
Lazio, il sentimento popolare
La pagina 38, l’ultima, del romanzo del campionato racconta di una posizione in classifica divisiva, di una lazialità divisa a metà. Della possibilità di acciuffare la Champions si accenna solo nel libro dei sogni, dove l’Europa League è considerata con probabilità appena superiori.
Ma i sogni son desideri, come cantava Cenerentola ai suoi amici topini, il romanzo del campionato è cosa diversa scritto da gente con gli scarpini per terra, pratica, razionale. E allora cosa scrive questo realistico romanziere? Che al novanta per cento la Lazio sesta è e sesta resterà. Quindi? Conference.
Ahiahiai, qui comincia la disgregazione del popolo laziale. Sentite radio e tv biancoazzurre, orecchiate le chiacchiere da bar e pizzerie di Ponte Milvio e date uno sguardo ai social: le teorie da fine campionato sono numerosissime, troppe per trarne un’interpretazione, non c’è niente di univoco, neanche la qualità della stagione («migliore del previsto», «dovevamo essere fra le prime quattro»), neanche la figura del nuovo allenatore («ha dato un gioco brillante alla squadra e rivalutato tanti giocatori», «in casa non vince da quattro mesi e messo in campo sempre gli stessi»). Dovendo fare una selezione a grandi spanne, posso dividere il sentimento popolare in due blocchi: pro e contro la Conference League.
Comincio dai primi: è pur sempre una vetrina internazionale, porta soldi, la Lazio sarebbe tra le favorite, serve per far giocare quelli che in prima squadra hanno poco spazio.
I contrari: sottopone a trasferte massacranti in Paesi come Finlandia, Lettonia, Lituania, e a giocare di giovedì, giorno assai logorante a detta degli allenatori.
Poi ci sono gli incerti, gli immancabili “non so” di ogni sondaggio. Qualcuno aggiunge: i soldi della Conference sono briciole per un club che rinuncia anche allo sponsor sulla maglia.
Vediamo. Alle 36 partecipanti va un gettone di 2,9 milioni, ogni vittoria 500.000 euro, il pareggio 260.000. Chi vince può portarsi via poco più di 20 milioni, che alla Lazio farebbero comunque assai comodo.
Il logorio del giovedì. Dipende dalla rosa di cui un allenatore dispone. Certo, contando su ricambi come ha avuto Inzaghi puoi arrivare a giocarti sino alla fine sia lo scudetto che la Champions, ma per la qualità della panchina alla quale ha potuto attingere Baroni, il cammino della Lazio è stato superiore alle sue forze.
C’è chi sostiene che senza l’impegno europeo la Lazio sarebbe oggi tranquillamente in terza o quarta posizione. Condivido, anche se all’inizio di stagione nessuno poteva prevedere uno sviluppo così rapido del calcio baroniano, che nella prima parte del torneo si è imposto sulla vetta delle 36 concorrenti. Penso tutto sommato che ne sia valsa la pena
La Conference non offre lo stesso ritorno né d’immagine né economico. E dal punto di vista del consumo energetico non è certo a impatto zero.
Ma tutti questi arzigogolati ragionamenti possono affogare nel giro di una quarantina di ore per voi che leggete, nel mare di risultati diversi da quelli descritti dal pratico romanziere.
Domani sera il popolo laziale si ricompatta in un’unica attesa, ricordando il “miracolo”, da poco festeggiato della pioggia dorata di Perugia. Non succede, ma se succede…
Abbonati per continuare a leggere
Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.
Basic
€ 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%€ 9,99al mese- 5 contenuti al mese
Più scelto
Plus
€ 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%€ 19,99al mese- 10 contenuti plus al mese
- Nessuna pubblicità
Best value
Pro
€ 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%€ 39,99al mese- Contenuti illimitati
- Supporto prioritario
Sei già abbonato?
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS
