Francesco Totti, un libro aperto
L'autoironia di Francesco
Costanzo conosce Totti e capisce com’è fatto Totti, così non gli risulta per niente difficile incanalarlo lungo il binario felice del suo spontaneo modo d’essere. L’ironia degli altri diventa improvvisamente un’occasione imperdibile, molto semplicemente diventa anche per il Pupone l’arma letale che è per qualsiasi essere umano: diventa autoironia. Ed è nel pieno di questo processo evolutivo che Costanzo, anno 2003, propone a Francesco di usare le prese in giro e le caricature che lo accompagnano da anni come formidabile arma di istruzione di massa, insegnando cioè alla seriosa fauna degli stadi e dei talk-show quanto possa essere salutare e terapeutica girarla un po’ in ridere, a patto di partire da se stessi. Gigi Marzullo invita Totti in trasmissione e lo intervista cercando di sfatare il mito del calciatore ignorante: “Lei ha mai letto un libro?”. “Sì, leggetti Rin Tin Tin!”. “Lessi!”, lo corregge Marzullo. “No no, mo ‘o ricordo bene, era proprio Rin Tin Tin”. Il resto, a cascata.
Totti campione genuino e a chilometro zero
Totti sguazza da 10 in questo nuovo ruolo, ci prende gusto e si presta di gusto. Nel 2006 partecipa con Ilary, la compagna della prima vita, la madre dei suoi figli, al doppiaggio italiano (mai più tedesco o francese) della serie “I Simpson”. Nel 2008 compare nel film “L’allenatore nel pallone 2”, a seguire lo vediamo nei “Cesaroni”, come fosse davvero uno di famiglia. Persino i genialoidi del marketing, ad un certo punto, colgono l’effetto che fa e si catapultano facendo a gomitate. È testimonial Nike e Diadora. Fuori dallo sport promuove, tra le altre: Vodafone, FIAT, Pepsi, Dash, Very Mobile, Volkswagen, Grom. Nel 2015 l’ATAC (l’azienda dei trasporti pubblici), per il 39° compleanno di Francesco, stampa biglietti col suo faccione, omaggio concesso prima solo a due papi. E via così, fino allo spot con Spalletti, persino con lui, il nemico-amico, una storia cominciata a parole feroci e finita con la bicchierata promozionale. Risulta chiaro a tutti che Francesco core de Roma non è perfetto, meglio, gioca a dio solo nella metà campo nemica, ma fuori è un uomo imperfetto e perfettibile come tutti, gioca con la vita come può. La cosa veramente importante, essenziale e decisiva, resta una sola, da leggere quale unico risultato assoluto: a 50 anni, a metà strada, Totti è amato dappertutto, come un campione di casa, genuino, a chilometro zero. Un uomo percepito esattamente così com'è.
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