Yassine e lo spettacolo del Marocco
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Yassine e lo spettacolo del Marocco

Ala classica, mancino, vent’anni, si è fatto ammirare nello Strasburgo e ora è una delle novità della nazionale di Ouahbi
Stefano Chioffi
3 min

Il suo punto di partenza, sulla carta geografica, è Salon-de-Provence, la città di Nostradamus. Da lì è cominciato il viaggio di Gessime Yassine, vent’anni, nato in Francia ma con il Marocco nel cuore. Al Mondiale gli è bastato qualche minuto per guadagnarsi un posto sui tablet degli scout. Ala classica, un metro 72, mancino, accelerazioni e sterzate. Il Barcellona lo segue, il Chelsea è già in prima fila. Il Marocco è una delle sorprese del torneo. Ha fermato il Brasile, ha chiuso il girone con sette punti e tra i volti nuovi c’è proprio Yassine, esterno offensivo dello Strasburgo, arrivato in Alsazia a gennaio dal Dunkerque. Tecnica, uno contro uno, cambio di passo: il profilo ideale per chi cerca un esterno da 4-3-3. 

Il momento magico

La sua notte da favola arriva ad Atlanta. Al 68’ il commissario tecnico Mohamed Ouahbi lo richiama dalla panchina. Venti minuti abbondanti gli bastano per cambiare il ritmo della partita. Salta l’uomo, crea superiorità e all’89' firma il gol del definitivo 4-2 contro Haiti. Una rete che vale anche un primato: è il più giovane marcatore nella storia del Marocco in un mondiale. Dietro quell’esultanza, però, c’era molto altro. Poche ore prima della partita aveva ricevuto dalla Francia la notizia della morte improvvisa di uno dei suoi più cari amici d’infanzia. Ha deciso di scendere comunque in campo. Dopo il gol ha alzato gli occhi al cielo. La dedica non aveva bisogno di parole.

L’infanzia

In famiglia raccontano che da bambino trasformasse qualsiasi cosa in un pallone. Prima le uova prese dal frigorifero, con inevitabili conseguenze sul pavimento della cucina. Poi i rotoli di carta. Il calcio era già il suo linguaggio. Lo Strasburgo lo ha acquistato per sette milioni e oggi il suo valore è già cresciuto. Il Chelsea, che appartiene alla stessa proprietà del club francese, lo monitora da vicino, mentre dalla Spagna il Barcellona ha acceso i riflettori sul suo profilo. Tre gol e dieci assist nell’ultima stagione tra Dunkerque e Strasburgo. Il Mondiale è ancora lungo, ma Yassine ha già fatto quello che conta di più: trasformarsi da promessa a nome da ricordare. A vent'anni, spesso, è il passaggio più difficile.


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