Allegri il marinaio annusa i venti
L'anno scorso, quando Modric arrivò a Milanello, Allegri lo chiamò nel suo ufficio e gli parlò di un nuovo ruolo: «Se fai un passo indietro, se ti metti davanti alla difesa, puoi allungare ancora la tua carriera». Luka aveva già quarant’anni, accettò la proposta dell’allenatore, che gli chiese pure perché non avesse deciso di arretrare la sua posizione già nel Real Madrid. Perché in Spagna davanti alla difesa ci va chi ha il fisico, gli esempi classici sono quelli di Busquets e Casemiro, gli spiegò quel fenomeno di croato. Del resto, anche nell’ultimo grande Real di Ancelotti il regista era Kroos, non Modric, che nella nuova posizione nel Milan ha fatto un campionato da protagonista.
De Bruyne come Modric al Milan: la richiesta di Allegri e il "no grazie" di Kevin
È lo stesso discorso, con la stessa richiesta, che Allegri ha rivolto a De Bruyne all’inizio di questa stagione. Lo voleva più indietro per cominciare l’azione con la massima qualità. Ma il belga, a trentacinque anni, non gli ha risposto come Modric. Lui vuole giocare davanti, si sente un centrocampista offensivo come dicono i numeri della sua carriera, ha segnato tanto (203 gol) e tante, tantissime volte ha fatto segnare i suoi compagni (300 assist). Il «no grazie» di Kevin lo ha spiegato proprio Allegri dopo il 3-0 sul Frosinone. Fine del discorso.
Anzi, il discorso è stato riaperto quando il centrocampo del Napoli è entrato in piena emergenza, fuori Anguissa, in panchina McTominay dopo l’operazione e Gilmour stremato dalle quattro partite (327’ in tutto) da titolare con la Scozia, così De Bruyne si è dovuto piegare alle esigenze della squadra, si è abbassato di una ventina di metri e ne è venuto fuori un partitone, con doppietta e gestione da campione. Il belga accanto a Lobotka, Napoli col doppio regista, e una partita sempre guidata dagli azzurri. Dopo un’ora, quando è tornato in campo McTominay, De Bruyne ha fatto un passo avanti.
Com'è cambiato il modo di difendere del Napoli di Allegri
Ma non basta questa mossa per spiegare cosa è davvero accaduto sabato sera al Napoli. Il cambiamento decisivo sta nel sistema difensivo, o meglio, nella composizione della difesa. Nelle prime cinque giornate, il Napoli aveva incassato sei gol, nella parte medio-alta della classifica (i primi 9 posti) soltanto l’Inter ne aveva subiti di più. Sono stati soprattutto quelli presi dal Como, dall’Inter e dalla Fiorentina che hanno fatto infuriare Allegri e lo hanno indotto a pensare e poi a cambiare. Dietro si passa a tre, però non a tre con Di Lorenzo nel trio, ma con un altro difensore centrale, con Badiashile accanto a Rrahmani e Rafa Marin. Tre difensori puri, di forza, di fisico e di sostanza. Così anche il francese, sepolto di critiche insieme al suo allenatore quando era entrato a San Siro favorendo la rimonta dell’Inter, ha chiuso i 90 minuti fra gli applausi. Difesa a tre con l’aiuto sugli esterni di Di Lorenzo a destra e Spinazzola a sinistra, il Napoli si è ritrovato e col 3-0 sul Frosinone ha fatto un salto in classifica.
Tutto merito di Allegri? Magari l’idea gliel’ha suggerita Landucci... È certo però che Max non appartiene alla categoria degli scienziati, semmai, da uomo di mare, in futuro potrebbe fare il marinaio, annusa l’aria, conosce il vento, vede l’arrivo della pioggia quando c’è ancora il sole e viceversa. Non sarà un rivale per Chivu e nemmeno per Gasperini, ma lassù, in zona-Champions, c’è posto anche per un marinaio.
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