I cambi di Allegri
Sessantasei minuti complicati. Davanti a un Genoa che ci ha messo il cuore, trascinato dai suoi fantastici tifosi e guidato da un allenatore che ha un futuro assicurato. Difficoltà nella costruzione, troppi errori tecnici, l’unico sviluppo su Hojlund divorato dall’ex Ostigard. E anche qualche incertezza dietro: il balbettante Rafa Marin, il mai sicuro con i piedi Meret. Ma le partite, si sa, durano novanta minuti. E quando c’è in panchina un allenatore specialista a intervenire in corso, devi aspettarti sempre una mossa decisiva. E così è successo al minuto sessantasei, quando Allegri ha deciso di far entrare De Bruyne, Vergara e Lang. Risultato: De Bruyne l’ha sbloccata su assist di tacco di Vergara e il talentino di Frattamaggiore l’ha chiusa su invito del fuoriclasse belga.
Le conferme per Allegri
Non poteva esserci miglior esordio per Max, che porta a casa i punti ma sa che il percorso di crescita della squadra è appena iniziato. Continuare a lavorare con tre punti sicuramente aiuta, ma la strada da fare è inevitabilmente ancora tanta. Allegri ha avuto la conferma di avere a disposizione una rosa importante, tante soluzioni e soprattutto la possibilità di divertirsi a miscelarli. Il Napoli ha saputo soffrire, ha arginato l’esuberanza del Genoa e ha preso il sopravvento alla distanza. Con calma, con lucidità, con la personalità di una grande squadra. Quando i ragazzi di De Rossi hanno perso intensità, è venuta fuori la qualità dei singoli. E quando hai la possibilità di girarti verso la panchina e far entrare De Bruyne tutto diventa più facile.
Serve ancora qualcosa dal mercato
Archiviata la vittoria di Marassi, il focus ora torna sul mercato. Mancano dieci giorni, saranno fondamentali per completare una rosa sicuramente forte, ma a cui manca qualcosa in più davanti per essere competitiva ai massimi livelli in Italia e per puntare il più in alto possibile in Europa. Allegri e i tifosi si aspettano un regalo, l’obiettivo nemmeno tanto nascosto è Gabriel Jesus, il centravanti brasiliano che ha condiviso le sue cinque stagioni al Manchester City con De Bruyne e che all’Arsenal non trova più spazio. Il suo arrivo darebbe sicuramente un’altra dimensione all’attacco azzurro, non a caso quando era in Brasile al Palmeiras lo chiamavano “O Fenomeno”. Può giocare da prima e da seconda punta, è bravissimo tecnicamente, vede la porta. Sarebbe un rinforzo da Champions. Il suo destino è nelle mani di De Laurentiis, che quest’anno ha scelto una linea totalmente diversa rispetto alle due estati precedenti. Niente investimenti folli e abbattimento del monte ingaggi. Oltre ai rientri dai prestiti, Allegri ha avuto finora solo Favasuli e Badiashile. In dieci giorni ADL ha la possibilità di orientare il destino azzurro: avere o non avere Gabriel Jesus non è la stessa cosa.
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