Costacurta: "Milan, alza il livello"
Intervista a Costacurta: la Champions, Maradona, Maldini e Mancini ct
Sta per tornare la Champions: chi vince?
«Il Psg è la squadra più forte che c’è in Europa e forse nel mondo degli ultimi due anni. Luis Enrique fa sì che i giocatori diano il cento per cento. Vedo giocatori sensazionali come Dembelé, Barcola, Doué correre come pazzi e capisco che credono davvero ciecamente al loro allenatore».
Rivede i grandi allenatori che ha avuto lei nella sua carriera, da Capello a Sacchi?
«Certo, questa è un’idea che ho preso da loro: non si vince se la gente non corre insieme e non condivide il lavoro. Per me Mbappé è il giocatore più forte al mondo ma evidentemente non era quello che serviva al Psg per vincere. Lo ha dimostrato anche la vittoria della Spagna al Mondiale: a trionfare è sempre il lavoro di squadra».
Le piace la nuova formula del super girone?
«Sì, non mi dispiace. Poi è chiaro che si può sempre migliorare ma da commentatore ho notato che aiuta soprattutto nelle ultime giornate a far sì che ci siano più partite in bilico, dove il risultato diventa importante. E questo è importante per far crescere il livello della competizione».
Quale errore vede più spesso commettere in fase difensiva?
«Non c’è un credo unico e fisso, bisogna adattarsi. Io, che ero piccoletto, dovevo lavorare di ingegno quando marcavo ad esempio Maradona o Ronaldo: dovevo adeguarmi io alle loro caratteristiche».
Quindi aveva trovato una risposta a come si marca Maradona?
(ride) «No. Ma adesso sarebbe ancora più complicato».
La notte europea che si porta dentro da giocatore?
«La finale contro la Steaua nell’89. Siamo entrati al Camp Nou, abbiamo visto i nostri tifosi, ed eravamo certi che avremmo vinto. La più strana, quella contro la Juve nel 2003: contro avevamo alcuni nostri amici».
Quando rivedremo un’italiana trionfare in Champions?
«È solo una questione di investimenti ma dominare come quell’anno, con tre italiane in semifinale, penso non succederà mai più. Capiterà che qualche club italiano possa tornare a lottare ai vertici, come successo all’Inter, ma non prima di sei-sette anni. Adesso ci sono almeno sette squadre più forti dei nerazzurri: Psg, Bayern, Arsenal, City, Liverpool, Barça e Real».
Fu lei a scegliere Mancini ct nel 2018: oggi avrebbe preso di nuovo la stessa decisione?
«Penso che la soluzione migliore fosse Conte. Nel momento in cui è stato scelto Maldini, ero molto ottimista perché lui e Leonardo si compensano e vedono cose che noi non vediamo. In Pirlo vedo cose che altri non hanno, se è stato scelto da loro c’era qualcosa che noi non vedevamo. Io avrei dato loro fiducia e continuato con Paolo e Leo, però conosco Malagò e so che sa tirare fuori il meglio di sé».
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