La nuova vita di Patric, Sarri lo ha trasformato in un regista: c’è un dato inequivocabile

Da difensore a centrocampista, complici le assenze in mediana: l'evoluzione del giocatore spagnolo
Carlo Roscito
5 min

ROMA - Regista sarrista, la nuova vita di Patric. Bis a Bologna, il big match con il Milan non era un caso isolato e dettato dalle motivazioni della sfida. Lo spagnolo si è confermato al Dall'Ara, di nuovo a centrocampo tra Dele-Bashiru e Taylor, gli ha protetto le spalle e ha impostato la manovra regalando sempre l'opzione di passaggio ai compagni. Aveva già ricoperto la posizione negli anni delle giovanili al Barcellona, l'impatto nelle ultime due partite ha comunque impressionato per la facilità con cui si è calato in un ruolo inedito da quando è in Italia. E in estate arriverà a 11 anni precisi dal trasferimento a Roma datato 2015. Ha raggiunto quota 237 presenze in biancoceleste, un numero impressionante pensando soprattutto alla considerazione iniziale e all'approccio difficoltoso delle prime stagioni.

Patric, una soluzione in più per la regia: le prove di Sarri

CHE PROVE. Nell'emergenza, Sarri ha scovato una soluzione in più per la regia, rimasta orfana di Cataldi (ai box per una distrazione al polpaccio) e Rovella, operato per la frattura scomposta della clavicola (stagione finita). L'infermeria ha frenato anche Basic, l'altro nome di scorta. Patric è stato preferito a Belahyane e il campo ha dato ragione al Comandante. «Muove più velocemente il pallone», è stata la spiegazione del tecnico. Due prestazioni super, ha dato una mano ai centrali di difesa ed è riuscito a verticalizzare per la corsa di esterni e terzini. Testa alta, sguardo proiettato in avanti, imbucate di destro e sinistro. Promosso a pieni voti. In attesa del recupero di Cataldi, Sarri ha trovato la mossa giusta centrando tre vittorie di fila con la linea mediana sprovvista di un regista di ruolo.

La Lazio ha pescato il jolly: Patric pedina preziosa nell'emergenza

PREZIOSO. Patric è stato uno dei migliori in assoluto nelle due gare contro Milan e Bologna, in quella zona era stato utilizzato già in corso d'opera nel monday night con il Sassuolo. Aveva faticato un po' di più, gettato nella mischia all'improvviso per l'infortunio di Cataldi. Le due successive giornate si è preso le luci dei riflettori, condivise con Motta e naturalmente con gli autori dei gol decisivi (prima Isaksen, poi Taylor con la doppietta). Pedina preziosa, non ha sfigurato davanti a Modric e si è ripetuto sugli stessi livelli la partita dopo. E dire che la sua stagione sembrava ormai destinata all'anonimato: almeno due infortuni muscolari, tanta panchina con Provstgaard davanti nelle gerarchie come primo cambio arretrato di Gila e Romagnoli. Sarri ha pescato il jolly e il classe 1993 ha sfruttato al massimo le occasioni concesse.

Patric, più centrocampista che difensore: la statistica che lo conferma

CONTRIBUTO. Fino al confronto con il Milan aveva disputato da titolare soltanto la trasferta di Parma, vinta in 9 contro 11 grazie alla rete nella ripresa di Noslin. Conti alla mano, quest'anno ha giocato più da centrocampista che da difensore: 3 presenze dall'inizio di cui 2 in regia, in totale 232 minuti sui 373 complessivi schierato come vertice basso del terzetto. Contratto fino al 30 giugno 2027, Patric ha trovato un altro modo per rendersi utile alla causa a poco più di un anno dalla scadenza. «Abbiamo dimostrato carattere, fame e cuore», ha scritto su Instagram dopo la vittoria di domenica. «A Bologna non è mai facile. Terza vittoria consecutiva, siamo sulla strada giusta, ma abbiamo ancora tanto da fare. Avanti così». Sarri attende Cataldi, intanto si gode l'intuizione di Patric centrocampista. Un "vero" regista sarrista.

 


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