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L'inizio alla fine

Leggi il commento sulla giornata di Serie B
Tullio Calzone

Pubblicato il 23.08.2026, 08:31 (Aggiornato il 23.08.2026, 09:59)

Ricomincia dai rimorsi il Catanzaro. A caccia dell’ennesimo miracolo, ma con altri protagonisti, la formazione di Gorgone inciampa in un clamoroso finale di gara ed esce sconfitta dal “Menti”, fallendo l’anticipo della 1ª giornata di B. Un match che ha, invece, esaltato la caparbietà del Vicenza di Gallo e fatto urlare i calabresi, ribaltati in un finale batticuore che conferma la principale attitudine del torneo: la contendibilità. Niente drammi, però. Perché la squadra ha perso molti dei protagonisti delle ultime avventure e molti dei giovani talenti valorizzati da Aquilani. L’ultimo, passato al Napoli, è stato Favasuli, sulle orme di Liberali, acquistato dal Como. Altri ne nasceranno, a rinverdire un format che non prevede alternative alla sostenibilità economica attraverso la valorizzazione di talenti. Ripetere il passato sarà una storia diversa, però. Anche perché le antagoniste per il successo finale sono tante e la promozione in A non sarà una pura formalità per nessuno. Lo ha capito benissimo ieri sera Giampaolo contro i baby rampanti di Pagliuca. La Cremonese che cade ad Empoli è un biglietto da visita del campionato. Una lezione anche per la Strega di Floro Flores che si è fatta ribaltare dal Modena di Galloppa spegnendosi col passare dei minuti. Peggio ha fatto l’Avellino di Nesta incapace di portare a casa la gara contro lo spigoloso Arezzo di BucchL, chiudendo tra i fischi del Partenio una gara da dimenticare che la magia di Russo non è bastata ad illuminare.

E lo sa bene anche Inzaghi, rimasto vittima dei calabresi negli ultimi playoff, con quella doppia semifinale che rimarrà uno dei momenti topici dello scorso torneo. Pippo è consapevole del fatto che per il Palermo, dopo l’ennesima campagna acquisti faraonica (Hernani, Estevez e Strefezza, e Perin è alle porte), non ci saranno giustificazioni plausibili. Nei piani del City Group il tempo è scaduto. Ma anche nella testa dell’allenatore piacentino non sono immaginabili alternative alla A diretta. Perché proprio l’idea covata nella scorsa stagione di poter essere promossi, se non subito, almeno ai playoff, si è rivelata un’arma autolesionistica letale. La squadra è stata rinforzata e l’eliminazione del Lecce in Coppa Italia testimonia la determinazione dei rosanero. Intanto, oggi conta solo la Juve Stabia. I 30 mila del Barbera non chiedono altro che la A. E l’inizio alla fine!

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