Sergio Conceiçao: "Al Milan periodo interessante, poi non è andata come avrebbe dovuto"
Una volta salutato l'Al-Ittihad, Sergio Conceiçao è tornato a parlare delle annate che lo hanno visto protagonista nel recente passato. Tra queste, anche l'avventura alla guida del Milan, oggi chiamato a rifondare e a resettare area tecnica e dirigenziale, con il solo Ibrahimovic rimasto al fianco di Gerry Cardinale.
Conceiçao e il passato al Milan: "Periodo positivo, ora le cose vanno peggio"
Nel corso dell'intervista concessa in Portogallo a TVI, CNN e Maisfutebol, Sergio Conceiçao ha avuto modo di ripercorrere gli ultimi anni della sua carriera da allenatore, facendo un passo indietro e riportando la mente alla sua parentesi sulla panchina del Milan: "Periodo al Milan positivo. Ripensando a quel recente passato, si è rivelato che i sei mesi che ho trascorso al Milan sono stati piuttosto interessanti. Ora le cose vanno peggio. La struttura è cambiata, i dirigenti se ne sono andati e anche l'allenatore, un tecnico esperto con un curriculum impressionante, già campione d'Italia... Massimiliano Allegri. Anche lui è stato esonerato ed è riuscito a ottenere meno punti di quanti ne avessimo conquistati noi. Da quando siamo arrivati al Milan, - ha aggiunto l'ex Lazio - siamo riusciti a conquistare abbastanza punti in campionato per qualificarci alle competizioni europee. Abbiamo raggiunto la finale di Coppa Italia, eliminando la Roma, che con Ranieri aveva probabilmente disputato il secondo miglior girone di ritorno della sua storia, una squadra molto forte. E abbiamo eliminato l'Inter, che all'epoca era finalista di Champions League. Abbiamo giocato una partita straordinaria, vinto 3-0 e raggiunto la finale contro il Bologna, una finale disputata a Roma. Poi abbiamo perso 1-0 contro il Bologna. Abbiamo vinto la Supercoppa, raggiunto la finale di Coppa Italia e conquistato i punti necessari per qualificarci in Europa".
Conceiçao: "Non voglio sottrarmi alle mie responsabilità"
Aspetti positivi, errori e responsabilità. Conceiçao non si tira indietro, guardandosi alle spalle: "Ovviamente, se mi chiedete se sia necessario fare di più, la risposta è senza dubbio sì. E non voglio sottrarmi alle mie responsabilità o dire che sia andato tutto estremamente bene. Non è così. In altre parole, durante questa breve esperienza al Milan, non credo nemmeno sia giusto dire che sia stata colpa del presidente. Penso che la responsabilità sia stata di tutti noi. Le cose non sono andate come avrebbero dovuto. Ma negli ultimi dieci anni il Milan ha vinto due trofei: lo scudetto nel 2022 con Pioli e la Supercoppa dello scorso anno con me. In quei sei mesi, credo sia stata creata una base interessante sulla quale dare continuità al progetto. Loro non l'hanno vista in questo modo e hanno ritenuto necessario cambiare, ma ora è stato confermato che quel cambiamento non è stato così positivo come pensavano".
Il futuro di Conceiçao: "Potevo allenare il Belgio dopo Tedesco..."
"Non molto tempo prima dell'Al-Ittihad, ho avuto l'opportunità di allenare una nazionale che parteciperà al Mondiale", ha ammesso Conceiçao. "Ho ricevuto un'offerta quando Tedesco ha lasciato la nazionale belga - ha poi proseguito -. E molto recentemente sono stato contattato anche da due club francesi. Il mio futuro è più probabilmente all'estero che in Portogallo. Nazionale portoghese? Sono un professionista, sono pronto a tutto, ma ora non è il momento di parlarne". E sui suoi figli, non ha dubbi: "Tengo le cose separate, come dico sempre. In realtà, non parlo di calcio. Ho allenato due dei miei figli, Rodrigo e Francisco, al Porto. A casa non mi hanno mai sentito parlare... della squadra sì, ma mai direttamente di loro o di qualcosa che avessero fatto o non fatto in allenamento. Non l'ho mai fatto. Distinguo chiaramente il ruolo di padre da quello di allenatore. Francisco ha avuto un percorso davvero molto bello. È riuscito a ottenere successo. Al Porto, alla Juventus. Anche con la nazionale è riuscito a ritagliarsi un ruolo importante all'interno del gruppo, e questo mi rende molto felice per lui. Non molto tempo fa sono andato a vedere Moisés in una partita dell'Amarante in cui ha giocato, e la squadra ha conquistato la promozione ed è diventata anche campione. Per me è tanto probabile andare a vedere una partita della nazionale quanto una partita di terza divisione".