De Rossi chiarissimo sulla sua Ostiamare: "Non siamo sotto schiaffo o la succursale di nessuno. Nessun satellite o Roma Under 23..."

L'allenatore del Genoa presenta la partita contro l'Atalanta: prima scherza per un'ape in sala, poi si fa serissimo sia nelle vesti di tecnico che in quelle di proprietario. Tutte le sue parole
Chiara Zucchelli
6 min

La conferenza inizia tra i sorrisi, visto che in sala c'è un'ape e Daniele De Rossi non ha esattamente una passione per gli insetti. Poi però l'allenatore del Genoa si fa serissimo: quando parla dell'Atalanta, avversario di sabato, e modello da seguire; quando parla dello spazio da dare ai giocatori che andranno al Mondiale perché lui sa cosa vuol dire; quando parla della sua Ostiamare, di cui è proprietario, fresca di promozione in Serie C. Nelle parole di De Rossi, chiarissime, si capisce, ancora una volta, il progetto del club di Ostia. E si evidenzia nettamente come c'è chi (stra)parla di ricette per il calcio italiano in crisi e chi, invece, fa le cose seriamente. "Ho vissuto - ricorda De Rossi - una domenica unica, bellissima. Viviamo di calcio, io ho la fortuna e la sfortuna di dover seguire due squadre e quando le cose vanno bene è stupendo. Per me è stato un sogno, emozionante: non è solo un discorso di ego, rivedere quei volti così felici per me, per la mia famiglia, i clacson in giro per Ostia, nel nostro piccolo abbiamo visto una partecipazione incredibile, in genere le vediamo sul Lungotevere per la Roma e la Lazio, e invece c'erano quattrocento persone in giro per Ostia. Ci ha fatto sentire importanti, daremo continuità con appartenenza, attenzione e amore". Qui l'allenatore del Genoa toglie la tuta e indossa la giacca da proprietario: "Noi satelliti del Genoa? No, ma neanche della Roma o Roma Under 23, tutte sciocchezze che ho letto sui social. Giocheremo in C, pizzicheremo i giovani migliori dalla Primaver dei vari club, guardo quelli del Genoa o della Roma, sfrutterò le mie conoscenze, ma la bellezza di quel progetto lì è che non vogliamo essere la succursale di nessuno o sotto schiaffo di nessuno. Siamo piccoli, aspettiamo che la burocrazia ci dia il via libera perché siamo già pronti (per lo stadio, ndr), abbiamo le giovanili di primissimo ordine, tutto quello che si dice del calcio italiano noi lo facciamo". Punto e capo.

Modello Atalanta e Bologna

Tornando al Genoa, manca solo un punto per la salvezza aritmetica, nei fatti conquistata a Pisa due settimane fa: "Vogliamo fare punti non solo per l'aritmetica, non è che possiamo dire: "Ok svacchiamo". Contro il Como abbiamo fatto una partita alla pari. Abbiamo perso due volte contro l'Atalanta quest'anno, quasi sempre in 10 contro 11 e non può essere un caso, evidentemente loro attaccano bene lo spazio. Ogni partita si può vincere, ogni partita ha le sue chiavi ma bisogna essere maturi anche quando non c'è più la disperazione di dover fare punti per forza. Abbiamo sempre avuto coraggio. L'Atalanta - ricorda De Rossi - ha fatto un percorso di nove anni con un allenatore molto forte e una società che ha prodotto giocatori dal settore giovanile e ha costruito un progetto lungo. Hanno fatto un percorso lineare e lungo, continuo, che solo grandi società riescono a fare. Sono cresciuto con un'Atalanta che faceva l'ascensore tra A e B e ora è una potenza europea. Sono gli esempi da seguire, così come il Bologna. Negli anni miei il Palermo era una big, il Chievo dava fastidio a tutti: la differenza è che loro hanno dato continuità".

De Rossi e l'importanza del Mondiale

Sui singoli: "Ekuban rientra, si allena con noi da un paio di giorni. Anche Norton-Cuffy, nessuno dei due giocherà dall’inizio. Baldanzi è fuori, non mi sembra ci siano altri infortunati. Bijlow fin da subito ha fatto capire che non era un infortunio di grande entità". L'olandese spera di andare al Mondiale, Vasquez e Ostigard invece in America ci saranno. E De Rossi, che il Mondiale lo ha vinto, così come un bronzo olimpico e un Europeo (da collaboratore) spende parole di buon senso che raramente si sentono nel mondo del calcio: "Il Mondiale va giocato in condizioni top, io sono stato giocatore e collaboratore della Nazionale, sono molto sensibile al tema. Il Genoa viene prima di tutto, ma se siamo in questa situazione è anche merito di questi ragazzi: Vasquez ha giocato oltre 3mila minuti, a lui e Ostigard dobbiamo qualcosa".

De Rossi e la gag sull'ape

Nota finale dedicata all'ape in conferenza stampa: come si vede dal video pubblicato dai social del Genoa, l'insetto che non faceva concentrare De Rossi è stata la protagonista dei primi minuti. Poi ha fatto sapere il club: "L’ape è stata reintrodotta in natura al termine della conferenza stampa".

 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Genoa