere diversi rispetto a quanto visto finora", così Domenico Calcagno, il presidente AIC
13:40
Marani: "Il calcio italiano ha cercato di nascondere la verità"
"Non credo sia la soluzione cercare un colpevole, perchè qui non ha funzionato niente. Il calcio italiano ha cercato spesso di nascondere la verità e abbiamo negato la realtà, cercando di mantenere un sistema che andava ripensato. Siamo in una crisi tremenda, e stiamo pagando le conseguenze un declino iniziato da anni. Questo sfacelo non ha un colpevole, qui non ha funzionato niente. Il declino dura da trent’anni. Siamo diventati campioni del mondo di scarico delle responsabilità. Bisogna investire davvero sui giovani e non su stranieri e ultratrentenni". Così Matteo Marani, presidente della Lega Pro, nel corso del suo intervento durante l'assemblea elettiva della Figc a Roma. "Si parlava di ex calciatori ai vertici. Ricordo che il nostro vicepresidente vicario è Zola ed è stato lui a firmare l'unica riforma sui giovani, bizzarro che il primo ad accorgersene sia stato Mattarella e non delle componenti del nostro calcio. Il cambiamento avviene solo se si passa dalla bozza alla proposta reale, bisogna trovare un modello sostenibile e sarebbe bello che l'1% sulle scommesse venisse investito sui giovani. Speriamo che da domani si aprano le finestre, servono più giovani laureati e giovani donne in questo mondo, mettere da parte i macchiavellismi"
13:30
Simonelli: "Serve un progetto di rinnovamento nel lungo periodo"
"La politica ha deciso di prendere le distanze dal calcio, ma poi salirà sul carro dei vincitori quando i risultati ci daranno ragione e questo ce lo ricorderemo". Così Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, nel corso del suo intervento durante la giornata delle elezioni Figc. "Al futuro presidente chiediamo un progetto di rinnovamento nel lungo periodo perchè le nostre nazionali giovanili continuano ad avere ottimi risultati, ma poi il talento si disperde nella transizione verso gli alti livelli. Inutile nasconderci dietro a un dito, il calcio sta attraversando una fase complessa: i risultati non lusinghieri nel 2010 e 2014 e le mancate qualificazioni hanno creato una ferita profonda in tutto il movimento. Non possiamo cambiare il passato, ma possiamo decidere di trasformare la delusione in una ripartenza.
Una Serie A forte è nell'interesse di tutto il calcio italiano e deve essere messa in condizione di recuperare il gap con le altre leghe. Il momento è delicato e abbiamo il dovere di affrontarlo in modo semplice e con la volontà di lavorare insieme. Vogliamo continuare ad essere la locomotiva economica del calcio italiano. Il calcio ha dovuto subire decisioni, quello che chiediamo al governo e la politica è di sedersi dalla nostra parte del tavolo per fare gli interessi del calcio e del paese. Rivolgo un sincero ringraziamento a Gravina che ci lascia una eredità importante"
13:16
Bedin: "Serve il decreto crescita, ma ancor di più un decreto giovani"
"Serve una concreta valorizzazione dei giovani, va riattivato il mercato interno, dalla C alla B e dalla B alla A. Serve il decreto crescita, ma ancor di più un decreto giovani perché i vivai equivalgono al settore sviluppo e crescita di un’azienda di vertice. Dobbiamo tornare a dare valore al nostro calcio. La sostenibilità economico-finanziaria è qualcosa che mina la sopravvivenza del nostro sistema. Le perdite stanno assumendo proporzioni non più sostenibili. È una barriera di ingresso ai nuovi imprenditori che saranno la linfa per il nostro calcio", ha precisato Paolo Bedin, presidente Lega Serie B nel suo intervento all'Assemblea Elettiva.
