Vanoli e Spalletti, il lavoro è tanto

Leggi il commento sulla situazione di Fiorentina e Juve dopo il pareggio maturato al 'Franchi'
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

5 min

Pubblicato il 23.11.2025, 09:37

Kean e Vlahovic tengono tutti svegli

A tenere svegli tutti c’erano solo i due centravanti, due animali, due tori, due furie della natura. Kean ha fatto qualcosa più di Vlahovic e senza quei due sarebbe stata una delle partite più noiose del campionato. Il fiorentino si è spostato sulla destra e ha puntato e saltato di continuo Koopmeiners, considerandolo, a ragione, il punto debole della difesa bianconera; lo juventino si è piazzato al centro perché sapeva che sarebbe stato Pablo Marí a staccarsi dalla linea e lo ha incenerito giocando sempre sull’anticipo. La stranezza è che i due allenatori non sono mai intervenuti per modificare due marcature così difficoltose.

La Juve di Spalletti segna poco e non vince

Il pareggio, per come è arrivato, può trasformarsi in una goccia di energia per la Fiorentina, non per la Juve che ha perso altri due punti dal Bologna e dal Napoli e oggi rischia di perderne altri dal Milan o dall’Inter. Il lavoro di Vanoli è appena iniziato, mentre quello di Spalletti ancora lontano dal completarsi. La Juve continua a segnare poco e soprattutto continua a non vincere, quarta partita ufficiale con l’ex ct, tre pareggi e tutti di fila. Così diventa difficile agganciarsi alla corsa per la Champions. E’ una squadra ordinaria a cui manca qualità in mezzo al campo, è legata solo agli spunti di Vlahovic e meno male che ora, per scelta di Spalletti, non è più in ballottaggio con David e Openda. La posizione e il gioco di Locatelli sono quelli di un equilibratore, bravo, ma senza lampi, quanto a Thuram se non è al massimo della condizione serve a poco. Se poi Yildiz resta ai margini della partita come è capitato ieri a Firenze, alla Juve resta poco. Resterebbe Conceicao, che appena è entrato ha creato almeno un po’ di scompiglio dalle parte di De Gea, ma è rimasto in panchina per 75 minuti. In un quarto d’ora ha dribblato più lui di tutta la Juve.

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