Francesco Totti, un libro aperto
Non ci si crede, Totti stacca il ticket dei 50 anni. In sede di bilancio complessivo, si potrebbe cominciare con una citazione letteraria, tratta dal celebre capolavoro autobiografico che ha ribaltato la storia della cultura italiana, il fondamentale “Tutte le barzellette su Totti raccolte da me”. Domanda: i tre anni più duri per Totti? Risposta: quelli della prima elementare.
Dal cucchiaio allo scudetto: i 50 anni di Totti
Certo restano scolpiti nei cieli di Roma il cucchiaio e il Mondiale 2006, lo scudetto 2001 e le due Coppe Italia, le 786 partite e i 307 gol con la stessa maglia (aò, ogni tanto l’ho lavata), quel tiro da spaccare i pali, quella confidenza artistica col pallone, quella creatività da vero 10, quando il 10 era il 10... Il cinquantenne è e resterà per sempre tutto questo, non c’è neppure bisogno di spiegarlo ai bambini, perché quelli subiscono subito la dottrina e il lavaggio del cervello dai padri, non si può crescere uomini degni e romanisti gagliardi senza conoscere la storia del Pupone, per filo e per segno, della serie non saprete mai cosa vi siete persi. Non si può festeggiare un totem del genere senza conoscere e ripercorrere a ciglio umido quel che è stato in campo, là, sotto la Curva Sud, sulle note dell’altro romaroma, l’Antonello de noantri. Totti ha già il suo bel monumento in vita, non una base per piccioni, ma un altare pagano per il papa pagano di una religione pagana che non trova eguali in nessuna città d’Italia, forse solo Buenos Aires e Napoli per quell’altro immarcabile idolo dal baricentro basso.
Gli inizi con la Roma e l'incontro con Maurizio Costanzo
Sì, Totti è storicamente questo. Eppure... Totti cerca di finire un puzzle. Ci mette quasi quattro mesi. Poi casualmente gira la scatola e legge: “Dai due ai tre anni”. Sbalordito e compiaciuto: “Aò, ma allora sò un genio!”. È sempre consultando il best-seller autobiografico che in fin dei conti si può cogliere che cosa davvero sia diventato Totti nel tempo, fino ad oggi, ai 50 anni suonati (in senso buono). Il primo Totti che compare sui grandi palcoscenici della vita pubblica è un ragazzino introverso, timido, ingessato, rigido come stoccafisso. È il prototipo umano dell’amabile tontolone che si presta alle più creative battute, genere ironia mordace di cui Roma è titolare della cattedra... “Nome?”. “Francesco”. “Cognome?”. “Totti”. “Nato?”. “Sì”. Cose così. Questa la fama del primo Totti, genio là davanti alla porta avversaria, ma non esatta d’azione, si passa dal Totti bambino al Totti cresciutello, eppure immutabilmente... Tragica notizia sui giornali: “È bruciata la biblioteca di Totti, conteneva due libri”. Francesco, disperato: “Aò, er secondo dovevo ancora fi nillo de colorare!!”. Magari il giovane campione ci soffre. Le sue origini di borgata, i suoi studi non proprio alla Sapienza, la sua inguaribile ingenuità, tutto quanto messo assieme avrebbe il potere di creare un umanissimo complesso d’inferiorità. Ma poi questo Totti incontra Maurizio Costanzo, uno dei suoi fedeli più devoti, e da questo incrocio nasce il più grande colpo di tacco non tanto della carriera, piuttosto della sua vita vissuta.
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