Da Bonucci a Higuain, poca chiarezza
A volte nel calcio servirebbe anche buon senso, non solo stangate
NAPOLI - Vogliono stangare Higuain. Vogliono avvelenare il finale di un campionato che finora è stato bello, corretto, elettrizzante, entusiasmante, ricco di sorprese e colpi di scena. Vogliono fermare il grande protagonista della stagione, forse il migliore giocatore di tutta la Serie A. Oggi arriverà la pesante squalifica del giudice sportivo dopo la bufera di Udine, quattro giornate di stop che inevitabilmente condizioneranno la corsa per lo scudetto e per il secondo posto. Il Pipita ha sbagliato e su questo, chiariamolo, non ci sono dubbi.
TACCHINARDI: «HIGUAIN E BONUCCI, DISPARITA' DI GIUDIZIO»
I tifosi del Napoli urlano allo scandalo, si sentono defraudati del loro fuoriclasse nel momento chiave della stagione e soprattutto non si sentono tutelati come la Juve. Il testa a testa (anche se senza contatto) fra Bonucci e Rizzoli nel derby con il Torino e le imprecazioni di Zaza dopo un rigore non dato nella sfida con l’Empoli, sono diventati ieri esempi troppo caldi per non far gridare all’ingiustizia subita. Higuain è considerato, nonostante la sua grande carica agonistica che spesso lo porta a protestare con gli arbitri e con i compagni, un giocatore sostanzialmente corretto in campo: fino a domenica aveva subito un solo cartellino giallo in campionato e da quando è arrivato a Napoli non era mai stato espulso. A volte nel calcio servirebbe anche buon senso, non solo stangate.
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