© AS Roma via Getty Images

Roma, alzare i toni è necessario

Leggi il commento al momento attuale dei giallorossi, dopo il ko di Torino
Mimmo Ferretti
Mimmo Ferretti

4 min

Pubblicato il 22.12.2025, 08:22

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Da uno che pubblicamente afferma di non avere alcuna intenzione di firmare per il quarto posto, quando proprio quel piazzamento è l’obiettivo stagionale del club, è lecito attendersi dialetticamente di tutto. Questo, però, non significa che sia sempre e comunque dalla parte della ragione. Ma il personaggio è fatto così. Uno che, magari esasperando i concetti e/o sparando qua e là senza guardare in faccia nessuno (apparentemente…), urla a modo suo di non accontentarsi dei propri giocatori semplicemente perché sul mercato non è stato accontentato. La furiosa ma calibrata uscita di Gian Piero Gasperini nel post Juventus contro Evan Ferguson e gli altri nuovi della Roma non era indirizzata direttamente contro l’irlandese e i suoi compagni, ma contro chi li ha portati a indossare la maglia giallorossa. Questo appare chiaro anche a chi fa finta di non capirlo.

Ferguson come simbolo di un mercato incompleto e, a giudizio del Gasp, da completare il prima possibile. Ha esagerato, però. No no, ha fatto bene: il dibattito, nel Mondo Roma, è apertissimo, e ognuno è convinto di stare dalla parte della ragione. Di certo, la Roma ha bisogno di potenziare il proprio reparto avanzato. Su questo, tutti sono d’accordo. E lo stucchevole chiacchiericcio sul tema: “A Torino era meglio l’attacco pesante al posto di quello leggero” porta a una riflessione assoluta: la Roma non ha un attacco da vertice. Che sia leggero o pesante non conta: non c’è, non ce l’ha. Punto. E le 17 reti in 16 partite di campionato stanno lì a confermarlo. Gasperini, è fin troppo evidente, sta vistosamente forzando i toni in vista della sessione invernale di mercato. Come è noto da settimane, vorrebbe poter salutare almeno 4 elementi (Dovbyk, Bailey, Ferguson e Tsimikas, i nomi più ricorrenti), sa che l’en plein è complicato ai limiti dell’impossibile ma non si arrende e continua a sperare che la società gli metta - e in fretta - a disposizione ciò che gli manca dalla passata estate.

Due elementi per l’attacco, in primis. Zirkzee e Raspadori, in sintesi. Perché Gasp è convinto, e l’ha ripetuto mille volte, che soltanto se ha un grande attacco una squadra può ottenere grandi risultati. E le sue ultime scelte lì davanti, comprese quelle di Torino, ci informano che non si fida di nessuno. Leggero o pesante che sia. Con mille difficoltà la Roma può trascorrere il Natale al quarto posto ma non per questo è il caso di cantare vittoria e pronosticare chissà che cosa. Anzi, l’esatto contrario. Il trend non è positivo. Basta dare un’occhiata ai numeri recenti. Tutti gli allenatori, non soltanto Gasperini, sono incontentabili, e perciò vorrebbero una rosa ai limiti della perfezione. Ma sono anche coloro che, meglio di chiunque altro, conoscono il reale valore del proprio gruppo. E, per questo, vanno quanto meno ascoltati. “Le lacune sono evidenti e vorrei che la squadra venisse migliorata non per me ma per la Roma”, il virgolettato di maniera di GPG a Torino. Forse perché, non firmando per il quarto posto, non vorrebbe porsi limiti. A patto di avere gli uomini giusti per farlo, però.

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