Belotti & Baroni, effetto grandi firme sulla B

La magia del Gallo apre la strada alla rimonta del Modena contro l'Empoli, poi perfezionata da un altro bel gol di Ambrosino. La caparbietà del tecnico fiorentino consente all'Hellas di aggiudicarsi il derby veneto e di entrare nel perimetro playoff
Tullio Calzone

Pubblicato il 21.09.2026, 00:13

Grandi firme sempre di moda in questa Serie B che sembra cucita su misura per una formazione come il Palermo, allestita per vincere eppure capace di saper soffrire, come una provinciale umile e concreta, contro lo spigoloso Padova di Calabro, davanti ai soliti trentamila del “Barbera”, l’uomo in più dei siciliani, qualora ce ne fosse bisogno. E questa volta senza nemmeno creare le tensioni della passata stagione, quando fu proprio il peso delle eccessive responsabilità a gravare su una squadra che, a guardarla bene e paragonandola a quella attuale, non è che fosse tanto meno formidabile. Ma dover vincere per forza, a volte, può diventare insopportabile e anche per questa ragione la società ha investito sulla freschezza di giovani emergenti e famelici, oltre che su calciatori navigati per la categoria.

Insomma, è il mix giusto tra esperienza e talento, da modellare, a poter fare la differenza in un campionato che nessuno, tuttavia, ha mai vinto prima della primavera inoltrata, quando la classifica, molto probabilmente, comincerà a delinearsi e definirsi. Per il momento, e per la lunga sosta, almeno lassù i colori restano rosanero. Anche perché il Mantova rischia di rovinare questo sorprendente inizio di stagione contro il Pisa di Paolo Bianco, che si vede raggiungere solo al 93’ dal guizzo di Vlahovic, altro talento atalantino come Dominic Vavassori, che in questa categoria cerca gloria e la giusta maturità. Insomma, la vocazione di questa B è sempre la stessa. Ma guai a dare qualcosa per scontato. Soprattutto quando, oltre ai giovincelli a caccia di gloria, trovi sulla tua strada campioni collaudati e tecnici che qui hanno vinto già.

Inciampa nel “Gallo” Belotti, ad esempio, un Empoli combattivo e organizzato, sia pure senza Pagliuca in panchina perché squalificato. A guidare da vicino la propria squadra è Davide Possanzini, già artefice in passato proprio della rinascita dei virgiliani. Il suo sorprendente Südtirol sbriciola l’Arezzo di Cristian Bucchi e si candida per un torneo da vertice. Proprio come fa Marco Baroni, che rischia tutto al Bentegodi, colpito al cuore dal guizzo di Rauti. Ma un gol che non basta a tramortire una squadra pensata per la A. Ci pensa poi il colombiano Mosquera a sigillare una vittoria che spinge l’Hellas oltre il derby veneto e in zona playoff con l’effetto grandi firme.

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