Inter, senti Dzeko: "Muharemovic va preso, è un top". Poi le parole da brividi su De Rossi e su Alajbegovic alla Roma... 

L'attaccante parla a ruota libera dopo essere tornato in Bundesliga con lo Schalke 04: tra meno di un mese guiderà la sua Bosnia al Mondiale
Chiara Zucchelli
9 min

La serenità ha il sorriso di Edin Dzeko. L’attaccante, ex Roma, Inter e Fiorentina, a 40 anni si sente un ragazzino: è appena tornato in Bundesliga con lo Schalke 04 e tra meno di un mese guiderà la sua Bosnia al Mondiale americano. «Se me lo aveste detto dieci anni fa non ci avrei creduto, ma la verità è che oggi sono qui e sto bene con me stesso e il mio corpo». Così bene da scegliere di affrontare una conferenza stampa in tre lingue: Dzeko è in Germania, risponde alle domande dei cronisti tedeschi, inglesi, spagnoli, bosniaci, italiani e turchi (a cui rifila una stoccatina sul mancato rinnovo al Fenerbahçe). Affronta tanti temi e non si nasconde quando parla di due ragazzi della Bosnia, Muharemovic e Alajbegovic, che piacciono a mezza Europa. Sul primo si sbilancia: «L’Inter è la scelta giusta per lui». 
  
Perché? 

«Spero che alla fina vada a Milano. L’Inter è un top club e lui in una squadra del genere può crescere e migliorare. Ha davanti un gran futuro: ha qualità ma ha anche la testa giusta». 
 
Scudetto e coppa Italia: stagione quasi trionfale per i nerazzurri. 

«Magari qualcuno si è soffermato sull’eliminazione dalla Champions, ma io penso che l’Inter e Chivu abbiano fatto un anno incredibile. Sono molto legato a quella società, sono stato benissimo due anni e so cosa significa giocare per quei colori. Non si può neanche dire, come ho sentito, che hanno vinto perché le altre non sono state all’altezza: non la penso così. Hanno portato a casa due titoli perché lo hanno meritato: tutti, a partire da Chivu, hanno fatto un lavoro incredibile. Doppietta al primo anno è qualcosa di davvero importante e la società lavora per crescere ancora. Non è un caso». 
 
Per Alajbegovic la Roma può essere la soluzione giusta? 

«Parliamo di un giocatore di diciotto anni, un ragazzino, che nei playoff Mondiali, contro di voi e contro il Galles, ha tirato due rigori pesantissimi. Ha qualità e personalità. Ha un grande futuro, deve tenere i piedi per terra e fare la scelta giusta che significa andare dove può giocare con continuità». 

Gasperini riuscirà a centrare la Champions? 

«Me lo auguro tanto. Devono vincere il derby e poi spero che il nostro capitano Daniele (testuale, ndr) possa fermare il Milan. Sicuramente il Genoa darà tutto, sono sicuro che lui sia molto carico». 

 


Contento per la salvezza della Fiorentina? 

«Certo. I primi sei mesi sono stati molto difficili, per me e per tutti, ora sono felice che abbiano fatto quello che dovevano. Ho scelto di andar via perché volevo giocare e aiutare la Bosnia per i playoff e l’opportunità dello Schalke è stata importante: grandi tifosi, ottimo stadio, non potevo fare scelta migliore. Spero che la Fiorentina faccia una stagione diversa il prossimo anno, che si preparino meglio». 
 
Lei ha indossato per 379 volte maglie di club italiani: che idea ha oggi del nostro calcio? 

«Ne parlano tanti, non credo stia a me dire cosa non va. È evidente che se non fai tre Mondiali di fila c’è un problema, è un momento molto difficile. Bastava vedere quello che è successo prima della nostra partita: se sei l’Italia non puoi avere paura del Galles, devi fare le finali dei Mondiali, non uscire nelle qualificazioni». 
 
In cosa siete stati superiori? 

«Avevate troppa pressione, anche voi media avete influito… Giorni interi a parlare del campo, dei balconi e poco di noi… Siamo meno forti, è vero, ma siamo pure una buona squadra, anzi ottima, con tanti ragazzi interessanti e questo è stato evidenziato poco. Non dico che c’è stata arroganza, anche la storia del video di Dimarco… È capitato anche a me, quando magari c’erano i sorteggi di Champions, di essere più contento di una squadra rispetto all’altra. Non mi sono arrabbiato, ma con i social oggi si deve essere molto attenti». 
 
Il rosso a Bastoni certamente vi ha aiutato. 

«Sì, ma noi abbiamo spinto, abbiamo messo qualcosa come 64 cross, il gol poteva arrivare da un momento all’altro. I momenti sono importanti, l’Italia anche in 10 a mio avviso poteva fare molto meglio. Mi auguro che il calcio italiano vada nella direzione di Psg-Bayern». 

 


 
Niente più difese? 

«Ma no. Spero che ci sia una svolta verso il calcio offensivo e la bellezza delle partite. Io ringrazio quei giocatori e quegli allenatori per cosa ci hanno fatto, è stata una delle gare più belle che io abbia mai visto». 
 
Dove potete arrivare al Mondiale? 

«Per me sarà la seconda volta, ancora mi emoziono a pensare all’esordio del 2014 al Maracanà contro l’Argentina… Stavolta ci saranno sensazioni diverse, ma comunque molto forti. Sono il capitano di un gruppo con tanti ragazzi: è una responsabilità ma è anche tanto bello. A molti di loro questa qualificazione ha cambiato la vita, è stato speciale. Nel nostro girone ci sono Canada, Svizzera e Qatar: credo che potremo provare a giocarci il secondo posto. La Svizzera mi pare favorita». 
 
Edin, ma alla fine smette o continua? 

«Mi sento bene, conosco il mio corpo e le mie gambe, credo di poter andare avanti. Mi alleno con costanza, faccio sempre dei lavori individuali di 40’ prima di scendere in campo con gli altri, perché no? Quando arrivi a questa età deve controllare tutto, dall’alimentazione agli allenamenti, sai quello di cui hai bisogno ma non puoi sbagliare nulla». 
 
Resta allo Schalke? 

«Adoro questo club e amo la Bundesliga, ma dobbiamo parlare, servirà fare le cose bene perché la qualità dovrà essere alta. Vediamo, so di avere ancora voglia, ma so anche di avere 40 anni. Ci sono delle riflessioni da fare». 
 
Mentre lo dice sorride, ancora una volta. 

 

 


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