Allegri e le parole sul suo futuro: "Non mi piace cambiare spesso. Leao? I fischi gli sono serviti"

L'allenatore del Milan in conferenza stampa: "Per migliorare tutto ruota attorna al risultato". Quindi i complimenti a Chivu

"I momenti difficili in una stagione ci sono, dobbiamo tornare ad affrontare le situazioni in maniera ordinata. Contro l'Udinese non lo siamo stati. Non siamo stati un minuto posizionati in fase difensiva". Così Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida del Milan contro il Verona. "Sarà una partita importante contro una squadra molto viva, che ha fisicità, fatta di contropiedisti. Dobbiamo tornare alla vittoria: servirà una partita di squadra. Mancano sei partite alla fine della stagione, e quella con il Verona rappresenta una partita importante per l'obiettivo da giocare. Servirà una partita ordinata, di grande serenità e compattezza".

"Leao? Gli sono serviti i fischi"

I rossoneri stanno vivendo un periodo complicato, sopratutto da un punto di vista offensivo: "Nel girone di ritorno non abbiamo fatto gol in quattro delle tredici gare giocate". L'allenatore quindi si è concentrato su quanto accaduto a Leao nel momento della sostituzione nella scorsa partita: "Gli sono serviti un po' di fischi, forse ha capito che non tutte le cose vanno sempre per il meglio. Può rappresentare un momento di crescita da parte sua. Avrà una bella reazione, ha fatto una bella settimana di allenamento. Sono convinto che gli attaccanti torneranno a segnare". Sul momento della squadra: "A questo punto ci siamo arrivati tutti insieme. Io posso aiutarli, la società ci è stata vicina, ieri è arrivato Furlani e ha pranzato con noi". Ma cosa si sono detti a questo pranzo? "Sono incontri nei quali si discute sull'annata, sul momento della squadra. Ma possiamo farci tutte le domande del caso, ma la verità è una: alle 15:00 domani fischia l'arbitro. Tutti focalizzati sul raggiungimento dell'obiettivo, che possiamo raggiungere anche all'ultima giornata!".

Allegri e i due step del Milan 

Allegri si è concentrato sul momento del Milan: "E' un momento importante, come tutti quelli di finale di stagione, dove è necessario raggiungere l'obiettivo. Anche se avessimo vinto domenica non saremmo stati automaticamente in Champions. Dobbiamo farlo un passo alla volta. I ragazzi hanno bisogno di serenità. Ventiquattro partite senza perdere mostra una squadra che ha valori sì tecnici, ma anche morali. Adesso abbiamo tutti a disposizione. L'obiettivo finale, totale, deve essere superiore a quello personale".

 

 

In particolar modo, il Milan ha due step davanti: "Io sono sempre legato ai ragazzi: per me i miei giocatori sono i migliori di tutti, e loro devono sostenere me, e lo hanno fatto. Ora dobbiamo pensare solamente a questo momento. La società in estate ha lavorato molto bene, abbiamo una rosa di ottimi giocatori, con qualcuno straordinario. E' una buona base. Per rinforzarla, però, dobbiamo arrivare in Champions. Gli step sono due: arrivare in Champions e poi programmare il futuro". E proprio riguardo la corsa per i primi quattro posti, Allegri ha voluto porre l'attenzione: "Il Como non ha vinto, ma ci sono la Roma e la Juve, che abbiamo a sei e a tre punti. Sessantatre punti non bastano. Adesso pensiamo al Verona, poi al resto".


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Allegri sul futuro: "Non mi piace cambiare spesso"

Massimiliano Allegri ha risposto anche alla domanda relativa al suo futuro: "Non lo so. Di una cosa sono convinto: adesso tutte le energie vanno concentrate sull'obiettivo finale. Tutti lavoriamo per il club. Sopra tutto, sopra tutti, ci sta sempre il club: il Milan. I giocatori, gli allenatori, i presidenti passano, ma il club resta". Nelle ultime settimane si sono alimentate le voci di un suo possibile passaggio alla Nazionale in qualità di commissario tecnico: "La mia storia da allenatore parla per me. Sono stato quattro anni al Milan, otto alla Juventus, poi son tornato al Milan. In quindici anni ho allenato due squadre. Tanti cambiamenti non sono mai stati nel mio DNA. Io sono legato al Milan, di solito quando parto, penso già alla stagione successiva. Non guardo a due mesi, ma a tre anni. Sennò gli altri ci pensano, e tu rimani indietro. Mi piace lavorare all'interno di un club che è un'azienda. Quando si parla di soldi, di fatturato, non si parla più di società, ma di azienda, che va resa competitiva e sostenibile. Per far questo bisogna programmare. In queste settimane parlano tutti, tranne i miei amici a Livorno. Parlano di altre cose. Ma è normale. Tutti gli anni si arriva a questo periodo con varie voci. Il calcio è bello anche per questo, è opinabile. Una cosa che conta è il risultato finale, attraveso le prestazioni". 