13:06
Protesta degli Ultras dell'Italia fuori dall'assemblea
"Per un calcio giusto e popolare". È lo striscione (scritte bianche, sfondo nero) esposto all'esterno dell'assemblea elettiva della Figc, in corso al Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel, da una cinquantina di tifosi in rappresentanza delle curve che hanno presentato al Senato una petizione per chiedere misure quali prezzi calmierati per le partite, orari e calendari più rispettosi dei lavoratori e regole diverse sull'emissione dei daspo. "Trasferte libere", è uno dei cori intonati dai tifosi presenti
12:59
Gravina commosso riceve la standing ovation della platea
"Immutato amore per il calcio rispetto a un anno fa. La scelta delle dimissioni è stata convinta, meditata e particolarmente sofferta. Una scelta di dignità personale e di responsabilità istituzionale. Sono sempre stato un orgoglioso combattente e un fiero oppositore di chi ha cercato la strada della mobilità popolare per forzare il cambio di persone evidentemente non gradite senza motivazioni gestibili. Vi restituisco il mandato perché il livello di personalizzazione aveva attinto sempre di più il nostro sistema. Ho sentito forte il dovere di impedire che la Federazione fosse stata trascinata in un vortice che l’avrebbe fortemente provata divisa. Ho ritenuto di anteporre il senso di responsabilità istituzionale all’orgoglio. Non sono qui per difendere una poltrona, ma per consegnarvi un doveroso bilancio e una sorta di visione. Il mio passo indietro serve oggi a stimolare riflessioni, rivedere posizioni, rapporti e a rinforzare il nostro percorso di rigenerazione.
In questi anni tanti momenti di gioia indimenticabile. Penso alla vittoria di Wembley nel 2021, alla crescita delle nostre nazionali giovanili che ha portato al Trofeo Burlaz, ai risultati dell’Under 20, dell’Under 19, dell’Under 17, al professionismo al femminile, ai bilanci in positivo, al nuovo codice di giustizia sportiva, all’autonomia della giustizia endofederale, alla sostenibilità sociale e ambientale, alla divisione paralimpica, al sistema dei controlli. La nostra reputazione, lo dico a beneficio di chi se ne è preoccupato tanto in queste settimane, non si può misurare sul saper calciare bene o male i rigori. Ho vissuto anche delle amarezze. Le mancate qualificazioni ai Mondiali e il lento incedere delle riforme, l’AIA ha mostrato profonde lacune. Spero che chi mi seguirà più fortunato in queste dinamiche. Ci sono stati anche degli attacchi strumentali, fino ai più infimi dossieraggi, di cui sono noti i nomi dei progettisti. Tanto che oggi mi trovo ad essere parte offesa di questo progetto di dossieraggio. Ho sempre operato con un unico faro: la tutela del calcio italiano, dalla base della Piramide al vertice della Nazionale, provando a governare una complessità e difendendo l’autonomia di questo mondo da una bramosia di ‘occupazione’ che ha provato a trasformare la nostra grande famiglia in un’azienda o addirittura in un ministero. Ma noi siamo diversi da come ci descrivono, di questo siatene sempre orgogliosi. Pochi investimenti, sbagliati i tempi. Il diritto di veto, vero Cavallo di Troia del nostro mondo. La continua ricerca del compromesso, figlio della resistenza di chi vuole difendere il proprio piccolo orticello anziché salvare l’ecosistema. Sugli stadi siamo drammaticamente indietro. A poche settimane dalla scadenza, perdere questa occasione sarebbe una perdita di reputazione questo sì per il Paese.
I nostri vivai voce di costo di plusvalenza anziché investimento strutturale sono finiti esasperati dalla ricerca dei risultati. Lo sviluppo del talento è stato penalizzato. Se pure avessimo avuto un nostro Yamal non avremmo potuto utilizzarlo prima dei 18 anni, troppo tardi. Ci sono 300 calciatori non nati nella nazionale per cui difendono i colori. Il 70% dei calciatori in A è straniero e questo ha mortificato il calcio italiano. Visione distorta avallata da chi, per solleticare gli umori della piazza, si è schierato a difesa dei vivai. Poi però ha soppresso per legge l’unica via di finanziamento per i centri federali, eliminando con un comma l’1% della mutualità. Su infrastrutture e vivai il governo non ha messo un euro. Pensavano di penalizzare la Figc? Hanno fatto il male del calcio. Il decreto crescita che garantiva un regime agevolato per gli stranieri dall’estero. Ne beneficiavano 197 su 654 tesserati. Il paradosso è che da quando è stato abolito la quota di stranieri è cresciuta al 67,2% ed è peggiorata la qualità. Meno di 80 calciatori di movimento in tutta la Serie A sono selezionabili per la Nazionale. In termini di sostegno chiediamo solo pari dignità ad altri settori. I problemi del calcio italiano non si risolvono cambiando presidente. Si risolvono con la politica partner e non parte, con gli investimenti nei vivai, con una riforma dei campionati. Viva l'Italia, viva il calcio", ha detto il presidente dimissionario della Figc
12:50
Armand Duka, vicepresidente Uefa: "È il momento di investire negli stadi"
L'intervento di Armand Duka, vicepresidente Uefa: "Un pensiero all’amico Gabriele Gravina. Lasciare l’incarico dopo la mancata qualificazione al Mondiale dimostra un grande senso di responsabilità e per le istituzioni. Scelta che merita rispetto. I risultati delle nazionali giovanili non sono casuali. Le basi per il futuro sono solide. L’Italia avrà l’onore di ospitare anche gli Europei del 2032, uno degli eventi più importanti al mondo. Rivolgo un appello alle istituzioni nazionali, regionali e locali affinché colgano queta straordinaria occasione. È il momento di investire negli stadi e nelle infrastrutture per lasciare eredità alle future generazioni".
