Una Roma credibile
Riflessioni in ordine sparso, aspettando l’abbraccio con Mou. La Roma di Como? Non male. Tornare dalla gita al lago con un “puntarello” e un clean sheet dopo aver giocato (recupero compreso) un tempo con un uomo in meno e con un portiere, Gollini, assente dalla Serie A da oltre due anni non può, non deve alimentare rimpianti. Anzi, l’esatto contrario. Sennò tutte le cose belle, bellissime dette/scritte sul conto della squadra di Cesc Fabregas sarebbero da buttare nel cassonetto dell’indifferenziata. A mente fredda, una Roma tosta, solida, sicura di sé e, quindi, capace di portare a casa un pari nonostante l’inferiorità numerica per l’espulsione di Malen. A suo modo, una dimostrazione di forza, lucidità e affidabilità. Una prova inedita, ma credibile.
Roma, dal Como al Real Madrid: come ci arriva la squadra di Gasperini
Nessun avviso particolarmente presuntuoso ai naviganti di Madrid, per carità; se mai, un messaggio di crescita rivolto a se stessa a poche ore dalla sfida contro una delle squadre più forti d’Europa. Il Real, e ci mancherebbe altro, gode dei favori del pronostico, ma la Roma operaia di Como merita rispetto. E José Mourinho, vedrete, non cadrà nell’errore di sottovalutare le risorse della sua ex squadra. Il primo ics a reti bianche del campionato è stato, fatalmente, condizionato in chiave romanista dal dover giocare tutto quel (secondo) tempo con un uomo in meno. Inevitabile puntare (solo) a difendersi, a non subire gli attacchi del Como ma le mosse di Gasp sono state via via indirizzate tutte verso la direzione di una sofferenza serena, sopportabile. Se è davvero il caso, analizzando la cronaca, di parlare di sofferenza. Un gruppo buono per tutte le esigenze, in avvio architetto poi muratore: ecco l’identikit della Roma.
Prima del rosso a Malen, la squadra di Gian Piero Gasperini aveva giocato e prodotto più del Como senza raccogliere nulla sul piano pratico per via di errori di mira o di sostanza nelle conclusioni. Una Roma nuova sul piano tecnico, la solita (o quasi) Roma sul piano tattico. Sotto di un uomo, non c’è stato un solo osservatore che non abbia pensato all’imminente sostituzione di Dybala invece GPG l’ha tenuto in campo fino quasi alla fine perché Paulo è tornato ad essere un atleta ma, incredibilmente, al momento non ancora un finalizzatore. Il suo contributo in 10 contro 11 è stato comunque chiaro, limpido e per certi versi impensabile; un contributo in pura chiave difensiva, certo, ma sempre determinante. E, ora, sotto con l’indimenticato e indimenticabile Mou.
Sblocca la news esclusiva
Mensile
Plus+ Mensile
€ 5,90al meseAbbonati ora- Sito illimitato
- Rinnovo automatico
Il più conveniente
Plus+ Annuale
€ 49,90all'annoAbbonati ora- Sito illimitato
- Rinnovo automatico
Sei già abbonato?
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS



