Brown, l’americano di Germania
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Brown, l’americano di Germania

Terzino sinistro, 23 anni, potenza e rapidità: l’Eintracht progetta una super plusvalenza
Stefano Chioffi
2 min

L’intuizione di Nagelsmann è stata premiata. Nathaniel Brown ha ventitré anni, li ha compiuti sotto il sole del mondiale americano. Una storia particolare. Suo padre, statunitense, con lui non ha mai avuto un rapporto: gli ha lasciato in eredità solo il cognome. Sua madre lo ha cresciuto ad Amberg, nel cuore della Baviera. Il destino ha voluto che il primo gol di questo ragazzo con le treccine dovesse arrivare proprio lì, nella terra del papà mai conosciuto. 

L’anello mancante

A vederlo correre sulla fascia sinistra con la maglia della Germania, viene da pensare che Nagelsmann abbia trovato l’anello mancante. Un terzino potente, rapido, che spinge e difende. Al debutto contro Curaçao ha preso la corsia, l’ha asfaltata di chilometri e ci ha piantato sopra la bandierina del gol del 5-1. Una liberazione, una rivincita personale. Il Bayern ha rotto gli indugi: sul tavolo ci sono cinquantacinque milioni pronti per portarlo in Baviera subito dopo il torneo. Una cifra da capogiro per chi, fino a due stagioni fa, masticava la polvere della seconda divisione a Norimberga. In queste ore Nagelsmann incrocia le dita. Un fastidio all’adduttore ha costretto Brown a saltare l’impegno con l’Ecuador per precauzione. Ma lunedì, per il sedicesimo di finale contro il Paraguay, il terzino conta di recuperare. Perché questa Germania, costruita nei minimi dettagli, non può fare a meno della sua elettricità.


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