Hojlund gioca per il riscatto: con la Champions sarà obbligo di acquisto per il Napoli
Rasmus insegue il suo riscatto in un lunedì da Champions che all’improvviso potrebbe diventare una notte da napoletano vero. È tutto incastrato, del resto: nel momento in cui la squadra centrerà la qualificazione aritmetica, scatterà anche l’obbligo di acquisto a titolo definitivo e Hojlund si trasformerà anche per la burocrazia in un giocatore del Napoli a tutti gli effetti. Da un prestito a un patrimonio, da un’ipotesi a una proprietà. Cosa che tecnicamente sembrava scontata, a prescindere da tutto, considerando che è uno degli insostituibili di Conte sin da quando ha rimesso piede in Italia. La vittoria con il Bologna, cioè il modo più semplice e diretto per conquistare il pass internazionale, non potrà prescindere dalla sua prestazione. Lo hanno dimostrato i precedenti al Dall’Ara, nel giorno di una sconfitta bruciante, e a Riyadh, in finale di Supercoppa, dove fu decisivo per la conquista della coppa. Le motivazioni più intense, poi, moltiplicheranno la voglia di ritrovare un gol che manca ormai da sei partite. Una dieta troppo drastica.
Le cifre del riscatto di Hojlund
Hojlund giocherà per la squadra e per se stesso, inutile girarci intorno. Anzi, in questo caso è più che mai utile un pizzico di sano egoismo: andare dritti in Champions e ritrovarsi in dote un centravanti di 23 anni, con una clausola da 85 milioni valida dal 2027, è di certo un’ottima prospettiva. Il Napoli dovrà versare 44 milioni di euro nelle casse dello United, insieme ai primi 6 per il prestito oneroso definito in estate dopo l’infortunio di Lukaku. Un’operazione fulminea, di necessità si fece virtù in poco più di una settimana: Rasmus esordì al Franchi contro la Fiorentina alla terza giornata con gol, in una delle migliori serate del Napoli per qualità di gioco e impatto, e da quel momento Conte lo ha utilizzato ogni volta che ha potuto. Ovvero: quarantuno volte su quarantacinque.
Sei giornate di fila senza gol
Appena quattro le partite saltate in stagione e tutte per piccoli problemi poi superati con la stessa rapidità e la stessa prepotenza fisica che utilizza in campo. Sei, invece, le giornate di fila senza gol: l’ultimo squillo contro il Lecce il 14 marzo, ancora al Maradona. Poi a secco contro Cagliari, Parma, Lazio, Cremonese e Como, e in tribuna contro il Milan per un virus influenzale (uno dei famosi pit stop). Al Sinigaglia non è stata una giornata facile nella morsa Ramon-Diego Carlos: tanti duelli persi sia per terra sia per aria, anzi solo uno spunto vincente su undici e appena diciotto palloni toccati. Un po’ per l’ottimo lavoro dei difensori e un po’ perché i rifornimenti non sono stati eccellenti. Insomma, lunedì contro il Bologna proverà a interrompere il silenzio e a migliorare la quota realizzativa ferma a 10 reti, scrivendo il nuovo primato personale nei cinque campionati top d’Europa. Anche con lo United, nella stagione 2023-2024, si fermò alla decima: sarebbe la degna conclusione di una notte decisiva. E mai riscatto parrebbe più completo.