12:40
Quando si voterà uno tra Malagò e Abete
La prima votazione per il nuovo presidente della Figc dovrebbe essere poco dopo le 14
12:27
Si parte con gli interventi
Prendono la parola i delegati
12:19
Eletti i consiglieri
Campoccia, Chiellini e Marotta per la Serie A, Gozzi per la Serie B, Gallazzi per la Lega Pro, e poi Ortolano, Bazzerla, Pedrazzini, Fantazzini e Tambaro per la LND. La curiosità, come avevamo anticipato, è che si è formato lo stesso identico consiglio che ha lavorato con Gravina nell’ultimo anno e mezzo.
Questo, infine, lo schieramento delle componenti tecniche: Biondini, Gama (una delle papabili vicepresidenti Figc qualora venisse eletto Malagò), Bernardi e Calcagno per l’Assocalciatori; Camolese e Citta per l’Assoallenatori
11:59
Malagò: "Perdonatemi, ora no"
"Buongiorno a tutti, perdonatemi ma ora no". Poi un breve saluto e un abbraccio ad Abete, così l'arrivo all'Assemblea dell'ex numero uno del CONI che non ha voluto rilasciare dichiarazioni
11:42
Malagò è eleggibile (e Mancini perdonabile): proviamo a fidarci
Da che cosa deve partire una palingenesi? Come si ricostruisce dopo tre fallimenti-tre? A chi si dà il timone quando è sparita anche la barca? Tra il comprensibile desiderio di continuare a demolire ogni cosa fino all’estinzione e l’insopprimibile istinto di buttare il bambino e l’acqua sporca, scelgo la terza via. Scelgo di vivere. Un po’ perché ripetermi che essendo tutto finito è meglio morire mi pare un po’ sterile e un po’ perché, per una volta, sul tavolo c’è una soluzione logica...
LEGGI IL COMMENTO DEL DIRETTORE IVAN ZAZZARONI
11:25
Il programma dell'Assemblea Elettiva
Ore 11: convocazione Assemblea elettiva
-Presentazione programmi Malagò e Abete
-Eventuali interventi dei delegati
-Elezione dei consiglieri federali
-Prima votazione per il presidente
-In caso di elezione, proclamazione del presidente
11:21
Figc: al via l'assemblea per l'elezione del nuovo presidente
È stata formalmente aperta l'assemblea della Figc per l'elezione del nuovo presidente. Il presidente dell'assemblea è il nominato Mario Luigi Torsello. In corsa ci sono Giancarlo Abete - che ha raggiunto per primo l'hotel Cavalieri di Roma dove si tiene l'evento - e Giovanni Malagò che ha ribadito di avvertire "un clima sereno" in vista delle votazioni. I due si sono scambiati una vistosa stretta di mano a favore di telecamere
11:17
Italia, la rivoluzione parte dal basso: i tifosi chiedono più giovani, stadi e calcio in chiaro
ROMA - Luciano De Crescenzo sosteneva che la rivoluzione e la televisione hanno molto in comune: del resto, ogni ribellione comincia sempre con l’idea di voler cambiare il mondo e finisce spesso con la soddisfazione di poter almeno cambiare i canali, azione che fa sentire l’uomo padrone di un certo destino. Solo che gli italiani, in questi giorni afosi di giugno, tra uno zapping e l’altro, hanno forse preso coscienza di quanto sia difficile mandar giù un altro Mondiale senza gli azzurri. Osservano ad esempio con tenerezza la fragilità di Curaçao, ammirano lo stoicismo di Capo Verde, si dicono indignati per i sei gol presi dal Qatar e ironizzano persino sui quattro incassati dai bosniaci, i nostri aguzzini, senza rendersi conto che glieli ha fatti la Svizzera, la squadra che ci ha sbattuto fuori da Euro 2024 senza troppi convenevoli. La terza rassegna iridata consecutiva senza l’Italia, in qualsiasi caso, è un salasso anche emotivo. E a due giorni dalle nuove elezioni federali, quelle che vedranno il favorito Malagò sfidare l’outsider Abete, hanno risposto in massa a un sondaggio di StageUp, tra le aziende di riferimento della consulenza sportiva, e di Ipsos-Doxa, leader nelle ricerche di mercato. Il quadro che emerge? La speranza di una rivoluzione, nonostante il consiglio che affiancherà il futuro capo della Figc resterà identico a quello col quale ha governato Gravina...
