Lautaro, il capitano senza polvere all'ottava meraviglia: storia di un leader che ha scelto di non scappare
L’ottava meraviglia. E forse pure la nona. Ma meglio non correre, perché la batosta dello scorso anno è ancora troppo forte. Intanto, le certezze. In attesa della finale di Coppa Italia, con lo scudetto di oggi Lautaro Martinez vince l’ottavo trofeo con l’Inter. Niente male, per uno che un (poco) illuminato dirigente italiano, non interista, etichettò così durante una cena: “Sarà un grande grande flop”. Niente di più falso. In Italia dal 2018, il campione del Mondo e d’America Lautaro Martinez, appassionato di pulizie e bacheche, conquista il terzo scudetto con il terzo allenatore diverso: Conte 2021, Inzaghi 2024 e Chivu 2026. Questo, forse, è stato il titolo più atteso perché arrivato dopo i dolori dello scorso anno: dal Triplete alla polvere. Lo sguardo vitreo nella notte di Monaco, la voglia di scappare lontano, i silenzi in vacanza con moglie e figli, la forza di riprendersi l’Inter quando tanti (tutti?) Gli consigliavano di cambiare area, paese e forse pure continente per dimenticare le delusioni nerazzurre. Lautaro, che dell’Inter è anima e capitano, non ci ha pensato - ufficialmente - neppure per un secondo. È rimasto. Ha avuto ragione lui.
Lautaro Martinez, come è andato nell'anno dello scudetto 2026
I numeri: nel primo scudetto 17 gol e 10 assist in 38 partite, nel secondo 24 reti e 6 assist in 33, adesso 16 reti e 5 passaggi decisivi. Non è neppure arrivato in 30 gare di campionato, ma dopo le fatiche della scorsa stagione (59 partite, Nazionale compresa) il fisico ha avuto bisogno di una tregua. Ha pagato dazio e adesso c’è anche il Mondiale, con l’Argentina chiamata a difendere il titolo di campione del mondo. Ci penserà tra dieci giorni, Lautaro Martinez, adesso è solo tempo di festa. E chi meglio di lui a guidarla. Da qualche settimana è il terzo marcatore all time della storia dell’Inter: ha segnato 173 gol, davanti a lui solo Altobelli (209) e Meazza con 284. È l’uomo a cui è intitolato San Siro, lo stadio dove stasera Lautaro Martinez ha scritto un altro (bel) pezzo di storia dell’Inter.
Lautaro e l'ottavo trofeo con l'Inter
L’ottava meraviglia è lì, ufficiale e pronta per essere alzata al cielo il 17 maggio contro il Verona. Poi una copia finirà nella bacheca di casa dove, quasi ogni giorno, sarà spolverata da quel ragazzo arrivato dall’altro mondo e diventato, in neppure 10 anni, una colonna dell’Inter. Lui, la polvere, proprio non ce l’ha addosso. E glielo ricordano, oltre ai tre scudetti, anche tre Supercoppe italiane e tre Coppe Italia. Per ora.
