Inzaghi contro Nesta: il destino è lottare

Al “Partenio” un pari sofferto per la capolista Palermo messa alle corde da un Avellino battagliero e propositivo. Servono tre super interventi di Fortin per evitare ai siciliani un ko nel finale. Ma il punto certifica anche la mentalità della squadra rosanero mai paga
Tullio Calzone

Pubblicato il 14.09.2026, 00:33

Non esistono pasti gratis in questa B ancora senza padroni. Neppure per una squadra famelica come il Palermo che, dopo 5 vittorie su 5 tra Coppa Italia e campionato, deve combattere e sudare in una sfida immaginata da qualcuno impari e rimasta tale solo sulla carta contro l’Avellino dell’amico Nesta. Bello, concreto e con tanta personalità, costruito attorno all’esperienza del veterano Izzo, l’undici irpino è pungente, complici i guizzi di Russo e Cheddira e le incursioni di Besaggio e Palumbo. Ed è proprio l’attaccante marocchino - già artefice di un Bari spinto a un passo dalla A persa contro il Cagliari di Ranieri all’ultimo secondo - a far tremare Inzaghi. Capace tuttavia di una reazione istintiva che non solo rimette subito in equilibrio la contesa, ma certifica anche l’orgoglio dei siciliani che a perdere non ci stanno davvero mai. Anzi, in testa hanno solo l’obiettivo di vincere anche su un campo difficile come il “Partenio” e con tre pezzi da novanta ai box: Perin, Hernani e Strefezza. Questione di mentalità che o ce l’hai o non ce l’hai. Anche se fa correre i rischi visti nel finale. I rosanero evitano il peggio grazie alle miracolose parate di Fortin nell’extra time su Cheddira e Biasci. Ma se non si riesce a essere dominanti anche per merito di Nesta, non esiste altra possibilità di affermarsi che esporsi all’avversario. Chi ha pensato che la vittoria fosse l’unico risultato possibile per il Palermo, e magari scontato, deve aggiustare le proprie opinioni, tenendo conto di un principio ineludibile: questo campionato non fa sconti a nessuno. Chiedere conferma alla Samp di Insigne, abbattuta a Mantova dell’altra capolista del torneo. I virgiliani di Modesto sono implacabili, agevolati dall’errore dal dischetto di Lauritsen che avrebbe potuto annullare il gol del solito Ruocco, al 4º centro stagionale, uno in meno del capocannoniere Cristian Shpendi, l’uomo dei sogni del Cesena. I ragazzi di Diamanti erano stati ripresi sabato da Pecchia capace di rimontare 2 reti con la nota caparbietà. Ma la società romagnola ha vinto, coniugando sport e solidarietà con “Connect Me Too”, il servizio di audio-descrizione rivolto ai tifosi ciechi e ipovedenti con una piattaforma dedicata che ha offerto la narrazione dettagliata ed emotiva della gara con la Cremonese. Al Manuzzi il calcio abbatte distanze e barriere!