"Complimenti a Chivu: ha fatto un ottimo lavoro"

Chi è vicino al raggiungimento del proprio obiettivo è l'Inter, che ha momentaneamente aumentato il divario in testa dopo il successo contro il Cagliari. Allegri ha voluto omaggiare l'allenatore nerazzurro: "Gli faccio i complimenti, ha fatto un ottimo lavoro. Oramai è vicino all'obiettivo. Per lui vincere lo Scudetto al primo anno deve essere motivo di orgoglio e soddisfazione. Posso fargli solo i complimenti per quanto fatto. Per l'Inter era normale l'obiettivo dello Scudetto, essendo da sei anni in lotta. Hanno fatto un grande lavoro. Poi cercheranno di migliorare. Come noi. Intanto arriviamo in Champions, poi vediamo".

 

 

Allegri: "Per migliorare tutto ruota attorna al risultato"

Allegri ha voluto sviare eventuali voci di mercato: "Ci pensa la società, io do delle direttive nella costruzione della squadra. Ora parlare di mercato non serve a niente. Io credo che il Milan abbia un'ottima rosa, sono molto contento. A fine stagione saranno fatte delle valutazioni. Ora le energie però vanno buttate su quelo che è domani, Verona". L'allenatore ha quindi analizzato ciò che deve fare il Milan per crescere: "Una società di calcio deve essere competitiva e sostenibile, ma tutto, tutto, ruota attorna al risultato. E' semplice. Se fai risultato la società, il brand Milan - che è uno dei più importanti al mondo - diventa più forte. Abbiamo una responsabilità di posizionare il Milan in Europa. Altrimenti è difficile far sviluppare la società in un altro modo". Il ruolo della società è quello di lavorare sui propri limiti. Se uno riconosce ciò può ottenere risultati migliori. Ci sono dati importanti in Champions League che rappresentano come le semifinaliste sono le prime del fatturato. Se non ci arrivi con le forze economiche, bisogna essere uniti, compatti e consci dei limiti. Il margine di errore di chi spende 20 è minore rispetto a chi può spendere 300. Non bisogna farsi travolgere dagli eventi".


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"I momenti difficili in una stagione ci sono, dobbiamo tornare ad affrontare le situazioni in maniera ordinata. Contro l'Udinese non lo siamo stati. Non siamo stati un minuto posizionati in fase difensiva". Così Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida del Milan contro il Verona. "Sarà una partita importante contro una squadra molto viva, che ha fisicità, fatta di contropiedisti. Dobbiamo tornare alla vittoria: servirà una partita di squadra. Mancano sei partite alla fine della stagione, e quella con il Verona rappresenta una partita importante per l'obiettivo da giocare. Servirà una partita ordinata, di grande serenità e compattezza".

"Leao? Gli sono serviti i fischi"

I rossoneri stanno vivendo un periodo complicato, sopratutto da un punto di vista offensivo: "Nel girone di ritorno non abbiamo fatto gol in quattro delle tredici gare giocate". L'allenatore quindi si è concentrato su quanto accaduto a Leao nel momento della sostituzione nella scorsa partita: "Gli sono serviti un po' di fischi, forse ha capito che non tutte le cose vanno sempre per il meglio. Può rappresentare un momento di crescita da parte sua. Avrà una bella reazione, ha fatto una bella settimana di allenamento. Sono convinto che gli attaccanti torneranno a segnare". Sul momento della squadra: "A questo punto ci siamo arrivati tutti insieme. Io posso aiutarli, la società ci è stata vicina, ieri è arrivato Furlani e ha pranzato con noi". Ma cosa si sono detti a questo pranzo? "Sono incontri nei quali si discute sull'annata, sul momento della squadra. Ma possiamo farci tutte le domande del caso, ma la verità è una: alle 15:00 domani fischia l'arbitro. Tutti focalizzati sul raggiungimento dell'obiettivo, che possiamo raggiungere anche all'ultima giornata!".

Allegri e i due step del Milan 

Allegri si è concentrato sul momento del Milan: "E' un momento importante, come tutti quelli di finale di stagione, dove è necessario raggiungere l'obiettivo. Anche se avessimo vinto domenica non saremmo stati automaticamente in Champions. Dobbiamo farlo un passo alla volta. I ragazzi hanno bisogno di serenità. Ventiquattro partite senza perdere mostra una squadra che ha valori sì tecnici, ma anche morali. Adesso abbiamo tutti a disposizione. L'obiettivo finale, totale, deve essere superiore a quello personale".

 

 

In particolar modo, il Milan ha due step davanti: "Io sono sempre legato ai ragazzi: per me i miei giocatori sono i migliori di tutti, e loro devono sostenere me, e lo hanno fatto. Ora dobbiamo pensare solamente a questo momento. La società in estate ha lavorato molto bene, abbiamo una rosa di ottimi giocatori, con qualcuno straordinario. E' una buona base. Per rinforzarla, però, dobbiamo arrivare in Champions. Gli step sono due: arrivare in Champions e poi programmare il futuro". E proprio riguardo la corsa per i primi quattro posti, Allegri ha voluto porre l'attenzione: "Il Como non ha vinto, ma ci sono la Roma e la Juve, che abbiamo a sei e a tre punti. Sessantatre punti non bastano. Adesso pensiamo al Verona, poi al resto".


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