11:13
I voti disponibili per l'elezione del nuovo presidente della Figc
Su 273 delegati si sono accreditati in 245: su 516 voti quindi sono disponibili 460,038 voti
10:59
Elezioni Figc, Malagò favorito su Abete: il gioco dei voti e i segnali politici
ROMA - Uno punta a sfondare la soglia del 70% - il confine tra una vittoria comoda e un trionfo - l’altro a dimostrare che società e delegati, al netto delle intenzioni di voto delle componenti, abbiano apprezzato le sue prospettive di riforma e i tentativi di tenere insieme il sistema, avvicinandosi alla soglia del 40. Abete può perdere le elezioni facendo comunque valere il peso del suo mondo. Malagò, che si presenta con Serie A, Serie B, buona parte della C, calciatori e allenatori sul proprio carro, potrebbe vincerle ma cominciare il lavoro già con un’opposizione forte in consiglio. Guai a sottovalutare però le abilità politiche dell’ex presidente del Coni, che potrebbe anche erodere quel terzo di voti a disposizione dell’avversario dando un clamoroso segnale, utile pure a schienare gli ultimi tentativi di invasione della politica. C’è un netto favorito nella corsa alla Figc e da giovedì si è persino liberato dal fardello dell’ineleggibilità grazie al semaforo verde dell’Anac sulle presunte ma mai dimostrate “porte girevoli”. Tra due giorni, in qualsiasi caso, conterà il sostegno che il nuovo presidente riuscirà a catalizzare attorno a sé e come saprà farlo fruttare. Nell’ultima tornata elettorale Gravina è stato scelto con il 98,7%, eppure quella maggioranza granitica ha finito per togliere respiro alla sua volontà riformatrice...
10:51
Il nuovo ct dopo la scelta del presidente
Giornata di annunci in Figc: dopo la scoperta del nuovo presidente federale, poi nei prossimi giorni chiunque sarà eletto tra Abete e Malagò dovrà nominare il nuovo allenatore della Nazionale. Dovesse vincere Malagò sarebbe Roberto Mancini in pole position, per un gran ritorno sulla panchina azzurra
10:45
Sara Gama: "Io vicepresidente? Non parlo di ruoli"
"Io vicepresidente? Non parlo di ruoli, sono tante le cose da fare e anche quelle che faccio con l'Assocalciatori. Ora l'importante è che le cose si facciano. Siamo tutti a disposizione come Assocalciatori. L'importanza di un direttore tecnico per risollevare il calcio italiano? Calciatori e calciatrici sono sempre a disposizione per fare tutto. Ma non basta una figura sola a risolvere i problemi del calcio italiano. Ne servono diverse in tanti ruoli, dobbiamo lavorare uniti", ha detto Sara Gama, consigliera federale della Figc e vicepresidente AIC, entrando all'assemblea elettiva della Federcalcio
10:40
Gravina: "Sarei dovuto andare via prima"
"Faccio tantissimi auguri e un grande in bocca al lupo a entrambi ai candidati, il calcio continuerà ad essere in buone mani chiunque sarà il presidente. Io ho lasciato un percorso di visione, nel mio documento c'e tutto, ci sono tutte le mie idee. Se tornassi indietro cosa non rifarei? Sarei dovuto andato via prima, di cose ne abbiamo fatte tante", ha detto il presidente dimissionario della Figc, entrando all'assemblea elettiva della Federcalcio
10:35
Il sistema di voto per il presidente FIGC e le percentuali
Sono 516 voti complessivi con una ripartizione precisa, questi i numeri esatti:
Serie A – 20 delegati (il voto di ciascuno ne vale 4,644 per una somma complessiva di 92,88: 18%;
Serie B – 20 delegati (1,548 per una somma totale di 30,96): 6%;
Lega Pro – 57 delegati (1,086 per una somma totale di 61,902): 12%;
LND – 99 delegati (1,772 per una somma totale di 175,428): 34%;
Calciatori – 52 delegati (1,984 per una somma totale di 103,168): 20%;
Allenatori – 26 delegati (1,984 per una somma totale di 51,584): 10%.
