La Roma cala il tris: Aouar, N’Dicka e Tielemans

Il mercato degli svincolati diventa una grande opportunità per una società che non può spendere troppo in cartellini: sono patrimoni anche per il futuro
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Roberto Maida

ROMA - Tre titolari, tre occasioni, tre talenti. Costo totale? Zero. La Roma ha già preso Houssem Aouar, centrocampista di qualità che a 25 anni ha deciso di lasciare il Lione. Sta per chiudere l’accordo con Evan N’Dicka, difensore centrale mancino, che non ha rinnovato con l’Eintracht fino alla scadenza del contratto. E spera di calare un difficile tris, ingaggiando anche Youri Tielemans, centrocampista affrontato e battuto lo scorso anno con il Leicester. La strategia è tracciata e ricalca in parte quella dell’estate 2022: si spende poco per i cartellini, investendo su ingaggi e commissioni per rinforzi mirati e funzionali alla squadra, naturalmente sotto la regia di Mourinho. Solo che l’anno scorso Tiago Pinto aveva assoldato soprattutto giocatori navigati (Dybala, Belotti) o addirittura ultratrentenni (Matic). Stavolta invece si ragiona per il presente e anche per il futuro: Aouar è un ‘98, N’Dicka è nato nel 1999 mentre il più vecchio del terzetto, Tielemans, è un ‘97. Si tratta quindi di ricostruire un serbatoio al quale attingere in caso di necessità.  

Patrimonio

La corsa alle plusvalenze di Tiago Pinto, che deve vendere a raffica entro il 30 giugno per rispettare il fair play finanziario e l’accordo pluriennale con l’Uefa, è stata determinata anche dai problemi di un organico che non ha grande appeal, mediamente, sul mercato. L’infortunio di Abraham per esempio ha privato il bilancio di un’iniezione di denaro vitale. E il resto, a parte Ibañez che sarà ceduto in Spagna o in Inghilterra e libererà il posto a N’Dicka, è difficile da commercializzare. Lo stesso Dybala, che sembra destinato a rimanere, potrebbe fruttare al massimo 20 milioni, quelli della clausola valida per un trasferimento domestico, o addirittura 12, se decidesse di spostarsi all’estero. Invece uno come N’Dicka, subito dopo essere inglobato della rosa, avrebbe una valutazione di 10-15 milioni che sono un’assicurazione nel medio periodo. Idem Aouar, che ieri ha salutato con un lungo post social i tifosi del Lione ed è entrato a Trigoria per misurare i vestiti e posare con la nuova maglia. L’ufficializzazione del contratto fino al 2028 firmato con la Roma è attesa nelle prossime ore. Viene da una stagione complessa a causa degli infortuni e della rottura delle relazioni diplomatiche con la società ma resta uno dei centrocampisti francesi più bravi della sua generazione. Se riuscisse a rilanciarsi con la Roma, potrebbe di nuovo acquisire un valore di mercato superiore ai 20 milioni. Curiosità: dopo aver debuttato con la Francia, ha deciso di rappresentare i colori della sua famiglia, cioè l’Algeria. 

Gli altri

Il problema ancora non si è posto per N’Dicka, nato a Parigi ma di origine camerunese, e impiegato finora solo nelle nazionali giovanili francesi. Una decisione definitiva verrà presa dopo. Nel frattempo Mourinho lo aspetta con ansia, visto che dal primo giorno a Trigoria aveva chiesto un centrale di piede sinistro per integrare la difesa. Anche per lui è pronto un contratto da 5 anni a 2 milioni più bonus. N’Dicka, che ha lasciato l’Eintracht per giocare la Champions, sembra aver accettato la Roma lo stesso, grazie all’appeal del club e al potere persuasivo dell’allenatore. 

Il più richiesto

Infine su Tielemans, che è un nazionale belga e frequenta la Premier League da molti anni, si sono fiondati in molti quando la notizia del mancato rinnovo con il Leicester, poi retrocesso, è diventata di dominio pubblico. Anche in Inghilterra diversi club hanno presentato un’offerta, a cominciare dall’Aston Villa. La Roma è alla finestra, ha cercato di inserirsi, ma la concorrenza è molto agguerrita e qualificata. Uno come Tielemans, con il contratto lungo, vale potenzialmente 30 milioni. Nel 2019 il Leicester lo pagò quasi 45 per acquistarlo dal Monaco. Non sarà facile per Tiago Pinto portarlo a Trigoria. Ma non sottovalutate Mourinho nell’attività preferita dell’estate: alzare il telefono per motivare i giocatori. 


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