Amorim: "Milan? Un sogno. Guardavo le cassette di Maldini e Baresi"
«Da bambino mi piaceva guardare il Benfica e il Milan. Ricordo di guardare le cassette del Milan con Maldini, Baresi, Gullit, Rijkaard, Savicevic.... I miei sogni da bambino erano giocare nel Benfica e nel Milan. Uno l'ho realizzato. Ora devo diventare allenatore nell'altro». Era il 2017, Ruben Amorim aveva appena appeso gli scarpini al chiodo a soli 32 anni al termine di una carriera dal grande potenziale, ma mai realmente esplosa a causa di infortuni e operazioni ad entrambe le ginocchia. E, a detta sua, sognava già questo momento qui, quello in cui può arrivare al Milan, da allenatore. Non c'è ancora l'ufficialità e non è ancora tutto fatto, ma il portoghese è il grandissimo favorito, a tre settimane dall'esonero di Allegri, per sedere sulla rischiosissima panchina rossonera.
Non era la prima scelta per il Milan
Lo ha confessato anche lui a persone che gli stanno molto vicine: non era la prima scelta del club di RedBird, ma lo è diventata dopo il no di Rangnick e i successivi dubbi su Glasner, battendo la concorrenza di Pochettino, impegnatissimo al Mondiale alla guida degli Stati Uniti, e di Jaissle, legato all'Al-Ahli da una clausola rescissoria di 6 milioni di euro. Per Amorim, invece, il Milan è stata subito la scelta. Se sarà stata quella giusta, considerando il caos interno al mondo rossonero, è difficile pronosticarlo, ma certamente era quella più desiderata. Il portoghese ha un'intesa con gli emissari milanisti sulla base di un biennale a 3,5 milioni di euro, a cui potrebbero aggiungersi dei bonus legati ai risultati di squadra.
L'allenatore ha dato l'ok, ma i documenti da firmare non ci sono ancora
Repetita iuvant: non c'è ancora l'ufficialità. Amorim è il grande favorito sì, ma anche con Glasner si era arrivati ad un passo dalla firma e poi non se ne è fatto più nulla. Il modo di procedere del Milan americano è davvero molto molto singolare e, forse, neanche così opportuno. Cardinale e Ibrahimovic hanno cercato Amorim, gli hanno parlato, lo hanno convinto, lui ha accettato volentieri la proposta pervenutagli, ma i documenti da firmare non ci sono ancora. Il proprietario deve dare l'ultimo ok. Un processo lento, ma non per questo meticoloso, che ha messo e sta continuando a mettere a serio repentaglio la programmazione del calciomercato e dell'intera nuova stagione.
Amorim dovrà mettere mano ad una situazione complicata
Amorim - se sarà ufficialmente lui il nuovo allenatore - dovrà mettere mano ad una situazione molto complicata. E, a tal proposito, l'esperienza molto negativa al Manchester United potrebbe essergli d'aiuto: è stata sì un fallimento, ma è soprattutto dagli errori più grandi che si impara. Fin quando era stato all'interno del mondo Sporting Lisbona, tutto filava a meraviglia: due campionati vinti, ottimo calcio, tanti calciatori lanciati, altri rilanciati, il suo nome sulla bocca di tutti. Poi, ad Old Trafford, il disastro, come tanti prima di lui. Se si volesse proporre un paragone con una storia nostrana, il percorso di Amorim si avvicina a quello di Thiago Motta: lanciatissimo, in grande hype, in difficoltà con le pressioni sportive e mediatiche di un top club. E al Milan, tra l'altro, la situazione è addirittura peggiore, considerando le difficoltà societarie, rispetto a quella della Juventus e del Manchester United. Ma in nove anni, quelli della profezia, si sarà preparato.