10:27
L'abbraccio tra Abete e Malagò
Ecco l'incontro tra i due candidati

10:18
Malagò e Abete: da chi sono sostenuti
Giovanni Malagò, ex presidente del CONI e poi alla guida della Fondazione Milano Cortina, è sostenuto da Lega Serie A, Serie B, Assocalciatori e Assoallenatori. Mentre Giancarlo Abete, già presidente della FIGC dal 2007 al 2014, è invece l'attuale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, la componente che lo sostiene e che pesa il 34% nella torta elettorale
10:10
Abete: "Ogni volta che si viene eliminati da un Mondiale..."
"Sarebbe incredibile che dopo le dimissioni del presidente Gravina si ricostruisse lo stesso Consiglio Federale senza avere un confronto sui contenuti perché il problema non è la qualità della persona. Giovanni Malagò è una persona di grande qualità. Il problema è semplicemente sciogliere dei nodi che non sono stati sciolti. Fortunatamente in Federazione il presidente non ha il potere di Trump e quindi come tale c'è tutta la dimensione collegata al valore della presenza e dei contenuti delle componenti. Noi abbiamo un diritto di veto, abbiamo un diritto di intesa. Abbiamo quindi un ruolo centrale da parte dei componenti del Consiglio Federale e quindi come tale questo ruolo va esercitato. Ogni volta che si viene eliminati dal Mondiale continuare nello stesso modo senza un'assunzione di responsabilità non fa bene al mondo del calcio, questo è il senso della mia candidatura", ha detto entrando nell'hotel romano
10:10
La rivoluzione inizia dal basso
È un Mondiale divertente e seguito. Molto più di quello autunnale in Qatar, molto meno di quello indimenticabile del 2006. Il livello del gioco e delle giocate è appena discreto, ma non possiamo sorprenderci. L’abbassamento della qualità degli interpreti ha peraltro contribuito alla crescita in termini di risultati delle nazionali medie e piccole che puntano quasi esclusivamente sulla tattica. La questione - lo sottolineo - non è solo banalmente estetica. Nessuna sorpresa, dicevo. Da tempo viviamo stagioni piene zeppe di partite, il più delle volte inutili e noiose: ne possiamo seguire a decine ogni settimana, raramente assistiamo a spettacoli dai contenuti tecnici elevati. Questo Mondiale comunque non ci riguarda direttamente: stiamo inseguendo con notevole fatica e troppi ostacoli e distrazioni un futuro accettabile. Oggi - il passaggio è importante - avremo il nuovo presidente del calcio italiano e subito dopo il ct. Salvo imprevisti paragovernativi, Malagò e Mancini e insomma esploderanno altre polemiche social (e trivial) sul ritorno del “traditore jesino”; polemiche fisiologiche, ma anche giustificate. Toccherà a Roberto provare ad attenuarne la portata...
LEGGI IL COMMENTO DEL DIRETTORE IVAN ZAZZARONI
10:05
Elezioni Figc, come funziona e come si vota: ecco il regolamento
Sono 273 i dirigenti che oggi voteranno i consiglieri e il nuovo presidente della Figc. Ieri sera sono andati in scena gli ultimi incontri alla presenza dell’uno o dell’altro candidato. La preferenza si esprime a scrutinio segreto con voto elettronico. Il presidente è eletto con la metà più uno dei voti validi. Con due soggetti in corsa, il nuovo capo del calcio verrà scelto quasi certamente già al primo scrutinio. Ai fini del calcolo delle maggioranze, il complesso dei voti (ponderati) spettanti ai delegati è pari a 516. In conformità all’art. 22 dello Statuto, l’assemblea è costituita in 2ª convocazione con la presenza di almeno il 35% dei delegati (96 votanti), cioè almeno un terzo della platea.
Hotel Cavalieri Waldorf Astoria di Roma